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Myanmar, quinto giorno di protesta contro il colpo di stato militare - Video

© AP PhotoProteste in Myanmar, Feb. 8, 2021.
Proteste in Myanmar, Feb. 8, 2021.  - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2021
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In aumento la pressione della polizia sui manifestanti con 20 persone arrestate questo martedì nella capitale e oltre 200 lo stesso giorno nella città di Mandalay.

Proseguono per il quinto giorno questo mercoledì le proteste in tutto il Myanmar contro il colpo di stato militare, con scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza che, secondo le testimonianze, avrebbero usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua.

Dopo una giornata di proteste martedì notte i militari hanno fatto irruzione nel quartier generale del partito detenuto del leader Aung San Suu Kyi. Durante le proteste la polizia avrebbe sparato proiettili di gomma contro i manifestanti. I proiettili veri, invece, sono stati utilizzati nella capitale Naypyidaw, causando almeno sei feriti, due in modo grave. Questo mercoledì mattina i manifestanti hanno creato un blocco in autostrada

A Mandalay numerosi testimoni hanno riferito di gas lacrimogeni sparati dalle forze di sicurezza contro i manifestanti che sventolavano le bandiere della Lega nazionale per la democrazia di Suu Kyi. Secondo la stampa nazionale ci sarebbero quattro agenti feriti con oggetti scagliati dalla folla contro la polizia. 

 

"Pertanto, i membri della polizia si sono dispersi secondo i metodi e le leggi", ha riportato il quotidiano Global New Light del Myanmar.

Sui social sono state diffuse immagini di manifestanti pacifici durante i blocchi. 

​Nella più grande città del paese, Yangon, centinaia di manifestanti sono tornati in piazza mercoledì mattina, anche se martedì non sono stati segnalati scontri con la polizia.

​Colpo di Stato in Myanmar

Lunedì scorso, poche ore prima dell'inaugurazione del nuovo parlamento eletto, i militari del Myanmar hanno estromesso il governo e dichiarato lo stato di emergenza di un anno, accusando il partito del consigliere di stato Aung San Suu Kyi di frode elettorale. Aung San Suu Kyi e il presidente destituito Win Myint, insieme ad altri alti funzionari accusati di frode elettorale, sono stati posti agli arresti domiciliari.

Martedì le Nazioni Unite hanno espresso la loro preoccupazione per "l'uso sproporzionato della forza" contro i manifestanti anti-golpisti in Myanmar. 

"Chiedo alle forze di sicurezza di rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, compreso il diritto di riunione pacifica e la libertà di espressione", ha detto Ola Almgren, coordinatore residente delle Nazioni Unite e coordinatore umanitario in Myanmar.
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