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Giacomelli (Campus Biomedico): “Sputnik V sarà un alleato importante nella lotta contro la pandemia”

© Foto : Ufficio Stampa Università Campus Biomedico di RomaProf. Roberto Giacomelli, Professore Ordinario di Reumatologia, Direttore UOC di Immunoreumatologia Università Campus Biomedico di Roma
Prof. Roberto Giacomelli, Professore Ordinario di Reumatologia, Direttore UOC di Immunoreumatologia Università Campus Biomedico di Roma - Sputnik Italia, 1920, 23.02.2021
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I ritardi nelle forniture di Pfizer, Modena e AstraZeneca rendono più concreta la possibilità di usare il vaccino russo Sputnik V nel Vecchio continente.

Il numero di Paesi che registrano Sputnik V aumenta ogni giorno – oltre 50 hanno ordinato le dosi e 31 lo hanno autorizzato finora.
Visto che il virus non arretra la sua corsa in Europa, Sputnik V potrebbe finalmente riavvicinare la Russia e l'Ue, nonostante la dichiarazione puramente politica della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.

Oltre all’Ungheria, sabato scorso San Marino ha firmato un protocollo per l'acquisto del vaccino anti-Covid diventando la prima nazione nell'Europa Occidentale ad aver registrato il farmaco russo.

E l'Italia seguirà l'esempio del piccolo enclave per non far slittare la sua campagna vaccinale e raggiungere immunità di gregge almeno entro la fine del 2021? Cosa pensano gli esperti del vaccino Sputnik V e della sua produzione sul territorio italiano? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto il Prof. Roberto Giacomelli, Professore Ordinario di Reumatologia, Direttore UOC di Immunoreumatologia Università Campus Biomedico di Roma. Professore Giacomelli, che opinione si è fatto del vaccino russo Sputnik V - il primo antidoto anti-Covid certificato al mondo? Paragonando con gli altri farmaci antivirali presenti sul mercato, a Suo avviso, quali sono i suoi punti di forza?

— Dallo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet, un'analisi ad interim sulla fase III degli studi clinici che ha coinvolto quasi 20.000 partecipanti, risulta che il vaccino è efficace al 91,6% contro le forme sintomatiche di Covid-19.

Il vaccino Sputnik V - Sputnik Italia, 1920, 19.02.2021
San Marino, in arrivo il primo lotto di vaccino russo Sputnik V

L’uso di due vettori virali differenti, dati a 21 giorni di distanza l'uno dall’altro, permette di superare il possibile rischio di una preesistente immunità verso gli adenovirus nei soggetti vaccinati, aumentandone l’efficacia. Inoltre può essere conservato a –18°C, che quindi facilita lo stoccaggio e la catena del freddo per il trasporto.

Ha un'elevata efficacia, insieme a Pfizer/BioNTech e Moderna (circa il 95% di efficacia), che utilizzano però la tecnologia a Rna messaggero, ma è anche uno dei più accessibili grazie al prezzo contenuto e alla facilità di logistica e stoccaggio.

— Nelle ultime settimane si è parlato sempre più spesso di una possibile valutazione rapida in Europa da parte dell’Ema, soprattutto perché Sputnik V è stato già registrato nei 31 Paesi del mondo. In questa fase, quando l’Italia è interessata a completare al più presto la campagna vaccinale, non sarebbe più facile raggiungere questo obiettivo con l'aiuto di Sputnik V?

— ​Certamente, in questo momento in cui occorre vaccinare più persone possibili, nel mondo e il più in fretta possibile, anche il vaccino Sputnik V è un’arma in più per raggiungere questo scopo. Occorre comunque che anche lo Sputnik V riceva al più presto l'approvazione all'uso di emergenza da parte dell'EMA e dell'AIFA.

— Nel caso di approvazione, il vaccino russo potrebbe diventare un’alternativa ai vaccini già utilizzati oppure Sputnik V servirebbe solo per recuperare la carenza di altri farmaci antivirali?

— Non credo che il vaccino russo sia da considerare una alternativa agli altri vaccini, perché tutti i vaccini efficaci partono allo stesso livello. La comunità europea ha già stabilito dei contratti con alcune grandi case farmaceutiche, quindi bisognerà vedere nelle prossime settimane se le forniture di vaccini già acquistati saranno in grado di coprire i fabbisogni delle varie nazioni. In caso contrario, l'utilizzo dello Sputnik V, potrebbe, dopo l’approvazione EMA, essere una ulteriore risorsa nella guerra contro la pandemia.

— Come ha confermato il centro di ricerca Vector, i vaccini russi contro il coronavirus, Sputnik V e EpiVacCorona, sono efficaci contro il ceppo britannico che, secondo alcuni i Suoi colleghi, tenderà a soppiantare gli altri. In questo momento Russia è in trattativa con diversi Paesi europei per potenziale produzione congiunta del vaccino russo sul suolo europeo. Ci sono aziende italiane che potrebbero partecipare a questo progetto e produrlo a sufficienza?

​​— Ad oggi, non esistono dati scientifici robusti, pubblicati su riviste mediche con peer reviewing su questo punto. Sia Pfizer, sia Moderna e anche Gamaleya segnalano che il loro vaccino sembrano essere in grado di riconoscere la variante inglese. Dobbiamo aspettare che i dati vengano pubblicati sulle riviste scientifiche accreditate.

Bisogna anche considerare che è possibile che emergano in futuro altre varianti e quindi bisogna essere pronti a riconsiderare tutte le strategie vaccinali nel mondo.

Per quanto riguarda la produzione in Italia, dal punto di vista biotecnologico, ci sono ottime industrie di biotech, non solo nel Lazio ma anche in altre regioni. Poi bisogna anche considerare gli aspetti regolatori, la problematica dei brevetti e gli aspetti commerciali, che possono influenzare le decisioni in questo specifico settore.

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