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Sileri sul nuovo lockdown: sarebbe eccessivo

© AP Photo / Andrew MedichiniPierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2021
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L'ex viceministro Sileri considera non utile un nuovo lockdown totale imposto alla popolazione italiana, meglio agire con azioni chirurgiche come si sta facendo in queste settimane.

L’ex viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri ritiene eccessivo il ricorso ad un nuovo lockdown nazionale generalizzato, meglio monitorare la situazione e intervenire con azioni chirurgiche sul modello fino a ora applicato dello “stop & go”.

“Secondo il mio parere, un lockdown generalizzato adesso sarebbe un provvedimento eccessivo. Servono chiusure localizzate laddove c’è un andamento del virus anomalo, continuando a usare i 21 parametri, in una logica di stop and go. Una volta protetti con il vaccino il personale sanitario, gli anziani e i fragili, sarà un atto dovuto procedere a graduali riaperture”, scrive su Facebook postando una sua intervista da ex viceministro a RaiNews 24.

Sulla stessa lunghezza d'onda appare essere anche il professore Bassetti che non è d'accordo con una ulteriore chiusura di tutto in modo generalizzato.

Matteo Bassetti - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2021
Lockdown, Bassetti: "Arriverà la terza ondata, ma chiudere tutto non ha senso"

Tuttavia tra gli scienziati non sembra esserci una opinione concorde sul da farsi, infatti il professore Andrea Crisanti ancora oggi ha insistito sul lockdown.

Gli esperti dovrebbero valutare le loro dichiarazioni

Sileri con parole molto diplomatiche invita i vari esperti a valutare le proprie dichiarazioni ai media prima di rilasciarle, ammettendo che c’è stato un problema di comunicazione da parte di tutti coloro che si rapportano alla popolazione.

“Negli ultimi giorni abbiamo assistito in diverse aree alla diffusione di alcune varianti del virus: questo spiega la decisione di fare un passo indietro sulle riaperture annunciate. Ma sarebbe molto importante riuscire a comunicare queste decisioni con un maggior margine di tempo. D’altra parte, fin dall’inizio della pandemia c’è un problema di comunicazione che coinvolge tutti coloro che si rapportano alla popolazione. Gli esperti devono collaborare anche attraverso le dichiarazioni rilasciate ai media.”

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