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Ebola miete 4 vittime in Congo, ma la popolazione è scettica e rifiuta le misure igieniche

© AP Photo / Christine NesbittBambino consumato dalla fame in Congo
Bambino consumato dalla fame in Congo - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2021
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I cittadini rifiutano di credere all'esistenza dell'ebola e si oppongono alle misure basilari di igiene, come la disinfezione delle case dove ci sono contagiati o il lavaggio dei cadaveri. Preoccupazione per nuovi focolai a distanza di tre mesi dalla fine dell'ultima epidemia.

Ritorna l'incubo Ebola, con nuovi casi e nuove vittime in Congo. Agli inizi di febbraio sono comparsi i primi casi nella regione di Nord Kivu, ad est del Paese. L'8 febbraio una donna è morta per la febbre emorragica, la prima vittima di quella che rischia di essere un nuovo focolaio. Ad oggi sono 6 i casi accertati, tutti nell'area interessata dal contagio e tutti venuti a contatto con precedenti infetti, ma si aggrava il bilancio delle vittime. 

Dai primi giorni del mese "abbiamo già registrato sei casi di Ebola. Abbiamo perso quattro pazienti. Due sono deceduti venerdì e sabato. Continuiamo a prenderci cura di due pazienti in cura presso il CTE (Centro di cura Ebola) a Katwa", ha detto il dottor Eugène Syalita, ministro provinciale della salute per il Nord Kivu, secondo quanto riporta AFP. 

Gli scettici dell'Ebola

Il governo della Repubblica democratica del Congo aveva dichiarato conclusa l'ultima epidemia di Ebola il 19 novembre 2020, con 55 vittime su 130 casi accertati. La preoccupazione per una nuova ondata di contagi è alimentata dall'ostilità della popolazione verso le misure anti-contagio per fermare la diffusione del virus. 

Come già accaduto in precedenza, i cittadini non credono nella malattia e rifiutano le più elementari misure igieniche, come evitare di toccare i malati o lavare i cadaveri. 

"Alcune famiglie rifiutano categoricamente che le loro case siano disinfettate come pure sepolture dignitose e sicure. Le persone non hanno ancora capito che l’Ebola è appena ricomparso, ancora non hanno ben chiara la situazione", ha spiegato Syatila. 

L'Ebola è una grave forma di febbre emorragica con una letalità che può arrivare dal 25% al 90% dei casi. La trasmissione può avvenire per contatto interumano diretto con organi, sangue e altri fluidi biologici (es saliva, urina, vomito) di soggetti infetti (vivi o morti) e indiretto con ambienti contaminati da tali fluidi. Il contagio è più frequente tra familiari e conviventi.

La campagna di vaccinazione 

Una settimana dopo la recrudescenza del virus l'Oms ha iniziato in Congo la sua campagna di vaccinazioni contro l'Ebola.

​L'agenzia dell'Onu ha definito questa campagna "una testimonianza dell'enorme capacità locale costruita nelle precedenti epidemie dalle autorità sanitarie".

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