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Nei prossimi anni Turchia e USA si metteranno alla prova a vicenda

© flickr.com / Victoria Pickering/http://bit.ly/1vtCH3wLe bandiere degli USA e della Turchia
Le bandiere degli USA e della Turchia - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2021
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Erbil Günaştı, scrittore turco che vive da molti anni in America, politico, membro del Partito repubblicano degli USA, uno dei grandi elettori che ha votato a favore della candidatura di Trump alle elezioni del 2016 e del 2020, autore di studi e documentari, anche sulle relazioni turco-americane.

Nel 2015 è stato candidato alle elezioni per diventare sindaco della città di Palm Springs.

Erbil Günaştı, uno dei grandi elettori che votò a favore di Trump alle elezioni del 2016 e del 2020, membro del Partito repubblicano degli USA, da molto tempo residente negli USA, ha rilasciato un’intervista a Sputnik nella quale ha commentato le prospettive di sviluppo delle relazioni future tra Ankara e Washington, ha raccontato la percezione della realtà turca negli USA e quali siano a suo avviso le misure da adottare per cambiare tale percezione. Infine, ha condiviso le sue opinioni in merito agli eventuali cambiamenti in materia di politica estera che potremmo aspettarci con il nuovo governo Biden.

Il libro Game Changer di Günaştı nel quale l’autore parla delle relazioni turco-americane prendendo in esame i rapporti interpersonali tra Trump ed Erdogan è stato pubblicato di recente negli USA e a breve comparirà anche in Turchia.

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Inoltre, nel mese di marzo negli USA si terrà la presentazione del libro di Günaştı Trump vs Hollywood Fighting 4 One America e dell’omonimo documentario.

Secondo Günaştı, che conosce bene il sistema politico americano, “la politica estera statunitense non cambia in maniera significativa a seconda del governo in carica”.

Günaştı ricorda che dopo la vittoria di Trump tra il 2017 e il 2018 le relazioni turco-americane hanno vissuto un periodo piuttosto teso: “Tuttavia, dopo il 2018 pareva che i leader fossero riusciti a raggiungere degli accordi. E sebbene nacquero delle controversie anche in un momento successivo, i leader riuscirono comunque a risolverle mediante negoziati. A mio avviso, i primi 2 anni del governo Biden saranno comunque caratterizzati da analoghe difficoltà nelle relazioni bilaterali. Turchia e America si metteranno alla prova a vicenda rendendo reciproche dichiarazioni altisonanti. Poi è probabile che fra le due potenze si instauri un certo equilibrio”, afferma Günaştı.

Secondo l’autore, Trump potrebbe presentare la sua candidatura per il Partito repubblicano alle presidenziali del 2024: “Il procedimento giudiziario in materia di impeachment si propone essenzialmente di legare le mani a Trump dal punto di vista giuridico. Se questo non andasse in porto, nel 2024 Trump potrebbe presentarsi come un candidato molto forte”.

In merito al modo in cui le tensioni delle relazioni turco-americani influenzano la percezione della realtà turca negli USA Günaştı ha sottolineato che la percezione negli USA non è cambiata perché gli americani non conoscono i turchi.

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“Gli americani non dispongono di informazioni precise non solo sulla Turchia, ma nemmeno ad esempio su Israele. Io sono stato almeno 20 volte in Israele. E come persone che conosce bene quel Paese, noto che in America le conoscenze in merito sono poche e superficiali. Le conoscenze sulla Turchia sono analoghe e in questo caso non c’è nemmeno modo di ampliarle. Pertanto, è molto complicato far cambiare l’opinione e la percezione della società finché persone come me che vengono dalla Turchia non comincino a raccontare come stanno le cose in maniera onesta e veritiera”, spiega l’autore.

Parlando invece delle modificazioni che hanno interessato ultimamente la politica estera turca, Günaştı osserva: “La Turchia deve continuare sulla sua strada come sta facendo ora. È la decisione migliore che può fare. All’America la Turchia serve, mentre alla Turchia l’America non serve. Se gli USA commettono l’errore di fare a meno della Turchia, quest’ultima si avvicinerà a Cina e Russia e si troverà una sua nicchia in Oriente. Ciò non significa che si contrapporrà definitivamente all’Occidente, ma è probabile che si imponga come leader in Oriente. Questo fa sì che la Turchia abbia un’ampia scelta a sua disposizione”, conclude l’esperto.

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