Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Alleanza tra yuan digitale e lo SWIFT

© AP Photo / Vincent YuSimbolo di yuan in Bank of China
Simbolo di yuan in Bank of China - Sputnik Italia, 1920, 12.02.2021
Seguici su
Lo SWIFT e l’Istituto di ricerca sulle valute digitali della Banca centrale cinese hanno raggiunto un accordo di cooperazione.

È stata costituita una nuova persona giuridica, la Finance Gateway Information Service con un capitale sociale di 10 milioni di euro. La nuova società di cui SWIFT detiene il 55% delle quote diventerà un aggregatore di sistemi di informazione, eseguirà l’elaborazione dei dati e la consulenza sulle questioni di natura tecnica.

Lo yuan - Sputnik Italia, 1920, 26.12.2020
Lo yuan digitale non minaccia la finanza globale
Dopo che l’anno scorso Donald Trump approvò la legge sull’autonomia di Hong Kong che prevede l’irrogazione di sanzioni ai danni dei funzionari cinesi e degli istituti di credito al loro servizio, gli esperti finanziari cinesi hanno cominciato a discutere attivamente della possibilità di eliminare la dipendenza della Cina dallo SWIFT. Nello specifico, è stata vagliata l’opportunità di trasferire tutte le transazioni transfrontaliere in yuan sull’analogo dello SWIFT, ossia il sistema cinese di elaborazione delle transazioni finanziarie. La Cina sta tentando di pubblicizzare il proprio sistema CIPS al quale hanno già aderito oltre 900 istituti di credito afferenti a circa un centinaio di diversi mercati regionali.

Tuttavia, al momento il CIPS rimane ancora un meccanismo regionale di trasmissione delle transazioni finanziarie e non è in grado di sostituire integralmente lo SWIFT negli scambi internazionali. Pertanto, quando i media hanno parlato del fatto che i test sullo yuan digitale sono entrati nella fase finale, gli esperti hanno cominciato a parlare della possibilità di creare un nuovo sistema finanziario internazionale in modo da aggirare gli istituti statunitensi, SWIFT incluso.

Il vantaggio delle valute digitali risiede nel fatto che le transazioni possono essere effettuate quasi istantaneamente indipendentemente dalla dislocazione geografica dei soggetti coinvolti. Così le valute digitali di Stato potrebbero, così come le tradizionali criptovalute decentralizzate, diventare un meccanismo di pagamento alternativo in tutto il mondo. Inoltre, grazie al circuito chiuso della blockchain e all’elaborazione centralizzata, le valute digitali di Stato presenteranno lo stesso grado di affidabilità e sovranità delle valute fiat. Questo consentirà di prevenirne la volatilità caratteristica delle criptovalute, Bitcoin incluso, pertanto potranno diventare un metodo di pagamento comodo.

Monete d'oro - Sputnik Italia, 1920, 09.02.2021
Le stablecoin: monete private senza controllo?
Dall’altro lato, però, nessuna valuta digitale al mondo è riuscita ancora a entrare integralmente in circolazione nel mercato interno sebbene diverse decine di banche centrali di vari Paesi, secondo i dati della Banca dei regolamenti internazionali, stiano lavorando alla creazione di proprie valute digitali di Stato. E non parliamo poi delle transazioni internazionali. Pertanto, l’impiego delle valute digitali riguarderà un futuro piuttosto lontano. Infatti, le valute digitali non sono altro che una nuova forma di denaro, pertanto almeno nella prima fase si baseranno sull’infrastruttura finanziaria esistente, sostiene Lu Suiqi, docente dell’Istituto di Economia presso l’Università di Pechino.

“La comparsa della valuta digitale è soltanto una nuova fase dell’evoluzione dei sistemi di pagamento, un’innovazione degli strumenti di pagamento. E questo sistema non può essere scisso dall’infrastruttura finanziaria tradizionale, ma dovranno completarsi a vicenda. Le valute tradizionali ne costituiscono le fondamenta e le valute digitali sono strettamente legate all’infrastruttura esistente. Senza di essa e senza le fiat le valute digitali non potrebbero esistere. Tuttavia, possiamo affermare che lo sviluppo delle valute digitali indubbiamente contribuirà in un certo modo a riformare l’intero sistema monetario e dei pagamenti migliorandone l’efficienza. Tra l’altro, a mio avviso, tale sviluppo non dovrebbe avvenire troppo rapidamente per evitare di finire in un vicolo cieco”.

