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Pandemia: un disastro che per alcuni paesi è stato un bel affare

© Sputnik . Alexandr Kryazhev / Vai alla galleria fotograficaMascherine
Mascherine - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
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La pandemia con le conseguenti limitazioni ha messo in difficoltà una grande quantità di società che operano in vari settori e soprattutto in quello dei servizi.

Per alcune imprese, tuttavia, quello che per altri è stato un disastro ha costituito, al contrario, una manna caduta dal cielo. Stato e Regioni, al fine di provvedere alla messa in sicurezza dei cittadini e al reperimento di tutti i materiali necessari per curare i malati e per limitare la diffusione del contagio, hanno impiegato una grande quantità di denaro pubblico che ha rimpolpato le casse di alcune selezionate aziende (e anche di alcuni fortunati privati). In caso di emergenze, come è già successo in precedenza, qualcuno ne ha anche approfittato in modo per nulla legale e, proprio recentemente, la magistratura italiana ha portato allo scoperto un’enorme speculazione riguardante la fornitura di mascherine con tanto di società creata ad hoc e di un improvvisato, quanto improbabile, intermediario.

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La Fondazione Openpolis ha voluto cercare di capire come siano stati spesi i soldi per fronteggiare l’emergenza Covid e chi, del tutto legittimamente, ne ha beneficiato. A Gennaio 2020 l’importo totale stanziato risulta essere corrispondente esattamente a 19 miliardi e 580 milioni di euro suddivisi in ben 11.514 lotti.

Dati precisi citati da Openpolis risalgono soltanto al 17 novembre 2020, quando risultavano già spesi circa 5 miliardi di Euro. Dall’analisi accurata di Openpolis risulta che solo il 60,1% del totale sia stato vinto da aziende italiane mentre sono state ben 55 le imprese straniere che hanno vinto bandi per l’approvvigionamento di beni e servizi. Di queste 17 erano società cinesi che, da sole, hanno incassato ben il 91,7% dei soldi spesi verso l’estero. Si è trattato soprattutto dell’acquisto di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale.

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Nonostante la maggioranza del numero delle imprese fornitrici sia composto da società ufficialmente italiane molte di loro sono, in realtà, filiali o consociate di società straniere e, se ci limitiamo a considerare gli importi assegnati, scopriamo che i maggiori beneficiari di questi fondi sono proprio le imprese cinesi che si sono aggiudicati i lotti dal valore medio maggiore più di cinquanta volte rispetto alle altre società. Ogni singolo lotto vinto dalle loro imprese valeva in media 54 milioni di Euro mentre la media di quelli ottenuti dalle aziende italiane supera a malapena il milione. Dopo la Cina, i Paesi che hanno vinto i lotti più ricchi sono la Corea del Sud e gli Stati Uniti d’America con una media di 14 milioni ciascuno. Al Novembre del 2020 risulta che il totale incassato da società cinesi della Repubblica Popolare è stato esattamente di 1 miliardo 573 milioni 830 mila e 609 euro. Seguono la Corea del Sud con “solo” 29 milioni, gli Stati Uniti con poco più di 28 e Hong Kong con altri 25 milioni. Tra i Paesi europei quello le cui aziende sono state i maggiori fornitori è la Germania che ha incassato poco più di 25 milioni. Seguono, distaccati, Gran Bretagna, Austria, India, Svizzera, Giappone ecc.

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Se andiamo a guardare i nomi delle aziende che si sono aggiudicate il titolo di “fornitori più importanti”, scopriamo che, alla data del Gennaio 2021, la società diventata più ricca è la LUOKAI TRADE COMPANY (cinese) che ha incassato da sola ben 634 milioni. E’ strano immaginare che proprio a lei sia stato assegnato il lotto più importante per la fornitura di mascherine poiché dal suo sito internet risultava essere piuttosto una produttrice di valvole. La stessa domanda riguarderebbe anche la seconda classificata, la WENZHOU LIGHT INDUSRIAL PRODUCTS ARTS & CRAFTS IMPORT EXPORT COMPANY LTD (sempre cinese) che si è intestata forniture per circa 590 milioni, sempre per mascherine.

L’analisi di Openpolis cita i nomi e le cifre incassate da tutte le società italiane e straniere che hanno fornito materiali o servizi. Molte di loro sono SPA o SRL e quindi di diritto italiano ma, come nel caso FCA, le case madri sono spesso straniere. La ex-FIAT, (con sede fiscale in Olanda) ha fornito mascherine per 237 milioni 402 mila e 742 euro. Altri fornitori “importanti” sono: Byd Auto Industry co. Ltd (cinese - batterie? - più di 265 milioni), Giuntini spa (abbigliamento - quasi 134 milioni), Macron spa (abbigliamento - 100 milioni), Bericah spa (guanti monouso - 89 milioni circa), ecc.

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In totale le società fornitrici che hanno vinto almeno un bando di gara sono state 1740. A causa dell’urgenza dovuta all’emergenza, ben 11.677.416.567 Euro sono stati assegnati con procedure negoziate senza previa pubblicazione.

Per chi volesse meglio approfondire (vedi: Osservatorio Bandi Covid, oppure: Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici) è bene sapere che per le sole mascherine sono stati spesi più di 10 miliardi e mezzo, circa 3 miliardi e 400 mila sono andati ai materiali di analisi e diagnostica, un miliardo e 700 mila per farmaci e terapie intensive, un miliardo e 300 mila per la messa a norma di infrastrutture e scuole e ben 900 milioni per i “geniali” banchi innovativi con le rotelle voluti dall’ex ministro Lucia Azzolina.

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