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Effetti della crisi, è boom di domande per gestire il rifugio Nuvolau di Cortina

© Foto : CAI CortinaUna veduta del rifugio Nuvolau
Una veduta del rifugio Nuvolau - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2021
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Vero e proprio simbolo delle Dolomiti, il rifugio Nuvolau cambierà gestione dopo 47 anni in cui era stato portato avanti da Mansueto e Giovanna Siorpaes.

Al momento della pubblicazione da parte del Club Alpino Italiano del bando per il rifugio Nuvolau di Cortina d'Ampezzo, nessuno avrebbe potuto pronosticare una gara così serrata per aggiudicarsi la possibilità di gestire la storica struttura veneta.

Non lo suggerivano, in primo luogo, i precedenti, come il bando di dieci anni fa relativo al rifugio sulle Tofane, per il quale le candidature furono appena 8.

Tant'è che, a quattro settimane di distanza, il CAI si trova a fare i conti con la bellezza di 125 papabili candidati che si sono fatti avanti, vuoi per godere di un panorama mozzafiato, vuoi per amore della vita all'aria aperta, in un luogo che ha quasi del magico e nel quale è possibile isolarsi dal mondo esterno.

"Ci hanno scritto da ogni parte d’Italia, perfino da Genova e da Salerno…", spiega, non senza una punta di sorpresa, la presidente del CAI Paola Valle, intervistata dal Corriere della Sera.

Il reale motivo di un tale, repentino aumento delle domande, spiega però la dottoressa Valle, è probabilmente da ricercarsi in cause più profonde, e legate a doppio filo alla crisi determinata dall'emergenza sanitaria del Covid-19:

"Non c’è da cantare vittoria, anzi, mette tristezza: purtroppo è il riflesso della crisi economica. Tra i candidati c’è chi spiega di aver fatto lo chef per trent’anni. Mi pare evidente che se uno decide di trasferirsi in un rifugio a centinaia di chilometri da casa, pur avendo un simile curriculum e tutta questa esperienza alle spalle, lo fa perché un lavoro non ce l’ha più e sente di non avere alternativa", ha spiegato la presidente.

La storia e le caratteristiche del rifugio

Il Nuvolau è il più antico rifugio delle Dolomiti e fu edificato due secoli fa grazie ad un lascito del barone Richard von Meerheimb di Dresda, il quale volle così tributare un particolare ringraziamento a questo luogo, dove superò una grave malattia.

Proprio per questo motivo, almeno inizialmente, la località prese il nome di Sachsendankutte (il rifugio del ringraziamento del Sassone, in lingua tedesca).

Il rifugio venne quindi distrutto nel corso della Prima guerra mondiale per essere riaperto soltanto nel 1930, durante il fascismo.

A livello geografico, il Nuvolau è un luogo unico nel suo genere, essendo situato sull'omonimo monte in una località ad oltre 2.500 metri di quota e raggiungibile solo a piedi in quanto lontana da qualsiasi impianto di risalita.

"Un rifugio vero - come ricordato da Paola Valle - di quelli che d’inverno chiudono perché diventa difficile da raggiungere, dove la vita non è facile e perfino l’acqua va consumata con attenzione".

Per oltre 47 anni, questa storica istituzione delle Dolomiti è stata portata avanti da Mansueto e Giovanna Siorpaes, i quali però, a dicembre 2020, hanno deciso di lasciare l'attività per "raggiunti limiti d'età", aprendo la strada ad una nuova gestione.

I requisiti per i candidati

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature, come ricordato dalla dottoressa Valle, è fissato per il 15 febbraio, e per quella data il CAI conta di ricevere ancora un buon numero di domande per il contratto di gestione, il quale avrà decorrenza a partire dal prossimo 1 aprile.

Ma andiamo dunque a scoprire quali sono i passi da compiere per presentare la domanda di candidatura per la gestione del rifugio Nuvolau e quali sono i requisiti imposti dal bando agli aspiranti gestori:

  • gli interessati dovranno far pervenire domanda in carta semplice via posta, via e-mail all’indirizzo: segreteria@caicortina.org, o PEC all’indirizzo: cortinadampezzo@pec.cai.it al Consiglio Direttivo Sezione entro e non oltre 15 febbraio 2021;
  • oltre ai dati personali, bisognerà indicare di essere in possesso dei requisiti morali e di legge per la gestione di un Rifugio Alpino e di aver preso conoscenza di quanto indicato all’art.1 del Tit.2 (Definizione di Rifugio CAI) del vigente Regolamento per le Strutture ricettive del CAI;
  • La scelta del candidato, che avverrà ad insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo della Sezione di Cortina d’Ampezzo, terrà conto della sua conoscenza dei luoghi, della condivisione dei valori propri del CAI, della capacità tecnica di adempiere al suo compito e di assumersi la responsabilità di titolare del presidio del territorio alpino che il rifugio rappresenta.
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