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Tra cospirazione e rivoluzione: cosa pensano i libici della caduta di Gheddafi dieci anni dopo

© Sputnik . Andrey Stenin / Vai alla galleria fotograficaPoster con l'immagine di Gheddafi
Poster con l'immagine di Gheddafi - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2021
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Dieci anni fa, il 15 febbraio 2011, in Libia sono iniziate le rivolte e le massicce proteste contro le autorità. Supportate dai Paesi della Nato, hanno portato alla caduta del regime di Muammar Gheddafi.

La società libica valuta i fatti accaduti in modi molto diversi: alcuni vedono questi eventi come una cospirazione internazionale per ridistribuire le sfere di influenza nella regione, altri come una rivoluzione che ha raggiunto i suoi obiettivi, altri invece preferiscono giudicare in base a quello che si è concretizzato oggi. Analisti hanno parlato con Sputnik di queste opinioni e valutazioni.

Cospirazione contro la Libia e i libici

Il portavoce del Movimento Popolare Nazionale Libico Naser Said ha osservato che dieci anni fa i libici sono stati privati dello Stato con l'inganno.

“Dieci anni fa i nemici della Libia, sia interni che esterni, indussero le persone a scendere in piazza, organizzare una "rivoluzione" e per questo hanno coinvolto i media. Alla fine ci hanno tolto il nostro Paese: abbiamo ricevuto 8 mesi di palese intervento militare della Nato. Dopo tutto è stata l'operazione militare più grande e più lunga dell'alleanza al di fuori dei suoi confini dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ora non abbiamo né uno Stato né infrastrutture. Centinaia di migliaia di famiglie libiche sono state sfollate dalle loro case e le loro città e villaggi sono stati distrutti. Migliaia di libici sono stati uccisi a sangue freddo", ha detto.

Secondo lui, negli ultimi dieci anni, la Libia si è trasformata in un covo di terroristi e in una piattaforma per i servizi segreti stranieri e non è chiaro quando questa situazione finirà.

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Parlando di come la Libia sia tornata indietro nel suo sviluppo storico, il politico ha aggiunto:

"Gli eventi accaduti hanno riportato la situazione all'interno del Paese a quella degli anni Cinquanta: non abbiamo più elettricità, medicine e soldi".

Per Naser Said il febbraio 2011 è un "periodo oscuro" nella storia del popolo libico, che ora deve strappare l'indipendenza dalle mani di Stati stranieri e terroristi.

Una rivoluzione di successo

A sua volta il membro del Consiglio Supremo di Stato della Libia Adel Karmous ha osservato che il rovesciamento del regime di Gheddafi nel febbraio 2011 è stato il punto di partenza per la storia della nuova Libia.

"La rivoluzione ha certamente raggiunto i suoi obiettivi: il regime, che ha danneggiato i libici solo con la tirannia e l'oppressione per più di quarant'anni, è stato finalmente rovesciato. Pertanto dieci anni fa c'è stata una vera rivoluzione del popolo libico contro l'autoritarismo. La questione non dovrebbe nemmeno essere messa in discussione. Inoltre non è stata organizzata da terze parti, le proteste sono state spontanee", ha detto.

Secondo il parlamentare, i problemi che hanno colpito il Paese dopo il rovesciamento di Gheddafi sono stati il ​​risultato dell'assenza di un leader forte in grado di controllare questi processi.

© AP Photo / Bela SzandelszkyMuammer Kaddafi
Tra cospirazione e rivoluzione: cosa pensano i libici della caduta di Gheddafi dieci anni dopo - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2021
Muammer Kaddafi
Parlando della situazione attuale, ha aggiunto:

"I risultati del dialogo, come la situazione attuale, soddisfano la maggioranza dei libici. Occorre capire che la normalizzazione politica ha interrotto la strada alla militarizzazione del sistema politico solo con l'elezione del governo provvisorio. La strada della Libia è solo all'inizio".

"Il periodo peggiore della storia"

Allo stesso tempo pochi negano che negli ultimi dieci anni i libici vivano un periodo di svolta nella storia del loro Paese. Lo scrittore libico Hussein Miftah ha definito gli ultimi dieci anni di vita dei libici il peggio di ciò che hanno dovuto sopportare nel periodo post-coloniale. "Il fatto è che la Libia ha vissuto in modo indipendente solo negli ultimi sessant'anni. Di questi quarant'anni sotto il governo di Muammar Gheddafi. E l'ultimo decennio si è rivelato molto peggiore persino di quegli anni in cui stava nascendo l'indipendenza della Libia. Il caos attuale è davvero senza precedenti", ha detto.

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Rispondendo alla domanda sul perché ciò è accaduto, lo scrittore ha sottolineato:

"Non c'è stata una rivoluzione. Il caos in cui viviamo è stato solo una conseguenza della ridistribuzione della regione da parte di pedine esterne. E' chiaramente evidente se guardiamo quali forze sono presenti sul nostro territorio e per quale scopo".

Secondo lui, in Libia sono gli islamisti l'unica forza che ha tratto benefici da questi eventi.

"Rami dei Fratelli Musulmani controllano parte del territorio libico. Naturalmente non potevano nemmeno sognarlo prima. Ora sono coperti dalla Turchia, che invia denaro o armi. Collaborano anche con altri movimenti estremisti dell'Islam politico in Nord Africa, pertanto per loro qui è un periodo di prosperità", ha riassunto l'esperto.

Finora i libici sono stati in grado di fare solo il primo passo per superare il caos: è stato eletto un governo provvisorio che preparerà il Paese alle elezioni di dicembre.

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