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Agguato in Congo, per Di Maio Attanasio e Iacovacci uccisi in modo vile

Lorenzo Guerini, Luigi Di Maio e Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2021
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Il ministro degli Esteri informa il Parlamento sull'uccisione in Congo dell'ambasciatore Attanasio e del carabiniere di scorta Iacovacci. Chiesto al PAM e all'ONU un rapporto dettagliato.

In corso in Parlamento l’informativa urgente del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sull’attentato in Congo all’ambasciatore Luca Attanasio e al carabiniere Vittorio Iacovacci.

Descrivendo quanto è accaduto nella Repubblica Democratica del Congo in cui ha perso la vita anche l’autista congolese del mezzo del WFP, il ministro Di Maio ha parlato di “vile agguato, che ha stroncato le loro giovani vite e sconvolto quelle dei loro cari”.

In merito alle indagini, Di Maio ha affermato che “ai nostri caduti dobbiamo prima di tutto la verità”.

Ieri sera i feretri di Attanasio e Iacovazzi sono giunti in Italia a bordo di un aereo dell’Aeronautica militare italiana. Ad accoglierli il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro degli Esteri e della Difesa.

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È stato straziante ieri sera accogliere, al fianco del presidente Draghi e dei familiari, le salme dei nostri due connazionali”, ha riferito alla Camera dei deputati Di Maio.

Di Maio ha ricordato che il carabiniere era stato preparato “dai nostri migliori reparti speciali” proprio per difendere e “per proteggere il Capo Missione”.

Il ministro degli Esteri ha ricordato anche che “Vittorio una famiglia voleva formarla a breve, al termine imminente della sua missione in Congo” con la sua fidanzata.

Le indagini

Per quanto riguarda le indagini Di Maio ha riferito in Aula di avere “chiesto al PAM a Roma e alle Nazioni Unite, interessando direttamente il Segretario Generale Guterres, di fornire un rapporto dettagliato sull’attacco al convoglio del Programma alimentare mondiale”.

Il ministro ha infatti ricordato che la missione “si è svolta su invito delle Nazioni Unite. Quindi anche il percorso in auto si è svolto nel quadro organizzativo predisposto dal Programma alimentare mondiale”.

"La Farnesina, a livello interno, nell’ambito delle costanti attività di prevenzione e mitigazione del rischio per il personale diplomatico-consolare all’estero, classifica la Repubblica Democratica del Congo in terza fascia di rischio (su 4). Ciò denota un livello di minaccia alto”, ha dichiarato ancora il ministro Di Maio.

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