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Sgarbi su ipotesi lockdown chiede a Draghi di cacciare Ricciardi, ma Crisanti lo difende

Vittorio Sgarbi - Sputnik Italia, 1920, 14.02.2021
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Ricciardi chiede il lockdown nazionale duro, Sgarbi si appella a Draghi perché lo cacci insieme a Speranza perché alimenterebbe lo stato di paura, ma Crisanti difende il collega. Il problema è la variante inglese.

Il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi nei trend su Twitter dopo aver affermato che in Italia servirebbe un nuovo lockdown nazionale.

Ma se su Twitter si scatena l’ironia con “Chiederò a Speranza”, dalla Camera dei Deputati arriva la critica più dura ed è di Vittorio Sgarbi, il quale chiede a Mario Draghi di cacciare Walter Ricciardi e Roberto Speranza e di rinnovare il Comitato tecnico-scientifico.

“Per dare il segno della discontinuità Draghi deve rinnovare il Comitato tecnico scientifico e cacciare, con Speranza, Walter Ricciardi”, afferma Sgarbi come riportato dall’Adnkronos.

Per Sgarbi, infatti, un nuovo lockdown totale vorrebbe dire che “siamo governati dalla paura”.

Il politico afferma che altri esperti, molto più esperti di Ricciardi, non concordano con questi e inoltre considera le analisi del Comitato tecnico-scientifico “sbagliate”: “Non consentiranno a Draghi di fare uscire gli italiani dalla depressione economica e fisica”.

Il prof. Crisanti sostiene Ricciardi

Tuttavia il professore Andrea Crisanti sostiene la tesi di Ricciardi: “Un lockdown nazionale? È quello che ho detto anch’io. Fra una settimana la variante inglese si diffonderà a una velocità senza precedenti e qui si parla di riaprire tutto”, dice il docente di microbiologia dell’Università di Padova raggiunto dall’Adnkronos.

Crisanti vede in questa situazione uno scollamento tra aspirazioni dei cittadini (lecite), le capacità interpretative dei politici e la realtà dei fatti.

"C'è un totale scollamento tra quelle che sono le aspirazioni della gente, come vengono interpretate dalla politica, e quella che è la realtà. Ancora non ci siamo allineati con l'esigenza di fermare il contagio. La variante inglese è già nel 20% dei casi in Italia. Il vero problema è che manca un piano nazionale di sorveglianza delle varianti. Se una variante emerge in qualche posto c'è solo una cosa da fare: non la zona rossa come quella di ora ma una zona rossa come era quella di Codogno. Per impedire che si diffonda non ci sono alternative. La variante inglese è destinata ad aumentare. In tre settimane è passata da meno dell’1% al 20%, è quella che diventerà predominante nel nostro Paese", avverte Crisanti.
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