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Rezza: "Varianti Covid preoccupano, vaccinare il più possibile"

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLa campagna di vaccinazione in Serbia con il vaccino Sputnik V
La campagna di vaccinazione in Serbia con il vaccino Sputnik V - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2021
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Il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute ha espresso la sua preoccupazione per le varianti circolanti in Italia, che potrebbero ridurre l'efficacia vaccinale "anche se, in realtà, non sappiamo quanto".

Intervenendo al webinar 'Covid-19: Il terzo vaccino e le strategie nazionali e regionali', promosso dall'Accademia lombarda di sanità pubblica, il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha espresso la sua preoccupazione per la diffusione del varianti del Covid.

"C'è una forte preoccupazione che deriva dalla circolazione delle varianti. Bisogna fare di tutto per arrestarle perché l'efficacia vaccinale può essere minore anche se, in realtà, non sappiamo quanto", ha detto. 

In Italia la più diffusa è quella inglese, che finora "ha evidenziato una percentuale, su 800 campioni sequenziati, del 18%. Un dato che tenderà ad aumentare perché la variante inglese comporta una crescita della trasmissibilità del 35-39% rispetto ai ceppi osservati circolanti".

Rezza poi ha espresso la preoccupazione per altre varianti, con la brasiliana "che attualmente ci preoccupa di più", evidenziando la necessità di "arrivare prima delle varianti, anticiparne la corsa vaccinando il più possibile".

"Serve introdurre degli elementi di flessibilità all'interno dei piani vaccinali. Questo vuol dire non farsi costringere nella rigidità eccessiva, in maniera da favorire sia l'offerta che la domanda di vaccino che in questo momento è forte da parte della popolazione. E in questo senso vanno le aperture che verranno presto fatte in termini di raccomandazioni da parte del ministero della Salute", ha dichiarato il medico.

Non solo preoccupazioni, però: Rezza ha salutato con soddisfazione "l'accordo concluso ieri con i medici di medicina generale, per i quali la possibilità di utilizzare un vaccino maneggevole è essenziale", un accordo che "ci dà la possibilità di allargare molto, sostanzialmente, la platea degli attori che staranno in prima fila nella campagna vaccinale".

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