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Entriamo nella concept-house Made in Italy per conoscere i suoi residenti

© Foto : UFFICIO STAMPA WSCDefhouse
Defhouse - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2021
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La vera protagonista e il soggetto principale del progetto è la casa che rispecchia esattamente l’ambiente che ogni creator ha sempre sognato per potersi esprimere al meglio. La Defhouse è un luogo in cui convergono talento e intrattenimento in un ambiente pop e residenziale, dove convivono in perfetta armonia design, arredo e domotica.

Leggi la prima parte dell'intervista

Soprattutto, la Defhouse non amplificherà solamente la creatività degli artisti al suo interno, bensì comunica lei stessa alla GenZ grazie alla sua forte identità digitale, avendo una personalità ed una voce propria: si chiama Defne - un’entità che interagisce con i suoi ospiti dando loro spunti, indicazioni ed incarichi, facendosi sentire tramite post e messaggi su Whatsapp.

Questa location darà modo ai creator di produrre dei contenuti costantemente: ogni angolo e ogni spazio è studiato per essere un set.

© Foto : UFFICIO STAMPA WSCDefhouse
Entriamo nella concept-house Made in Italy per conoscere i suoi residenti - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2021
Defhouse

“Siamo a Milano, culla dei movimenti che hanno cambiato il modo di intendere il design: parliamo di Alchimia, Memphis che negli anni Ottanta hanno trasformato l’approccio del design”, racconta l’Art Director John Pentassuglia che ha curato il progetto dell’interior, con la collaborazione dell’architetto Emanuele Tresoldi di Tresoldi & Partners.

La Defhouse non è un esperimento di “reality show”! Non ci sono telecamere fisse che trasmettono 24 ore quello che succede all’interno e all’esterno della casa come nel “Grande Fratello” e non è un contest ad eliminazione e a puntate come “X-Factor” o “Amici”. I ragazzi non sono “rinchiusi” in casa ma, seguendo le regole dettate dai vari dpcm in materia di Covid, fanno una vita normale e vanno a scuola, incontrano le loro famiglie ed i loro amici, vanno a fare la spesa oppure in palestra.

Defhouse - Sputnik Italia, 1920, 19.02.2021
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Ma cosa sta succedendo tra le mura della Defhouse? C’è tanta concorrenza fra i futuri influencer? Come stanno affrontando le restrizioni dovute al Covid? Per parlarne Sputnik Italia si è rivolto a Giuseppe Greco, socio e direttore creativo di WSC che abita insieme ai ragazzi nella concept-house.

— Giuseppe, su quali criteri sono stati scelti i ragazzi? Quanti follower hanno in totale? 

— Diciamo che la selezione è iniziata a gennaio del 2020 ed è finita a giugno del 2020, sono stati ascoltati e abbiamo fatto provini a più di cento ragazzi. L'obiettivo non era trovare i ragazzi più famosi, ne ragazzi migliori degli altri, ma quelli che fossero più adatti al progetto, quelli che avessero più voglia di mettersi in gioco, i più curiosi ed i più stimolanti. Persone che avessero voglia di mettere da parte un po’ la loro vita da adolescenti per entrare in un progetto in cui bisogna mettersi in gioco e in cui bisogna abbassare un po’ il proprio ego, in cui bisogna essere umili e provare tutti i giorni a fare qualcosa di diverso. E da lì è nato questo gruppo di otto ragazzi. Ognuno è stato scelto anche per il fatto di essere unico, di avere uno stile differente e di avere ognuno un carattere differente. Logicamente una delle sfide era quella di riunire i ragazzi in un solo progetto, e siamo riusciti a farlo perché non abbiamo sviluppato la Defhouse una volta definito il gruppo, ma abbiamo fatto un percorso di formazione che ci ha permesso in sei mesi di arrivare al progetto della Defhouse.

Quindi i ragazzi, ognuno con le sue peculiarità, ognuno con le sue skills artistiche (canto, musica, ballo, moda ecc) si è messo al servizio del gruppo, e ogni giorno qui cerca di crescere, cerca di stimolare e cerca di impegnarsi per il progetto. Il totale in questo momento è 16 milioni di follower, ma noi questi numeri non li prendiamo quasi mai in considerazione, perché l'obiettivo è sviluppare contenuti di qualità e vedere che i ragazzi continuano a crescere, continuano a mettere dei tasselli importanti sia nella loro vita personale sia nella loro vita artistica.

— Potrebbe brevemente raccontare la loro giornata e il loro percorso di studi? Hanno il tempo libero e come lo passano?

