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Paese nel Paese

© Sputnik . Evgeny UtkinPresentazione del IX Rapporto Top Utility
Presentazione del IX Rapporto Top Utility - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
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Oggi è stato presentato il IX Rapporto Top Utility. Investimenti 2019 in crescita a 7,2 miliardi. Premio assoluto al Gruppo Iren.

Per la prima volta l’edizione Top Utility, promossa da Althesys in collaborazione con Amazon Web Service, RSE e Utilitalia, è stata svolta in modalità on-line, incluso la premiazione delle migliori aziende del settore. Le triste conseguenze della pandemia. I dati analizzati includono il 2019, quindi come le utility italiane hanno passato la pandemia, lo vedremo l’anno prossimo. I primi risultati sono però evidenti: l’aumento di consumo elettricità da parte degli utenti finali e la diminuzione nelle aziende, ma soprattutto, l’efficienza delle aziende del settore che hanno supportato la gente nel difficile 2020.

Alessandro Marangoni, CEO di Althesys e capo del team di ricerca, presentando lo studio “Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti”, ha detto che “delle utilities si parla solo quando qualcosa non va”. Ma “con oltre 102 miliardi di ricavi, pari al 6% del PIL italiano 2019, e più di 153.000 addetti, le Top 100 si confermano realtà di grande rilevanza sia economica che sociale”.

Insomma, è “un paese nel Paese”, ma di forte frammentazione, nel quale le grandi multiutility con ricavi superiori al miliardo sono solo il 12% del totale, mentre più della metà delle imprese (il 54%) è costituito da monoutility con meno di 100 milioni di fatturato. Lo studio indica che le principali utility sono in prevalenza con capitale interamente pubblico (62%) o capitale misto (25%); poche le quotate (9%) e ancora meno quelle private (4%). Le Top 100 coprono la metà dell’energia elettrica generata in Italia (51,6%) e quasi tre quarti delle vendite finali (73,6%), oltre al 36,7% dei volumi di gas distribuiti e il 57,4% di quelli venduti; infine, il 61,8% dell’acqua distribuita e il 36,7% dei rifiuti urbani raccolti.

© FotoPresentazione del IX Rapporto Top Utility
Paese nel Paese - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
Presentazione del IX Rapporto Top Utility

 

Il 2019 ha evidenziato dati sostanzialmente stabili in termini di fatturato aggregato, ma variati per settore: solo il comparto delle monoutility elettriche segna un calo del 3,6% rispetto all’anno prima per la flessione dei prezzi nei mercati energetici. Ottime le performance degli altri settori: in particolare, le aziende nel settore del gas mettono a segno un aumento del 12.3%, le multiutility aumentano del 10%, mentre le aziende attive nell’idrico crescono del 6,3%. Anche il settore dei rifiuti chiude il 2019 con un aumento del valore della produzione (+3,3%).

L’analisi nel tempo della redditività mostra un settore idrico in lieve aumento (+1,3%), mentre sono in calo multiutility e rifiuti, rispettivamente del -4% e -2,3%.

© FotoPresentazione del IX Rapporto Top Utility
Paese nel Paese - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
Presentazione del IX Rapporto Top Utility

 

Le risorse impiegate in impianti, reti ed attrezzature hanno raggiunto i 7,2 miliardi di euro d’investimenti, (+10% a perimetro omogeneo sul 2018). Questo valore corrisponde allo 0,4% del PIL italiano del 2019 e al 2,2% degli investimenti fissi lordi. Con oltre 3 miliardi di euro, quelli nel settore elettrico sono sempre la quota principale (42,2%), anche se in calo del 2% sul 2018. Cresce il peso delle multiutility, che nel 2019 hanno investito oltre 2,7 miliardi (+23,3% sul 2018). Le monoutility idriche hanno investito più di 1,2 miliardi (+23,4%), mentre il gas si è attestato su livelli analoghi ai precedenti (91,1 milioni, +1,4%). Forte calo per il settore dei rifiuti (-33,8%).

Ilva di Taranto - Sputnik Italia, 1920, 21.02.2021
Recovery Fund per risanare l'ex Ilva, Giorgetti: "Siderurgia strategica per il Paese"

Le utility italiane negli anni scorsi hanno investito nella direzione giusta: buona parte dei 7,2 miliardi impegnati nel 2019 hanno già predisposto gli strumenti per resistere meglio a fenomeni come il cambiamento del clima, la crisi sanitaria, i rischi digitali di sistema. In pratica hanno investito, per usare un termine di gran moda, sulla “resilienza”, oggi centrale del Piano nazionale recupero e resilienza (PNRR), che indirizzerà l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund europeo.

