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Myanmar proteste anti-golpe: oppositori dei militari si organizzano per impedire gli arresti

© REUTERS / Stringer Полиция стреляет из водомета по демонстрантам, выступающим против военного переворота, в Нейпьито, Мьянма
Полиция стреляет из водомета по демонстрантам, выступающим против военного переворота, в Нейпьито, Мьянма - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2021
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I manifestanti della capitale sfidano il coprifuoco e si organizzano in gruppi di sorveglianza per contrastare gli arresti degli attivisti che si oppongono al golpe.

La rabbia dei manifestanti anti-golpe per l'ottavo giorno consecutivo è esplosa nelle piazze della capitale birmana e in tutto il Paese, mentre proseguono gli arresti dei dissidenti fedeli alla leader Aung San Suu Kyi. 

Migliaia di persone si sono radunate a Yangon, cuore economico del Paese, mentre i manifestanti sono scesi per strada nella capitale Naypyitaw, a Mandalay, la seconda città birmana,  e su tutto il territorio. I manifestanti chiedono la fine della repressione dei militari e espongono cartelli con la scritta "Stop ai sequestri di persona di notte". 

Secondo l'ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite dal giorno del colpo di stato del primo febbraio sono più di 350 le persone arrestate, tra funzionari, attivisti e monaci. In molti casi non sono chiari i capi di imputazione. 

Nella capitale i manifestanti hanno costituito dei gruppi di sorveglianza per contrastare l'ondata di arresti. La folla ha sfidato il coprifuoco per fronteggiare la repressione della polizia. 

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Colpo di Stato in Myanmar

Lunedì primo febbraio, poche ore prima dell'inaugurazione del nuovo parlamento eletto, i militari del Myanmar hanno estromesso il governo e dichiarato lo stato di emergenza di un anno, accusando il partito del consigliere di stato Aung San Suu Kyi di frode elettorale. Aung San Suu Kyi e il presidente destituito Win Myint, insieme ad altri alti funzionari accusati di frode elettorale, sono stati posti agli arresti domiciliari.

Martedì le Nazioni Unite hanno espresso la loro preoccupazione per "l'uso sproporzionato della forza" contro i manifestanti anti-golpisti in Myanmar. 

"Chiedo alle forze di sicurezza di rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, compreso il diritto di riunione pacifica e la libertà di espressione", ha detto Ola Almgren, coordinatore residente delle Nazioni Unite e coordinatore umanitario in Myanmar.
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