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Iss su variante inglese: più virulento e diffuso in Italia

© REUTERS / POOLZona rossa Covid in un ospedale di Pretoria
Zona rossa Covid in un ospedale di Pretoria - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2021
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La variante inglese studiata in Italia dall'Istituto superiore di sanità italiano, è a maggiore trasmissibilità e più virulenta, presto sarà la variante prevalente anche in Italia.

A seguito dello studio di prevalenza sulla cosiddetta variante inglese (VOC 202012/0) fatta in Italia dall’Istituto superiore di Sanità (Iss), la prima stima provvisoria indica che il 17,8% dei casi Covid-19 oggi accertati sul territorio nazionale è dovuto alla nuova variante scoperta a dicembre 2020, ma che già circolava da settembre 2020.

Oggi presente in 80 Regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la variante inglese è ritenuta essere a “maggiore trasmissibilità” e “si sospetta inoltre che essa si possa associare ad una maggiore virulenza”, scrive l’Iss nel rapporto.

Allo stesso tempo, però, l’Iss rende noto anche che si ipotizza che chi ha già contratto l’infezione con il virus non variante non ha un rischio elevato di re-infezione.

Un campione ridotto ma significativo

L’indagine è per ora stata condotta su di un campione piccolo di tamponi che riguardano i giorni 3 e 4 febbraio 2021, provenienti da 16 Regioni italiane e 82 laboratori.

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La variante è stata identificata nell’88% delle Regioni che hanno partecipato allo studio e di conseguenza la media ponderata indica che alla data del 4-5 febbraio 2021 la variante inglese di Sars-CoV-2 è presente nel 17,8% dei tamponi positivi delle 16 Regioni che hanno partecipato.

Conclusioni dello studio

Per l’Iss questa indagine rapida indica che vi è una “ampia diffusione sul territorio nazionale” della variante VOC 202012/0. L’analisi risulta “in linea con altre indagini condotte in altri Paesi europei”.

Pertanto “considerata la maggior trasmissibilità della variante studiata, e considerato l’andamento in altri paesi interessati precocemente dalla diffusione della VOC 202012/0, è prevedibile che questa nelle prossime settimane diventi dominante nello scenario italiano ed europeo”.

Ne risulta che: “considerata la circolazione nelle diverse aree del paese si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto”.

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