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No a riconoscimento malattia Covid-19 dall’Inps a chi rifiuta vaccino?

© AP Photo / Cheng MinFebbraio 22, 2020: gli operatori sanitari nel laboratorio di Wuhan
Febbraio 22, 2020: gli operatori sanitari nel laboratorio di Wuhan - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2021
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Se un operatore a rischio rifiuta il vaccino contro il coronavirus e a seguito del rifiuto contrae la malattia ed ha conseguenze, può avviare la causa per infortunio sul lavoro? L'Inail prova a risolvere il problema.

Un caso che farà sicuramente da precedente per tutti quelli che si verificheranno d’ora in avanti. Dall’Ospedale San Martino di Genova è giunta all’Inps la segnalazione di ben 15 infermieri che si sono rifiutati di farsi vaccinare e ora sono risultati positivi al coronavirus.

Cosa si fa si domandano dall’amministrazione del nosocomio? Va riconosciuta o meno la malattia causa Covid o devono essere riconosciuti non idonei alla loro attività professionale?

Così si è aperta una istruttoria all’Inail che risulta appena all’inizio, ma che alla sua conclusione farà scuola.

In buona sostanza, in caso di malattia grave è infortunio sul lavoro oppure no? Se malauguratamente un operatore sanitario che si è rifiutato di sottoporsi al vaccino contro Sars-CoV-2, dovrà essere risarcito come viene risarcito a chi viene riconosciuta la malattia sul lavoro, oppure no?

Mica un affare da poco. E questo caso potrebbe fare scuola non solo per l’ambiente sanitario, ma per tutti i contesti lavorativi dove in futuro i dipendenti dovessero risultare positivi al Covid-19 dopo aver rifiutato di sottoporsi al vaccino.

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Le morti sul lavoro denunciate come contagi Covid sono state 461 nel 2020, e se al termine della procedura si dovesse accertare che effettivamente i deceduti hanno contratto il virus sul luogo di lavoro, dovranno essere economicamente indennizzati per infortunio sul lavoro.

Gli infermieri, dicono i dati sugli infortuni sul lavoro causa Covid, sono risultati essere la maggioranza rispetto alle denunce (39,2%). Ed ecco anche perché le vaccinazioni sono partite proprio da loro, perché si è compreso essere una delle categorie più a rischio.

Ma se l’infermiere o l’infermiera ha rifiutato il vaccino e quindi la potenziale protezione contro il coronavirus? Andrà indennizzata o meno?

Battaglia legale e roba da avvocati si dirà, ma aver rifiutato il vaccino potrebbe rivelarsi a un punto a sfavore non di poco conto. Certo, si dirà che non è stata imposta l’obbligatorietà, e qui è intervenuto l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano il quale ora fa parte del consiglio di amministrazione dell’Inail.

Parlando a titolo squisitamente personale con il Corriere della Sera, ha affermato che il problema si risolverebbe con una legge che impone l’obbligatorietà del vaccino ad alcune categorie. Ad ogni modo per Damiano “è logico che chi decide di non vaccinarsi e svolge una mansione a rischio poi non possa chiedere il riconoscimento dell’’infortunio sul lavoro”.

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