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Vaccini, l'appello di Toti: "Servono più dosi e personale"

© Sputnik . Igor ZaremboVaccinazione
Vaccinazione - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2021
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In Liguria la campagna vaccinale fa fatica ad andare avanti e il governatore ligure, via Twitter, si rivolge a Draghi: "Servono più dosi e più personale da Roma se vogliamo davvero accelerare”.

“Dal Governo Draghi ci aspettiamo un cambio di passo, anche per la campagna vaccinale: abbiamo meno vaccini di quelli che il nostro sistema è in grado di somministrare, servono più dosi e più personale da Roma se vogliamo davvero accelerare”. Lo scrive su Twitter il governatore ligure, Giovanni Toti.

Nella sua regione, come scriveva ieri il Secolo XIX, sono state vaccinate finora 40mila persone per un totale di 101mila dosi di vaccino inoculate dallo scorso gennaio. Il territorio della Liguria, ricorda lo stesso giornale, è uno di quelli con più anziani in tutta la Penisola.

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Per questo la Regione ha ricevuto finora dosi per 9,8 per cento della popolazione. Di queste, però, ne sono rimaste inutilizzate il 68 per cento. Non è solo una questione di prudenza, per far fronte alle forniture a singhiozzo. Le vaccinazioni vanno a rilento anche per la mancanza di personale.

Ed è su questo che batte il governatore di centrodestra, facendo appello a Palazzo Chigi perché invii medici e infermieri che possano coadiuvare il personale sanitario nella somministrazione dei sieri anti-Covid. Si parla anche del coinvolgimento di militari e protezione civile e di allargare le “truppe” con l’assunzione di neolaureati.

“Oggi ho scritto ai direttori generali di aumentare il lavoro domenicale ma rendiamoci conto anche del numero di tamponi e del lavoro negli ospedali”, ha detto ieri il presidente della Regione.

Finora, sempre secondo il Secolo, sono state coinvolte nella campagna vaccinale 151 persone, compresi medici in pensione e volontari. I “vaccinatori” promessi da Roma non sono mai arrivati. O meglio, ne sarebbero arrivati soltanto una decina.

Dall’altro lato gli over 80 che risiedono nella regione scalpitano per poter ricevere il vaccino, con 75mila prenotazioni collezionate nel giro di pochi giorni.

Il rischio, se non arrivano rinforzi, è che il passaggio alla fase due possa slittare almeno al mese di maggio.

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