Al momento per stimolare l’internazionalizzazione dello yuan la Cina ha bisogno di un’integrazione più significativa nel vigente sistema finanziario globale. E in tal senso la creazione di una joint venture con lo SWIFT è un passo importante. Nella nuova struttura lo SWIFT deterrà la quota di maggioranza, ma anche i principali istituti di credito cinesi saranno coinvolti nella joint venture. Il China National Clearing Center (CNCC) deterrà il 34% delle quote, il CIPS il 5%, il Centro di ricerca sulle valute digitali della Banca centrale cinese e la Payment and Clearing Association of China (PCAC) deterranno entrambi il 3%. Le cariche dirigenziali della neocostituita joint venture saranno rivestite sia da rappresentanti dello SWIFT sia da membri delle realtà cinesi, fra cui figura il direttore del Centro di ricerca sulle valute digitali, Mu Changchun. La costituzione di una joint venture con lo SWIFT consentirà alla Cina di rafforzare le proprie posizioni nel sistema finanziario globale. Dopotutto, più un Paese è integrato con il sistema, più difficilmente potrà essere sottoposto a sanzioni in quanto gli effetti collaterali per gli altri partecipanti sarebbero troppo importanti, sostiene l’esperto Lu Suiqi.

“Più estesa è la collaborazione tra la Cina e lo SWIFT, migliore sarà l’integrazione della Cina nel sistema finanziario globale. E quando il nostro legame con lo SWIFT sarà ancora più stretto, allora dipenderemo tutti gli uni dagli altri e nessuno si porrà più il triviale problema delle sanzioni. Così, anche se si conserveranno le controversie tra Cina e USA, le possibilità di sfruttare lo SWIFT per esercitare la pressione sanzionatoria sulla Cina diminuiranno. A mio avviso, questo è anche il principale vantaggio per la Cina. È necessario, tra l’altro, riconoscere che la nostra cooperazione è finalizzata a rafforzare il sistema internazionale e non a isolarci. Desideriamo integrarci nel sistema e rafforzare la collaborazione creando una commistione tra concorrenza e interazione”.

La Cina è più avanti degli altri Paesi nei test sulla valuta digitale di Stato. Lo yuan digitale (DCEP) per funzionalità ricorda Alipay e WeChatPay, metodi di pagamento di uso comune tra i cinesi. Tuttavia, nella sostanza, si tratta di un prodotto completamente diverso. È, infatti, l’analogo digitale dello yuan fiat che sostituisce l’aggregato monetario M0 e presenta tutte le proprietà caratteristiche della valuta cinese. La principale differenza riguarda il fatto che tecnicamente lo yuan digitale può essere utilizzato anche per i pagamenti offline quando la connessione alla rete Internet è assente.

Al momento la Cina sta conducendo test molto accurati sul DCEP. A Shenzhen e Suzhou le autorità locali hanno distribuito ad alcuni cittadini “buste rosse digitali” da 200 yuan ciascuna. Potevano essere spesi per un periodo di tempo limitato per effettuare acquisti nelle piattaforme partner del progetto. In questo periodo durante il Capodanno cinese le autorità pechinese stanno conducendo un esperimento simile. Sappiamo infatti che circa 50.000 cittadini riceveranno delle “buste rosse digitali” da 200 yuan ciascuna. Sarà possibile spendere questo denaro tra il 10 e il 17 febbraio in alcuni esercenti locali e nelle transazioni online sulla piattaforma JD.COM. Stavolta, così come la precedente, i test saranno effettuati solo su cittadini cinesi. Si ipotizza che i turisti stranieri potranno in una certa misura provare lo yuan digitale soltanto in occasione delle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала