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Salvini incontra Draghi: mi ha chiamato lui. Cosa si sono detti?

© Sputnik . Evgeny UtkinMatteo Salvini
Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 23.02.2021
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Matteo Salvini e Mario Draghi si sono incontrati in un faccia a faccia durato circa mezz'ora questa mattina a Palazzo Chigi. Un incontro sui temi e non sulle poltrone dice il "Capitano".

“Ho incontrato il presidente Draghi”, dice Matteo Salvini uscendo da Palazzo Chigi e affermando che lo ha chiamato il presidente del Consiglio. Si è trattato di un incontro breve, durato appena mezz’ora e forse dovuto alle uscite di Salvini di questi giorni che in più modi ha chiesto la riapertura serale dei ristoranti.

“Bisogna accelerare su piano vaccinale (a rilento per errori nei contratti, se di Arcuri o di Bruxelles lo giudicherà la storia), riaperture, salute, rimborsi e lavoro. Proprio questa settimana al ministero dello Sviluppo economico ci sarà un incontro con le industrie farmaceutiche per ragionare di una produzione italiana, visto che dovremo contrastare il Virus anche per i prossimi anni e occorre diventare indipendenti nella produzione dei vaccini”, spiega Salvini ai giornalisti che gli chiedono di cosa ha parlato con Draghi.

Non di poltrone per la Lega si affretta a dire subito Salvini, in riferimento alla nomina dei sottosegretari ai ministeri di cui Draghi si sta occupando in questi giorni proprio con i partiti.

Altri la pensano come noi

“Sono inoltre contento che governatori di tutti i colori politici, come Stefano Bonaccini, convengano con noi che riaprire i ristoranti alla sera sia una proposta di buonsenso: se puoi pranzare in tranquillità e a distanza e in tranquillità, puoi anche cenare”, ribadisce Salvini.

Il messaggio del capo del Carroccio è chiaro, basta chiusure e guardiamo alle riaperture.

“No a lockdown nazionali, sì a interventi mirati ove sia necessario - come in provincia di Brescia - perché con la salute della gente non si scherza”.

E sui rimborsi immediati si dice favorevole “ma anche riapertura, dove la situazione sanitaria territoriale lo consenta, di altre attività come palestre, impianti sportivi, teatri e cinema in grado di adottare rigorosi protocolli”.

Perché, “dove c’è una realtà lavorativa che chiede aiuto, la Lega c’è: siamo entrati al governo per contare e portare la loro voce”, sottolinea Salvini.

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