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Governo Draghi, Grillo: "Mi aspettavo il banchiere di Dio e invece è un grillino"

© AFP 2021 / Andreas SolaroIl leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo
Il leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2021
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Il garante del M5S dopo il secondo giro di consultazioni con il premier incaricato, si è rivolto agli attivisti per chiedere di attendere le dichiarazioni pubbliche di Draghi prima del voto su Rousseau.

Beppe Grillo è cauto e invita il M5S alla prudenza, ad attendere le idee di Draghi prima di votare sulla piattaforma Rousseau se stare dentro o fuori il nuovo governo. Il presidente incaricato, al secondo giro di consultazioni ha discusso con la delegazione pentastellata di reddito di cittadinanza, transizione ecologica e crescita sostenibile mostrando delle idee non troppo distanti da quelle grilline, ha spiegato in un video pubblicato su Facebook il garante del movimento ai suoi. 

Il presidente della BCE Mario Draghi  - Sputnik Italia, 1920, 05.02.2021
Domani le consultazioni di Draghi con Lega e M5S, guidato da Beppe Grillo
"Io mi aspettavo il banchiere di Dio e invece è un grillino, mi ha detto "io vorrei iscrivermi, ho visto Conte che ha fatto il banchetto" e allora facciamo il meetup lei va in giro, volantinaggio, si iscrive, mi porta la fedina penale e speriamo che vada bene", ha detto Beppe Grillo.

Per il voto su Rousseau "io aspetterei quando farà le dichiarazioni che ha fatto a noi in modo pubblico", ha aggiunto.

Durante l'incontro con i cinquestelle, Draghi si sarebbe complimentato con il M5S  perché ha "cambiato la politica in questo Paese con l’onestà", confermando la necessità di mantenere la misura del reddito di cittadinanza. 

"Abbiamo fatto un miracolo, ha detto che il reddito adesso ci vuole per l’epidemia e questa pandemia bisogna sostenerla, ci vuole la creazione di posti di lavoro", spiega Grillo nel video.

Il Recovery Fund

Al tavolo delle consultazioni il M5S ha proposti di mantenere l'impianto del Recovery Fund così come sviluppato dal precedente governo Conte e di creare un super ministero per guidare la transizione ecologica in sintonia con le politiche economiche. 

"Dobbiamo fare il Ministero della Transizione Ecologico Sostenibile, dove il Ministero della Finanza, dell’Economia Sostenibile, insieme al Ministero dell’Ambiente e a quello dell’Energia convergono in un settore dove ci saranno due o tre persone scelte, una da noi, due da lui, di grande, di grosso spessore che filtreranno tutti gli investimenti futuri di questo Paese", ha affermato. 

Per il governo che dovrà gestire i 209 miliardi del Recovery Fund, l'"elevato" Grillo pensa anche ad un meccanismo di "bonus" e "malus" per incentivare le aziende ad essere "ecologicamente in sintonia" e penalizzare quelle che non lo sono. E chiede che nel nuovo governo non entri la Lega perché "di ambiente non ha mai capito una mazza di niente". 

"Lui mi ha detto “non lo so, vediamo, vediamo, vediamo”. Mi ha detto “ha ragione su tutto”, è d’accordo su questi temi su tutto però io un momento, domani votare su questa roba aspettiamo un attimo, perché lui adesso, domani, non ha finito le conferenze", prosegue Grillo, rallentando sul voto.

"Aspettiamo lui che pubblicamente dirà cosa vuol fare, perché non ha ancora bene le idee chiare ma non ce l’ha nessuno le idee chiare qua", aggiunge.

Il nuovo Vaffa Day

Le parole del garante sono arrivate mentre un migliaio di attivisti del Movimento 5 stelle, contrari al sostegno a Mario Draghi, guidati dall'ex ministro Barbare Lezzi, discutevano sulla piattaforma Zoom durante l'evento V-Day. 

"Il Recovery Plan è stato scritto dal governo uscente e quindi firmato dal presidente Conte ed è già in parlamento", ha detto la senatrice grillina, sottolineando che Giovannini, uno dei papabili ministri, lo avrebbe già dichiarato completo. "Qualora questo governo non dovesse nascere, il governo che ci accompagnerebbe alle elezioni avrebbe già il lavoro pronto per consegnarlo entro aprile", ha specificato. 

La nuova "fronda" interna al movimento ritiene che sia meglio restare fuori dall'esecutivo guidato da Draghi per avere maggiore possibilità di controllo stando all'opposizione. 

Il voto sulla piattaforma Rousseau era previsto per il 10 e l'11 febbraio. 

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