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Sci, Cirio dal Piemonte si appella a Mario Draghi per riaperture

© Mondiali di Sci Cortina 2021 - PentaphotoLa pista Olimpia delle Tofane a Cortina d'Ampezzo
La pista Olimpia delle Tofane a Cortina d'Ampezzo - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2021
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Il presidente della Regione Piemonte interviene sulla decisione dell'ultima ora di far slittare la riapertura degli impianti sciistici al 5 marzo. Spera che si tratti di un colpo di coda del governo Conte.

“Voglio vedere questo atto come la coda del governo che è appena passato”, dice Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, commentando la decisione presa solo ieri sera di rimandare l’apertura degli impianti sciistici al 5 marzo.

Mi appello a Mario Draghi, di lui mi fido”, dice e si rifiuta di “considerarlo, nel metodo, come il primo atto del nuovo esecutivo”, così intervistato da La Stampa.

Una seggiovia a Cortina d'Ampezzo - Sputnik Italia, 1920, 14.02.2021
Sci e riaperture, per Cts non ci sono più le condizioni
Cirio spera proprio che “questo sia l’ultimo provvedimento del ministro Speranza impostato con il metodo Conte. Non c’è stata nessuna interlocuzione con le Regioni, solo qualche messaggio”, afferma Cirio.

La tempistica viene bollata come “inaccettabile” perché “condanna alla chiusura definitiva della stagione” mai iniziata per lo sci alpino.

E poi conclude: “Se questo è il modo con cui il governo Draghi pensa di sostenere le nostre imprese e i nostri cittadini, c’è da preoccuparsi fortemente”.

Le polemiche nei confronti del ministro Roberto Speranza sono accese e in particolare nel centrodestra sono state chieste le sue dimissioni.

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