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è lo strumento per cogliere la grande occasione del Next Generation EU e rendere l’Italia un Paese più equo, verde e inclusivo, con un’economia più competitiva, dinamica e innovativa – si legge sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. - Un insieme di azioni e interventi disegnati per superare l’impatto economico e sociale della pandemia e costruire un’Italia nuova, intervenendo sui suoi nodi strutturali e dotandola degli strumenti necessari per affrontare le sfide ambientali, tecnologiche e sociali del nostro tempo e del futuro.

Con questi obiettivi, l’Italia adotta una strategia complessiva che mobilita oltre 300 miliardi di euro, il cui fulcro è rappresentato dagli oltre 210 miliardi delle risorse del programma Next Generation Ue, integrate dai fondi stanziati con la programmazione di bilancio 2021-2026. Un ampio e ambizioso pacchetto di investimenti e riforme in grado di liberare il potenziale di crescita della nostra economia, generare una forte ripresa dell’occupazione, migliorare la qualità del lavoro e dei servizi ai cittadini e la coesione territoriale e favorire la transizione ecologica”.

“Il settore dei servizi pubblici – rileva l’economista Alessandro Marangoni – mostra, anche in questo momento di crisi, alcuni chiari segnali di trasformazione. Il più importante è legato all’impegno delle imprese verso gli obiettivi della sostenibilità, il secondo punta allo sviluppo delle infrastrutture e alla digitalizzazione che concorrono all’aumento della resilienza del sistema. In un quadro che è ancora disomogeneo, le utility italiane si confermano elemento portante del sistema economico e giocano un ruolo cruciale nel rilancio dell’Italia”.

“Investimenti, sostenibilità e resilienza – commenta la presidente di Utilitalia, Michaela Castelli – sono i tre assi portanti sui quali si sta muovendo il mondo delle utilities. Lo studio evidenzia come quanto più le imprese sono qualificate e orientate a un approccio industriale, tanto più crescono gli standard di qualità dei servizi offerti ai cittadini. Grazie a un importante piano di investimenti su cui le nostre aziende si sono già impegnate e con l’auspicabile sostegno del Recovery fund, il contributo delle utility alla ripresa del Paese in chiave sostenibile può diventare decisivo”.

“Noi abbiamo già pensato molto, di piani, di strategie – dice Stefano Besseghini, Presidente ARERA – ma ora dobbiamo metterle in pratica, sfruttando opportunisticamente il meccanismo di PNRR”. “Solo nel settore elettrico c’è una quantità di investimenti da 100 miliardi”, aggiunge Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura.

Amazon sta diventando un player notevole in questo settore. Non direttamente, ma offrendo servizi digitali online, incluso in cloud per aumentare capacità. Di questo ha raccontato Raffaele Resta, Head of Italy PS Amazon Web Services. La sicurezza informatica sta rapidamente diventando una delle preoccupazioni più pressanti per le utility: negli ultimi tre anni, le Top100 hanno subito oltre 260 attacchi, e i trend di digitalizzazione aumenteranno l’esposizione. In futuro, gli investimenti in quest’area saranno in aumento per la larga maggioranza delle utility (86,5%) mentre solo un 10% circa ritiene che rimarranno stabili.

© FotoPresentazione del IX Rapporto Top Utility
Paese nel Paese - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
Presentazione del IX Rapporto Top Utility

 

E come ogni anno, si premiano le migliori aziende. Basandosi su 221 parametri diversi, si sceglie la migliore società nelle diverse categorie e un vincitore assoluto. La migliore utility italiana, secondo l’insieme dei parametri adottati dal team di ricerca Top Utility (economico-finanziari, ambientali, comunicazione, customer care e ricerca&sviluppo) è il Gruppo IREN, che si aggiudica il premio Top Utility assoluto. Della cinquina facevano parte anche A2A, Acque SpA, Gruppo CAP, MM. Prima per AWS-Sostenibilità è la pesarese Marche Multiservizi (in lizza con Acea, Gruppo CAP, Enel, Estra); per la Comunicazione si è distinta la modenese AIMAG (A2A, Gruppo CAP, Gruppo Hera e Veritas); per RSE Ricerca e Innovazione ha vinto il Gruppo CAP (con Acea, Aimag, Enel e MM). Nella categoria Consumatori e Territorio il riconoscimento è andato alla toscana Acque Spa (in lizza anche Gruppo Hera, Iren, MM e Publiacqua), per le Performance Operative alla trevigiana Contarina (con A2A, Ambiente Servizi, Gruppo CAP e Silea). Per la Categoria Diversity ha vinto il Gruppo Hera (nella cinquina con Acea, Gruppo CAP, Enel e Marche Multiservizi). Infine, quest’anno ha fatto ritorno la categoria Sud, per la quale è stata premiata la campana Gori del Gruppo Acea, in gara con Acquedotto Pugliese, AMAP, AMGAS Bari, AMIU Puglia.

Da aggiungere che in un anno l’indice di soddisfazione dei clienti è passato dal 85,3 registrato nella scorsa edizione all’86,8. Lento, ma comunque un miglioramento.

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