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CGIA Mestre, 10 ministeri su 12 pagano in ritardo le imprese fornitrici

© Sputnik . Aleksey Suhorukov / Vai alla galleria fotograficaEuro
Euro - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2021
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L'allarme dall'associazione artigiani e PMI sui ritardi nei pagamenti che, in un momento di profonda crisi, mettono a rischio le imprese. Mancanza di liquidità, inefficienze e contestazioni le principali cause dei ritardi delle PA.

La CGIA Mestre lancia l'allarme sui ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione verso le aziende fornitrici. Ben 10 ministeri su 12 nel 2020 hanno in ritardo rispetto alle disposizioni previste dalle Direttive europee, "confermando un trend che relega la nostra Pubblica Amministrazione (PA) tra le peggiori pagatrici d’Europa", sottolinea un comunicato dell'associazione artigiani e piccoli e imprenditori delle PMI.

In base ai dati presentati nell’ottobre scorso da Eurostat, i debiti commerciali di sola parte corrente negli ultimi 4 anni sono in costante aumento, fino a toccare i 47,4 miliardi di euro nel 2019. Rispetto all'anno precedente, il 2020 ha mostrato un peggioramento dell'indicatore di Tempestività dei Pagamenti, nonostante la grave crisi che ha colpito molti settori dell'economia e in particolar modo le PMI a causa delle misure di lockdown imposte dal precedente governo. 

Secondo la CGIA, tuttavia, risulta impossibile conoscere l'entità esatta del debito commerciale, pari ai debiti di partita corrente più la quota in conto capitale. 

"Ma la cosa più inammissibile di tutta questa vicenda è che nessuno è in grado di affermare a quanto ammonta ufficialmente il debito commerciale della nostra PA; ovverosia aggiungere ai debiti di parte corrente anche la quota riferita al conto capitale, sebbene da qualche anno le imprese che lavorano per il pubblico abbiano l’obbligo di emettere la fattura elettronica", scrive CGIA.

Le cause dei ritardi 

Sono diverse le cause dei ritardi indicati nel report di CGIA mestre: 

  • la mancanza di liquidità da parte del committente pubblico;
  • i ritardi intenzionali;
  •  l’inefficienza di molte amministrazioni a emettere in tempi
    ragionevolmente brevi i certificati di pagamento;
  •  le contestazioni che allungano la liquidazione delle fatture.

Nel gennaio 2020 la Corte di Giustizia Europea aveva già condannato l'Italia per la mancata tempestività dei pagamenti, in particolare per alcune clausole contrattuali imposte dalle PA ai fornitori per accettare limiti superiori ai pagamenti senza pagare interessi di mora. 

Interno e Difesa sono i dicasteri peggiori

Nel 2020 il mistero che ha fatto peggio è il Viminale, con fatture saldate con un ritardo medio di oltre 62 giorni, mentre quello che ha fatto meglio è il Ministero degli Affari Esteri, con un valore negativo  dell'Indicatore di Tempestività dei Pagamenti pari a - 20,34. Gli altri dicasteri morosi sono: 

  • Difesa con +36,25 giorni medi di ritardo;
  • Sviluppo economico con +27,96 giorni medi di ritardo; 
  • Infrastrutture e trasporti con +26,77 giorni medi di ritardo; 
  • Beni Culturali e Turismo con +20,62 giorni medi di ritardo.

In generale, la situazione resta molto difficile soprattutto nelle PA del Sud, con ritardi medi sino a 360 giorni del comune di Salerno, 314 a Napoli. Ritardi importanti a Torino con uno score di 145 giorni.

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