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Mario Draghi ha giurato come presidente del Consiglio

© Filippo AttiliMario Draghi prima del giuramento
Mario Draghi prima del giuramento - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2021
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Mario Draghi e la sua squadra di 23 ministri hanno prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Inizia l'era di Mario Draghi. L'ex governatore della Banca centrale europea ha prestato giurato fedeltà alla Costituzione, alla legge e alla Nazione come Presidente del Consiglio.

La cerimonia del giuramento si è svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza della squadra di governo formata da 23 ministri scelti fra tecnici e politici, che hanno giurato subito dopo il nuovo primo ministro. 

La formula del giuramento

Mario Draghi ha prestato giuramento attraverso la formula di rito, proferita davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

"Giuro di essere fedele alla repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi, e di esercitare le mie funzioni nell'esercizio esclusivo della Nazione", le parole del giuramento

Con il giuramento il presidente del Consiglio entra nel pieno dei suoi poteri.

I prossimi passaggi

Alle 13 avverrà la cerimonia della Campanella, il rito simbolico durante il quale il precedente presidente del Consiglio consegna al suo successore la campanella usata per segnare l'apertura delle riunioni del Consiglio dei ministri. Alla cerimonia, che si terrà a palazzo Chigi, prenderà parte Giuseppe Conte. Subito dopo avrà inizio il primo Consiglio dei Ministri guidato da Mario Draghi. 

Mercoledì e giovedì ci sarà il voto di fiducia al Senato e poi alla Camera. 

La nuova squadra di governo

La lista dei nuovi ministri è composta da tecnici e da politici appartenenti ai gruppi parlamentari di M5S, PD, LeU, Italia viva, Forza Italia e Lega. L'unica forza politica presente in parlamento rimasta fuori dall'esecutivo è Fratelli d'Italia, oltre ai parlamentari dei gruppi misti. 

Solo 8 dei 23 ministeri sono occupati da donne. La nuova squadra vede la riconferma di Luigi Di Maio agli Esteri, Lorenzo Guerini alla Difesa, Luciana Lamorgese agli Interni, Lucia Bonetti a Pari Opportunità e Famiglia, Roberto Speranza alla Salute, Dario Franceschini alla Salute. Stefano Patuanelli migra dal MISE, che finisce al leghista Giorgetti, all'Agricoltura, e Fabiana Dadone lascia la Pubblica Amministrazione a Renato Brunetta e va alle Politiche Giovanili.  

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