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M5S, segretario IdV conferma la richiesta del simbolo: "Si dice il peccato ma non il peccatore"

© Ignazio Messina, Italia dei Valori - FacebookIgnazio Messina, segretario nazionale Italia dei Valori
Ignazio Messina, segretario nazionale Italia dei Valori - Sputnik Italia, 1920, 19.02.2021
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Secondo alcune indiscrezioni, dopo la loro espulsione i senatori cinquestelle avrebbero chiesto il simbolo all'Italia dei Valori per costruire il proprio gruppo parlamentare. Lo ha confermato ad AdnKronos il segretario Messina.

I senatori dissidenti del M5S hanno chiesto il simbolo dell'Italia dei Valori per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare. Lo ha confermato all'agenzia AdnKronos Ignazio Messina, segretario nazionale del partito fondato dall'ex magistrato Antonio Di Pietro. 

"Sì, ci sono stati contatti con alcuni parlamentari 'dissidenti' del M5S per creare un nuovo gruppo al Senato", ha ammesso, senza rendere pubblico alcun nome. "Si dice il peccato ma non il peccatore", ha aggiunto. 

La richiesta sarebbe arrivata dopo che i 15 senatori grillini erano stati espulsi da Vito Crimi per aver votato No a Draghi.

"Le espulsioni sono state una decisione drastica. La scelta di appoggiare Draghi non dico che è contro natura ma sicuramente è stata difficile da digerire per molti grillini. Sull'autorevolezza di Draghi c'è poco da dire ma le espulsioni sono una soluzione estrema", osserva Messina.

Il segretario dell'Italia dei Valori, tuttavia, si dice poco interessato a dare in prestito il simbolo senza che ci sia un progetto politico comune. 

"Mettere a disposizione il simbolo dell'Idv per finalità meramente tecniche non ci appassiona. Di contro, se c'è un progetto politico nuovo partendo da idee e valori condivisi, da parte nostra c'è una collaborazione piena", afferma.

Sulla possibilità di un progetto comune "credibile, coerente e serio", Messina vede uno "spazio enorme" che potrebbe attingere a quel "48% di italiani indecisi" che "non si ritrovano in queste scelte". 

La fiducia al senato

Nella tarda serata di mercoledì il presidente del Consiglio Mario Draghi ha incassato la fiducia al Senato con 262 Sì, 40 No e 2 astenuti. 

Dalla votazione è uscito spaccato il M5S, con 15 senatori che hanno votato contro la fiducia a Draghi. Tra i no annunciati quelli dell'ex ministro Barbara Lezzi e del presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra, oltre a quelli di Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Micco, Giannuzzi, Granato, La Mura, Lannutti, Mantero, Mininno, Moronese e Ortis.

In seguito alla votazione, il capo politico del Movimento Vito Crimi ha deciso di espellere i 15 senatori dissidenti che hanno votato contro la fiducia al Governo Draghi, anche per scoraggiare i deputati "malpancisti" a votare contro la linea decisa su Rousseau. Tuttavia nelle votazioni di giovedì sera sono stati 16 i no tra i banchi dei grillini alla Camera, oltre a diversi astenuti e assenti non giustificati.

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