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L’economista Reichlin: con il Recovery non ripetere l’errore dei Fondi di coesione Ue non spesi

CC0 / Pixabay / Euro
Euro - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2021
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Nel gestire le risorse straordinarie che arriveranno grazie al Recovery Fund, l'Italia non deve ripetere gli errori del passato: primo fra tutti quello di non spenderli.

Per la nota e influente economista Lucrezia Reichlin l’errore più grande che l’Italia potrebbe fare con i fondi del Recovery sarebbe quello di non spenderli, come avvenuto in passato con altri stanziamenti europei, il cui grado di assorbimento ha visto l’Italia sempre in fondo alla classifica Ue.

Parlando di Recovery Fund al webinar organizzato da Ruling Companies, l’esperta di economia monetaria, entrata nel totonomi del governo Draghi per il ministero dell’Economia, ha dichiarato che "l'errore da non commettere è non spendere i soldi ossia ripetere l'esperienza dei Fondi di coesione territoriale quando l'Italia ha avuto una capacità di spesa inferiore alla media dei nostri partner europei”. 

Reichlin ha aggiunto che dal Recovery arriveranno “tante risorse, da spendere in pochi anni, per questo è necessario puntare su pochi progetti ma, soprattutto, seguire un principio guida di organizzazione di questi progetti".

L’economista Reichlin: con il Recovery non ripetere l’errore dei Fondi di coesione Ue non spesi - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2021
Lucrezia Reichlin
Per l'economista occorre incastrare più tasselli perché "c'è una parte che riguarda la nostra di capacità di spesa, una parte di ispirazione ad alcuni principi guida, andando cioè a definire il perimetro di cosa possiamo fare realmente, infine, un terzo aspetto, altrettanto strategico, quello di interazione con i nostri partner europei".

Chi è Lucrezia Reichlin

La nota economista, figlia di intellettuali e storici militanti della sinistra italiana, è da anni tirata in ballo nelle vicende politiche italiane.

Nata a Roma nel 1954 dal politico e partigiano Alfredo Reichlin, dirigente del Pci e direttore dell’Unità, e della parlamentare Luciana Castellina, tra i fondatori del Manifesto e anche lei militante Pci, è considerata uno degli economisti più influenti d’Europa.

Dopo la laurea in Economia e Commercio a Modena ha conseguito il dottorato di ricerca negli Stati Uniti. Ha scritto importati saggi e pubblicazioni ed è tra le massime esperte di metodi econometrici ed economia monetaria.

È docente dal 2008 alla London Business School, ha fatto parte del cda di Unicredit ed è direttrice per la ricerca del programma di economia internazionale al Centre for Economic Policy Research (CEPR).

È stata inserita tra le papabili alla presidenza Rai nel 2012, tra i possibili vicegovernatori della Banca d’Inghilterra nel 2014. Il suo nome era circolato anche per il ministero dell’Economia nel governo Renzi o ancora per la premiership nel 2018.

Nella sua ricchissima carriera è stata direttrice del dipartimento di ricerca della Banca Centrale Europea durante la presidenza di Jean-Claude Trichet e consulente di numerose banche centrali in tutto il mondo, comprese la Federal Reserve e la Banca d’Italia.

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