Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Chi contribuì a scoprire i segreti del coronavirus?

© REUTERS / NIAID-RMLL'immagine a colori del nuovo coronavirus SARS-CoV-2
L'immagine a colori del nuovo coronavirus SARS-CoV-2  - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2021
Seguici su
La creazione del vaccino contro la poliomelite, la scoperta del legame che intercorre tra alcune forme di tumore e il papilloma virus, la scoperta del meccanismo di penetrazione del SARS-CoV-2 a livello cellulare: questi traguardi li dobbiamo alle colture di cellule HeLa, ampiamente utilizzate nei laboratori di tutto il mondo.

I campioni che diedero inizio a questa linea cellulare furono prelevati negli USA 70 anni fa da una donna malata di cancro.

Nome segretato

Nel mese di febbraio del 1951 si rivolse alla clinica John Hopkins una giovane donna, Henrietta Lacks. La donna era preoccupata per delle perdite di sangue che le erano occorse lontano dai giorni del ciclo mestruale. Durante la visita il medico rilevò un tumore di 23 cm alla cervice uterina. Il medico non aveva mai visto niente di simile prima di allora. La biopsia rilevò che si trattava di un carcinoma epidermoidale.

Фермер поливает деревья кумквата во время подготовки к Лунному Новому году, Ханой, Вьетнам - Sputnik Italia, 1920, 16.08.2020
Un prodotto insolito può essere utile nel contrastare la crescita dei tumori
George Gey, direttore del laboratorio di ricerca cellulare della clinica Hopkins, stava da tempo cercando un modello adatto sul quale testare farmaci contro il tumore. Nella successiva visita alla paziente Gey prelevò dei campioni del tumore per studiarli senza però avvisare la paziente, il che era prassi comuni a quel tempo.

Gey fece moltiplicare le cellule tumorali del campione e osservò che la colonia riusciva a vivere e a svilupparsi. Isolando una cellula, Gey diede inizio alla prima linea cellulare in grado di crescere illimitatamente in laboratorio e di fungere da modello per vari esperimenti. La linea cellulare venne chiamata HeLa, ossia le prime sillabe di Henrietta Lacks.  

Per ironia della sorte il 4 ottobre 1951, il giorno in cui Gey dimostrò in televisione la linea cellulare HeLa, Henrietta Lacks perse la vita in ospedale. Aveva 32 anni. Lasciò il marito e 5 figli, ma le sue cellule sono vive ancora oggi: sono molto resistenti e oggi vengono coltivate in migliaia di laboratori.

La ragione dell’anomalia di HeLa fu appurata ben più tardi. Nel 1961 lo scienziato americano Leonard Hayflick dimostrò che in condizioni di laboratorio le consuete cellule sane umane cominciano ad invecchiare dopo circa 50 divisioni e poi muoiono. La quantità di divisioni dipende dalla lunghezza dei telomeri: più vecchio è l’organismo, più corti sono i telomeri. La restrizione al numero di scissione viene definita limite di Hayflick. Ad oggi le consuete cellule sane coltivate in un ambiente artificiale non riescono a superare questo limite. Invece nelle cellule tumorali questo limite non esiste.

Controversie su HeLa

Decine di anni dopo la creazione della linea HeLa venne appurato che le cellule sono in grado di contaminare altre colonie spostandosi per via aerea o, ad esempio, tramite mani sporche.

In quegli anni non erano ancora in vigore rigidi standard di sterilizzazione, il che indusse a commettere numerosi errori nelle sperimentazioni.

Una siringa con il vaccino anti-Covid  - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
Vaccino contro il COVID-19: scelta difficile per milioni di credenti
Negli anni ’70 nacquero questioni relative alla “purezza” genetica delle cellule. Gli scienziati, dunque, cercarono i membri della famiglia di Henrietta e prelevarono campioni cellulari dei suoi posteri per comporne una mappa genetica. La famiglia fu sorpresa del fatto che le cellule fossero ancora in vita e sdegnati perché erano state prelevate da Henrietta senza il suo consenso.

Nel 1976 sulla rivista Rolling Stone fu pubblicato un articolo sulla storia di Henrietta Lacks. Per la prima volta il grande pubblico venne a conoscenza del nome dell’essere umano le cui cellule diedero vita alla immortale linea cellulare HeLa. Questo creò un dilemma etico legato anche al fatto che la donna era un’afroamericana.

