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Shvabe: ad Abu Dhabi per presentare il nostro “occhio onniveggente a infrarossi”

© Foto : RostecTelecamera SWIR (onde corte ad infrarossi) elaborata dalla Orion Scientific Production Association
Telecamera SWIR (onde corte ad infrarossi) elaborata dalla Orion Scientific Production Association - Sputnik Italia, 1920, 21.02.2021
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IDEX-2021, una delle maggiori esposizioni di armamenti al mondo, sarà inaugurata domenica 21 febbraio nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi. Storica partecipante dell’esposizione sarà la holding russa Shvabe, leader nella produzione di sistemi ottici per usi bellici e civili.

Alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’esposizione Vadim Kalyugin, vicedirettore generale di Shvabe ha rilasciato un’intervista a Sputnik in cui ha condiviso le novità che presenterà il gruppo in occasione di IDEX-2021.

— Shvabe è partecipante fissa dell’esposizione IDEX. Cosa si aspetta dalla quindicesima fiera internazionale degli armamenti e della tecnica militare di Abu Dhabi?

— Effettivamente le imprese della holding hanno preso parte a IDEX sin da quando fu inaugurata la prima volta, nel 1993. In termini di sviluppo del commercio estero per noi l’Estremo oriente ha sempre suscitato grande interesse. Fortunatamente l’interesse è reciproco. La nostra presenza ad Abu Dhabi è rappresentata dai contratti per la fornitura di prodotti Shvabe, dai negoziati per l’incremento delle esportazioni, dagli incontri con i rappresentanti dei ministeri e con gli imprenditori.

— Quali novità presenterà la holding quest’anno?

— A IDEX-2021 esporremmo i mirini PO104 e PO156 ideati per le armi sportive e venatorie. È la prima volta che li presentiamo all’estero. Si tratta di prodotti nuovi, messi a punto nel mese di novembre dello scorso anno dagli esperti della Novosibirsk Instrument‑Building Plant (NPZ).

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Entrambi gli strumenti sono una variante modificata del mirino PSU e dotati di reticolo migliorato in grado di adattarsi agli obiettivi dell’utente. Una delle loro caratteristiche principali è l’estrema comodità: si riesce a puntare in maniera rapida e semplice, garantiscono un’ampia panoramica e una buona retroilluminazione, non superano le dimensioni del castello dell’arma da fuoco e non intralciano il resto delle munizioni quando portati sulle spalle. Nel complesso, sono strumenti comodi e pratici. Si tratta di prodotti innovativi che non hanno concorrenti sul mercato a parità di prezzo.

Un altro prodotto della NPZ che farà il suo debutto all’estero in occasione di IDEX è il mirino PK-4 dotato di un regolatore di illuminazione del reticolo: questo sistema è una tecnologia che abbiamo brevettato noi. L’utilizzo di questa tecnica consente di ridurre il dispendio energetico nei diversi regimi di funzionamento dell’apparecchio. Durante la ricarica della batteria l’intensità della retroilluminazione del reticolato non diminuisce, ma il dispositivo entra in modalità massimo risparmio energetico. La medesima tecnologia è integrata anche nei mirini PO104 e PO156.

Presenteremo anche il PO4x24 che, tra l’altro, esportiamo in grandi lotti in Italia. È stato creato a partire dal PSO-1, il leggendario mirino del 1963 ideato per i fucili di precisione SVD. Presenteremo uno dei più leggeri e compatti monocoli notturni al mondo, il PN21K, che garantisce un’ottima visibilità anche nelle notti senza luna. Potrà essere posizionato sulla testa o sul caschetto per essere poi spostato da un occhio all’altro.

— Quali sono i prodotti maggiormente degni di nota tra quelli di puntamento e di osservazione?

— Il “canale” termovisivo TPK-K per visualizzare il territorio circostante, rilevare e riconoscere obiettivi terrestri, navali e aerei. È stato creato presso lo Stabilimento di Krasnogor interamente a partire da componentistica russa e in linea con i migliori prodotti suo pari a livello internazionale.

— Cosa prevede di fare Shvabe nell’ambito del programma commerciale di IDEX-2021?

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— È prevista una serie di negoziati in merito alla manutenzione dei prodotti dual use oggetto di forniture passate. La holding Shvabe è inclusa tra le aziende aderenti al programma di cooperazione tecnico-militare e perciò ha diritto a condurre attività di commercio estero autonome relativamente al dual use, alla creazione di joint venture e allo svolgimento di attività di manutenzione. Nello specifico, abbiamo il diritto di esportare pezzi di ricambio, fornire servizi di formazione, effettuare la manutenzione e non solo. Alla luce di questo sono previste trattative con diverse società estere. La nostra holding offre un ampio ventaglio di servizi di manutenzione per i sistemi ottici e per la strumentazione destinata all’aviazione e ai mezzi corazzati.

— Shvabe partecipa al programma di diversificazione del complesso militare-industriale, il che prevede tra l’altro la produzione di apparecchiature dual use. Ci potrebbe cortesemente indicare i prodotti più interessanti in questo senso?

— Tra i già noti figurano la prima telecamera SWIR russa, messa a punto dagli ingegneri dell’Istituto di produzione e ricerca Orion. È una delle telecamere più leggere al mondo, può essere applicata sui droni per cercare oggetti anche in condizioni difficoltose.

Il prodotto rientra tra le tecnologie dual use. Inizialmente fu creata per il Ministero delle Emergenze: era destinata ad essere utilizzata sui droni per effettuare operazioni di ricerca, salvataggio e ricognizione. Con la nebbia, in caso di incendio, nella foresta più fitta e dovunque l’occhio umano non arriva entra in gioco il nostro onniveggente occhio a infrarossi.

Ma le caratteristiche uniche nel suo genere della nostra telecamera SWIR ne consentono l’applicazione anche in altri settori, ad esempio nei sistemi di monitoraggio del trasporto urbano e in quelli per il mantenimento della sicurezza. In agricoltura la nostra telecamera può aiutare a determinare l’umidità del terreno e le caratteristiche della semina. Con il suo aiuto è possibile riconoscere le banconote false e persino stimare la veridicità di un quadro d’autore.

Da ultimo un esempio interessante e insolito di utilizzo in ambito civile. Tre anni fa presso l’Istituto nazionale russo di scienza e ricerca provarono a effettuare questo esperimento: presero un’icona del XVIII secolo e un quadro della prima metà del XX secolo e li studiarono attraverso l’obiettivo della nostra telecamera. La radiazione infrarossa insieme a quelle a raggi X e agli ultravioletti sono lo strumento principale utilizzato nelle perizie sulle opere d’arte. Pertanto, la telecamera SWIR Shvabe è in grado di mostrare gli strati meno superficiali di pittura, le iscrizioni nascoste e persino la bozza sottostante. Per stimare il valore artistico e storico delle opere d’arte figurativa la creazione di Orion è insostituibile.

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