— In questa casa ci sono tantissimi stimoli, ogni giorno vengono organizzati dei corsi di formazione. Noi non li definiamo “corsi” ma piuttosto delle chiacchierate con persone esperte di un determinato settore. Corsi di politica, di ballo, di danza, attualità, recitazione, cultura generale e di cucina, ad esempio. I ragazzi hanno una sorta di schedule, cioè partecipano a questi corsi e poi definiscono loro come sfruttare quello che imparano durante queste ore.

© Foto : UFFICIO STAMPA WSCLa cucina della Defhouse
Entriamo nella concept-house Made in Italy per conoscere i suoi residenti - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2021
La cucina della Defhouse

Per di più loro si sono organizzati autonomamente per la gestione della casa, da chi deve fare le pulizie a chi deve cucinare, o da chi deve buttare la spazzatura, e tutto questo viene inserito in un monitor all'ingresso della casa dove troviamo il calendario della giornata. Le ore libere non sono una pretesa, ma in qualche modo conoscendo il programma della giornata loro riescono a gestirsi tutte le altre ore, dove magari realizzano i loro tiktok i loro video, oppure escono per andare a fare un giro e prendere un po’ d'aria al parco.

— Che aria si respira a casa?

— Diciamo che il tutto è nato attraverso un'amicizia, perché i ragazzi non hanno firmato con la nostra agenzia con l'obiettivo di sviluppare Defhouse, bensì con l'obiettivo di lavorare con noi. Quando li abbiamo messi in connessione si è creato un bellissimo rapporto da subito, dove anche la concorrenza che ci può essere tra persone che fanno la stessa cosa è stata da subito una concorrenza positiva e pulita, che li porta a cercare di rendere sempre al meglio.

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Quotidianamente lo spirito in casa è pieno di “good vibes”, si aiutano durante la giornata in tutto quello che fanno. E questo forse è uno dei più grandi risultati che noi siamo riusciti a ottenere. È bello da dire, è molto difficile da far capire all’esterno, bisogna vivere la Defhouse per capire l'energia positiva che c'è qui dentro. Possiamo raccontare questa dinamica, questa energia, solo attraverso gli occhi di tutti quelli che vengono a vivere in casa. Abbiamo avuto, proprio pochi giorni fa, degli ospiti maltesi che sono venuti in casa per una settimana e sono andati via definendola come la settimana più bella della loro vita. E questo ci riempie di orgoglio perché ci dimostra che stiamo facendo qualcosa di veramente potente a livello di emozioni, di empatia, e anche a livello professionale.

— Come i ragazzi hanno vissuto il lockdown natalizio?

— Il lookdown è stato pesante, ma allo stesso tempo possiamo dire che in Defhouse fortunatamente da privilegiati il tutto è stato vissuto in maniera differente perché abbiamo avuto l'opportunità di non essere fermi ma di poter andare avanti e di fare tantissime cose.

— Quanto tempo i ragazzi dovranno passare a casa per diventare gli influencer di altissimo livello?

— Non è un tempo che noi abbiamo pianificato. Il nostro obiettivo è prima farli crescere a livello personale per creare le fondamenta affinché diventino in futuro degli artisti. Non si diventa artisti se prima non si cresce a livello umano, se non si capisce questo mondo e se non ci si informa. Bisogna lavorare prima sulla persona, ed è quello che facciamo qui tutti i giorni. Poi l'aspetto professionale lo coltiviamo attraverso tutto quello che è la formazione in ambito video, in ambito fotografico, sull’utilizzo dei social.

Non sappiamo quanto tempo durerà tutto ciò. Magari fra un anno alcuni dei ragazzi decideranno di non intraprendere questo percorso artistico, ma saranno diventati delle bellissime persone. Altri magari invece avranno trovato la loro strada e diventeranno attori, ballerini, cantanti. Chi lo sa.


E i residenti della casa come vedono il loro futuro? Sputnik ha intervistato i due ragazzi che vivono nella Defhouse già da 4 mesi:

© Foto : UFFICIO STAMPA WSCJasmin Zangarelli
Entriamo nella concept-house Made in Italy per conoscere i suoi residenti - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2021
Jasmin Zangarelli
Jasmin Zangare (17 anni) è la prima donna reclutata nella crew, romana di origini italo-brasiliane, è una ragazza esuberante e piena di vita, amante di tutto ciò che appartiene alla sfera dello spettacolo: canto, ballo, recitazione. Frequenta il quarto anno di liceo linguistico e, tra corsi extra-curriculari per inseguire le sue passioni e la creazione di contenuti TikTok, si diletta con il pattinaggio artistico. 

