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Consultazioni, sindacati a Draghi: confermare il blocco dei licenziamenti

© Foto : Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie Draghi
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie Draghi - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2021
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Conclusi i due round con i partiti, i sindacati si sono seduti al tavolo del premier incaricato per le consultazioni con le parti sociali.

I sindacati CGIL, CISL e UIL hanno chiesto al premier incaricato Mario Draghi di mantenere le misure a sostegno di reddito e occupazione. Lo ha dichiarato a conclusione dei colloqui la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. In particolare, i rappresentati dei lavoratori ritengono prioritario che "il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione Covid siano confermati".

La numero uno della CISL ha aggiunto che lo stop non dovrà essere a tempo indeterminato, ma durare "i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali e far decollare finalmente le politiche attive".   

L'incontro con le parti sociali

Chiusi i due round di consultazioni con le forze politiche, come annunciato nella sua dichiarazione al Colle, Mario Draghi ha iniziato il confronto con le parti sociali. 

"Il primo tema che abbiamo indicato è il fatto, una novità, che le parti sociali siano coinvolte nella fase di istituzione di un nuovo governo, non succedeva da tempo, se mai è successo in passato. E abbiamo sottolineato tutti l'importanza di questo elemento, la responsabilità che comporta e la necessità che sia un segno che il confronto debba proseguire quando il governo avrà avuto la fiducia per affrontare in modo nuovo i problemi", ha dichiarato al termine del colloquio il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. 

Il secondo giorno di consultazioni

Ieri, nel corso della seconda giornata di consultazioni, Mario Draghi ha incassato la fiducia da parte di una buona parte delle forze parlamentari.

A sostegno dell'ex governatore della BCE si sono infatti schierati il Partito Democratico di Nicola Zingaretti, la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi.

No perentorio, invece, quello di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che ha espresso rammarico per la decisione di Draghi di non prendere in considerazione l'ipotesi di una flat tax.

A metà strada la posizione del Movimento 5 Stelle che, pur registrando una "buona impressione" dopo l'incontro con il premier incaricato, hanno ribadito la propria intenzione di non voler far parte del governo "a tutti i costi".

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