La questione etica scosse nuovamente la comunità scientifica nel 2010 dopo la pubblicazione del libro La vita immortale di Henrietta Lacks della giornalista americana Rebecca Skloot in cui la storia viene descritta dal punto di vista dei membri della famiglia Lacks.

Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna  - Sputnik Italia, 1920, 07.10.2020
Il Nobel per la Chimica assegnato per il metodo di modifica del genoma
Nel 2013 gli scienziati sequenziarono il genoma della linea cellulare HeLa per il progetto ENCODE. Invece di 46 cromosomi, come nelle consuete cellule, in queste ne furono rilevate copie in eccesso: tra 76 e 80 cromosomi, la maggior parte dei quali fortemente mutati. Anche molti geni al loro interno si erano sdoppiati più volte (anche fino a 5-6). Oggi è impossibile dire se queste mutazioni fossero presenti anche nel primo campione. Ma questa potrebbe essere la ragione che giustifica l’aggressività del tumore di Lacks.

Ma allora gli autori ritirarono l’articolo del sequenziamento del genoma di HeLa per motivi di privacy. Gli enti sanitari nazionali statunitensi deciso che questo genoma sarebbe stato conservato in una banca dati controllata da un gruppo di lavoro che avrebbe incluso anche i parenti di Henrietta. Per utilizzare le sue cellule, serve infatti che vengano rispettate le condizioni dettate dalla famiglia Lacks e è necessario inoltre che Henrietta venga ricordata nelle pubblicazioni scientifiche.

Una scoperta dopo l’altra

La linea cellulare HeLa consentì di standardizzare gli studi scientifici e di confrontare tra loro risultati di esperimenti diversi. Le scoperte non si fecero attendere.

  • Nel 1953 si appurò che le cellule HeLa venivano facilmente infettate da 3 virus della poliomelite. Questo consentì di creare un virus inattivato: il virologo americano Jonas Salk testò questo vaccino proprio sulle cellule HeLa. In vaccino ebbe successo e fu utilizzato in tutto il mondo.
  • Negli anni ’60 le HeLa furono utilizzate in sperimentazioni spaziali sulle sonde sovietiche Vostok. All’inizio degli anni 2000 furono inviate sulla stazione Mir per studiare a quali danneggiamenti la radiazione spaziale espone il genoma umano.
  • Nel 1984 alcuni scienziati tedeschi scoprirono in alcune linee cellulari tumorali, comprese le HeLa, il papilloma virus umano, HPV18. E avanzarono l’ipotesi per la quale le cellule si ricrearono proprio per via di questa infezione. Per aver dimostrato quest’ipotesi nel 2008 il direttore della ricerca Harald zur Hausen fu insignito del premio Nobel. Oggi sappiamo che questo virus è la risposta della maggior parte dei casi di tumore alla cervice uterina.

Il vaccino russo al Covid - Sputnik Italia, 1920, 12.08.2020
Un'infografica spiega come funziona il vaccino russo al Covid Sputnik V
All’inizio della pandemia di COVID-19 gli scienziati tentarono di comprendere in che modo il coronavirus penetri nelle cellule aggirando la protezione garantita dalla membrana. Per questo impiegarono diverse linee cellulari, fra cui le HeLa. Si sapeva che il SARS-CoV, il “fratello maggiore” del SARS-CoV-2, si aggrappa al recettore ACE2 a livello della membrana e la attraversa. Probabilmente, vale lo stesso meccanismo anche per il nuovo coronavirus. È emerso, però, che il SARS-CoV-2 non riesce a infettare facilmente le HeLa. Allora gli scienziati cinesi hanno modificato il genoma della linea in modo tale che le cellule cominciassero a sintetizzare in quantità maggiore il recettore ACE2 e con l’aiuto di quest’ultimo a far penetrare nella cellula il virus. Così i ricercatori hanno dimostrato che esistono effettivamente delle vie d’accesso ben definite.

Oggi la linea cellulare HeLa viene utilizzata per testare i candidati vaccini contro il COVID-19, per studiare la proteina spike grazie alla quale il coronavirus penetra nella membrana, per analizzare il genoma RNA di diversi coronavirus presenti nelle cellule umane.

Secondo una stima approssimativa, da quando esistono le HeLa gli scienziati hanno coltivato oltre 50 milioni di tonnellate di cellule e pubblicato oltre 70.000 articoli che descrivono risultati conseguiti utilizzando questa linea. Nel 2017 l’artista americano Kadir Nelson definì Henrietta Lacks la “madre della medicina moderna”.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала