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Stop alle mascherine U-Mask. Il ministero della Salute le ritira dal mercato: rischi per la salute

© Foto : U-Earth BiotechU-Mask, ritirata dal mercato su decisione del ministero della Salute
U-Mask, ritirata dal mercato su decisione del ministero della Salute - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2021
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I dispositivi erano stati pubblicizzati anche da diversi vip. La decisione del ritiro dopo che i Nas di Trento avevano smascherato le false certificazioni.

Niente più mascherine U-Mask in commercio. Il prodotto è stato ritirato dal mercato con effetto immediato in base alla decisione del ministero della Salute: non sono dispositivi medici e ci sono potenziali rischi per la salute.

Una scelta, quella del dicastero guidato da Roberto Speranza, che è arrivata i seguito alle indagini dei Nas di Trento che avevano segnalato che le mascherine erano state validate come dispositivi medici da un laboratorio che era “privo di autorizzazione”. Inoltre, la certificazione era stata firmata da un “soggetto privo di laurea”.

Il ministro Speranza ha evidenziato i “potenziali rilevanti rischi per la salute” derivanti “dall’assenza di un regolare processo valutativo” e la “conseguente assenza di garanzia sull’effettiva adeguatezza come strumento di prevenzione dei contagi”.

Il provvedimento di ritiro disposto dal ministero della Salute “ha un carattere d’urgenza” a causa dell'emergenza sanitaria aggravata dalle varianti, e entro cinque giorni l'azienda dovrà provvedere anche al ritiro dal mercato dei prodotti a sue spese.

Una truffa costosa

Insomma in tutto e per tutto una truffa, che aveva visto coinvolti anche volti noti, vip che avevano mostrato sui loro account le loro foto con indosso le famose U-Mask.

Le sorelle Ferragni, per esempio, erano apparse con la mascherina sul viso. E anche alcuni politici.

Tra i vantaggi promossi dai produttori della mascherina, la possibilità di riutilizzarla e l’azione battericida della mascherina stessa, definita la prima e unica Biotech a un costo di oltre 33 euro a pezzo.

“U-Mask è la prima mascherina di protezione biotecnologica”, recita il claim sul sito in cui si sottolinea la protezione dal contagio “fino a 200 ore di utilizzo effettivo” e la funzione “auto igienizzante ed antiproliferativa”.

Tutti elementi smentiti dalle indagini dei Nas e su cui indaga anche la procura di Milano.

Nel capoluogo lombardo è in corso un'inchiesta nella quale è indagato l'amministratore della filiale italiana della società. Nel frattempo, anche l'Antitrust nei giorni scorsi ha avviato un procedimento.

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