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Il Comune di Ingria torna alla lira per aiutare ai cittadini

© Foto : Federico Bianco LevrinLire del Comune di Ingria
Lire del Comune di Ingria - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
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Da gennaio 2002 l'Italia ha introdotto l'euro per sostituire quella che era la valuta nazionale: la lira. A distanza di quasi 20 anni il Comune di Ingria, in provincia di Torino, ha iniziato a stampare la lira ingriese.

Perché nel piccolo comune con soli 43 abitanti torna di moda la moneta dell’Italia unita? Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto Federico Bianco Levrin, Consigliere del Comune di Ingria.

— Consigliere, come vi è venuta in mente l'idea di reintrodurre le lire? Qual è lo scopo principale di questo progetto?

© Foto : Federico Bianco LevrinFederico Bianco Levrin, Consigliere del Comune di Ingria.
Il Comune di Ingria torna alla lira per aiutare ai cittadini - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
Federico Bianco Levrin, Consigliere del Comune di Ingria.
— Da tempo avevamo in mente di poter intervenire per mostrare il nostro sostegno alle famiglie residenti nel nostro Comune. Il nostro primo obiettivo era di dare un aiuto ai cittadini mentre il secondo che ci fosse una ricaduta sul territorio, soprattutto in questo momento di difficoltà per i commercianti che normalmente lavorano anche grazie al turismo. Anche se si tratta (ovviamente) di una cifra simbolica, dà comunque un ulteriore incentivo a chi davvero crede in Ingria 365 giorni all'anno.

— Dal punto di vista della grafica la vostra moneta assomiglia l’euro, però si chiama "la lira". Come mai?

— Il nome nasce semplicemente come “assonanza” con la storica lira creando indubbiamente anche uno spirito amarcord nonché una riuscita operazione di comunicazione. 

Banconota da 500mila lire - retro, autoritratto di Raffaello - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2020
Quanto varrebbe oggi per i collezionisti una banconota da 500.000 lire?
Per quanto riguarda la grafica non ci siamo appoggiati a professionisti, abbiamo creato la lira ingriese internamente con strumenti amatoriali, dunque si è optato per uno stile semplice e minimale, lo stesso che contraddistingue per alcuni aspetti anche l’euro.

— Non è moneta corrente ma, immagino, che è stato fatto tutto nel rispetto delle leggi?

— Si, esatto, sono state ritagliate delle risorse dal bilancio comunale per restituirle ai cittadini sotto forma di buono spesa. Le lire ingriesi sono a tutti gli effetti dei buoni acquisto che seguono quindi le relative norme di riferimento.

— Quando è stata ufficialmente battezzata la “lira ingriese? Com’è l’avete distribuito fra la popolazione? E quanti buoni può avere ogni residente del Comune?

— La lira ingriese è stata battezzata lo scorso 20 dicembre, in occasione della consegna da parte del Comune ai propri cittadini degli auguri di Natale e del panettone, all'interno di una busta nella quale ogni abitante ha trovato tre banconote: una da 10 e due da 20 lire ingriesi, per un totale di 50 lire.

— Potrebbe spiegare brevemente dove e come si può spendere la vostra “valuta”?

© Foto : Federico Bianco LevrinLire del Comune di Ingria
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— Il controvalore in euro corrisponde a 50 euro spendibile in generi alimentari nei negozi convenzionati della Valle Soana. In questo modo, il vantaggio è duplice: “Ne beneficia direttamente il cittadino, ma anche il commerciante”. Una volta spese le lire ingriesi, gli esercenti della Valle che le hanno raccolte, le rappresenteranno in Comune, che risarcirà i commercianti con il corrispettivo in euro.

— Nel 2002 vi è stato il definitivo cambio Lira-Euro, con tanti italiani che ancora oggi continuano a ricordare con affetto le tanto care vecchie lire. Come hanno reagito gli abitanti a questa iniziativa di vicinanza? Hanno pure loro la nostalgia per la valuta di una volta?

Mappa dell'Europa su una moneta di euro - Sputnik Italia, 1920, 04.12.2018
Meglio un euro oggi che una lira – muta – domani

— Sia i cittadini che i commercianti della Valle Soana hanno reagito in maniera positiva. L'idea dei buoni acquisto è piaciuta e gli esercenti si sono mostrati soddisfatti poiché ha incentivato l'acquisto presso i negozi della Valle. La cosa positiva è stato sicuramente il messaggio di vicinanza, specialmente in questo periodo, che è quello di star facendo il possibile affinché le nostre Valli possano presto ripopolarsi usando tutti gli strumenti a nostra disposizione.

— La crisi causata dalla pandemia purtroppo non è ancora finita. Per quanto tempo pensate di sostenere le famiglie dell’Ingria?

— La volontà è quella di continuare anche in futuro con interventi diretti, concreti e con ricaduta immediata come questo, in parallelo con politiche di progettualità più a lungo termine che stiamo valutando.

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