© Foto : UFFICIO STAMPA WSCFlorin Vitan
Entriamo nella concept-house Made in Italy per conoscere i suoi residenti - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2021
Florin Vitan
Florin Vitan (19 anni): fiorentino di origini rumene, è un ragazzo, grazie ad un percorso di studi volto all’ingresso nel mondo dello spettacolo, riesce a dare un’immagine di sé molto più matura e adulta. Inizia la sua carriera prima come modello per poi trovare la chiave del successo nei video POV su TikTok, video che gli permisero di mostrare al grande pubblico le sue doti attoriali e recitative. Conclusa la quinta superiore, ha deciso di concentrare ogni suo sforzo sul potenziamento delle sue doti artistiche.

— Perché sei qui, quale obiettivo vorresti raggiungere? E perché ti attrae il mestiere di influencer? 

Jasmin: Sono qui perché proprio qui ho la possibilità di esprimere la mia creatività al 100% senza limiti. Il mio obiettivo è quello di crescere, sia come persona che come influencer. Essere influencer non è poi così facile, essere influencer vuol dire influenzare persone e questa è sicuramente un’enorme responsabilità. Essere a contatto con tutte queste persone che ti seguono, conoscere persone che ti porterai nel cuore per il resto della tua vita, IMPARARE OGNI GIORNO COSE NUOVE, questo è ciò mi attrae.

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Florin: Sono qui per crescere a livello culturale e artistico, mi reputo un ragazzo con dei valori e del talento così come gli altri componenti della Defhouse, ogni giorno provo a dare il massimo e sfruttare al meglio tutti gli stimoli che ci vengono forniti da Defne per imparare e approfondire al meglio le mie conoscenze sul campo della recitazione, del ballo, dell’inglese e tante altre attività che seguiamo quotidianamente. Il mio obiettivo è quello di poter vivere l’esperienza su un set cinematografico ed immedesimarmi in ogni personaggio che mi viene affidato per regalare emozioni alle persone attraverso uno schermo perché è ciò che più mi rende felice. Entrare nel mondo degli influencer è stata un’esperienza alquanto inaspettata per me, però ne sono rimasto subito affascinato perché mi rende felice sapere che delle persone mi seguono per ciò che sono, e che grazie a me possono avere un sorriso in più. Il mio obiettivo infatti è quello di trasmettere energia e positività, in ogni momento. So di essere un esempio per i miei fan, e come ogni esempio devo meritarmelo ogni giorno.

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— Chi è il tuo “idolo” nel mondo dei social?

Jasmin: Non ho un idolo nel mondo dei social, ma se proprio devo fare un nome ti dico Giulia de Lellis.

Florin: Non ho nessun idolo nel mondo dei social, però stimo tante persone per il percorso che hanno fatto e per la loro costanza, determinazione e grinta che hanno in ciò che fanno.

— C’è tanta concorrenza fra di voi nella Defhouse o siete tutti amici?

Jasmin: Assolutamente no, nessuna concorrenza. Una cosa che dico sempre è che prima di essere 8 creators siamo 8 amici. Ci aiutiamo l’un l’altro a realizzare contenuti, cerchiamo sempre di portarci a casa un video di qualità e si sa che l’unione fa la forza, quindi l’aiuto di tutti è fondamentale!

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Florin: Siamo 8 ragazzi che hanno modi di fare, caratteri e origini differenti, ma con una passione comune, il mondo social. È normalissimo avere un minimo di competizione, ma in Defhouse è sicuramente una competizione sana. Tutti aiutano tutti nella registrazione dei video e nelle varie idee; abbiamo creato un legame così forte e puro da poter abbandonare i sentimenti negativi che magari a volte, come è normale che sia, si creano e riusciamo a risolvere subito la situazione. Sappiamo bene che da soli valiamo 1, insieme valiamo 8. Questo è ciò che conta.

— Hai già in mente qualche progetto che farai quando finirà il tuo percorso presso la Defhouse?

Jasmin: Vorrei diventare attrice Disney Argentina, quindi vorrei cantare, ballare e recitare. Per il momento però preferisco vivermi questo enorme progetto a pieno, poi il resto verrà da sè.

Florin: Ho diversi obiettivi personali nella mia vita e sicuramente ho le idee chiare sul futuro. Defhouse è il trampolino di lancio, ciò che accadrà dopo è ancora tutto da decidere, ma con questa base sono certo che qualsiasi cosa accadrà sarà una gran figata.

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