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Vaccini in Italia, Magrini dell’Aifa assicura 10 mln italiani vaccinati al mese da Pasqua

© Sputnik . Vitaly Belousov / Vai alla galleria fotograficaPer sottoporsi al vaccino non è necessario recarsi in ospedale o nel poliambulatorio della propria circoscrizione
Per sottoporsi al vaccino non è necessario recarsi in ospedale o nel poliambulatorio della propria circoscrizione - Sputnik Italia, 1920, 09.02.2021
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A partire da Pasqua l'Italia potrà vaccinare 10 milioni di italiani al mese se arriveranno altri vaccini, questa la proiezione del direttore dell'Aifa riguardo la campagna vaccinale italiana.

A partire da Pasqua l’Italia potrebbe “essere in grado di vaccinare 10 milioni di cittadini e più al mese”, a dirlo è il direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Nicola Magrini intervistato dal Corriere della Sera.

Tutto dipenderà, però, dall’arrivo di nuovi vaccini e in particolare Magrini parla del vaccino di Johnson&Johnson “il cui dossier è in corso di valutazione presso Ema”. Il direttore dell’Aifa si dice fiducioso che non tarderà ad arrivare.

Il Johnson&Johnson è un vaccino monodose come quello italiano che potrebbe arrivare a fine estate.

Sul vaccino AstraZeneca

Per quanto riguarda le vicende che riguardano il vaccino AstraZeneca, invece, Magrini spiega che l’autorizzazione è valida anche per gli anziani ma che il consiglio di usarlo fino all’età di 55 anni deriva dal fatto che per le età superiori “i dati erano talmente pochi da non poter dar luogo ad alcuna stima di efficacia”.

© REUTERS / Joe Giddens/Pool Vaccino AstraZeneca
Vaccini in Italia, Magrini dell’Aifa assicura 10 mln italiani vaccinati al mese da Pasqua - Sputnik Italia, 1920, 09.02.2021
Vaccino AstraZeneca

Poi l’invito a non “essere diffidenti” sul vaccino AstraZeneca perché “la produzione di anticorpi è stata dimostrata in tutte le fasce d’età”.

Tuttavia, aggiunge Magrini, “in attesa di dati certi noi suggeriamo che tutti gli anziani e i pazienti a rischio ricevano i vaccini di Moderna e Pfizer”.

Gli anticorpi monoclonali

Per quanto riguarda gli studi in corso sugli anticorpi monoclonali, anche se Aifa considera i dati scientifici disponibili come “immaturi”, sono “potenzialmente promettenti per una certa tipologia di pazienti ben definita” spiega il direttore dell’Aifa.

L’apertura agli anticorpi monoclonali non è una autorizzazione data al farmaco precisa Magrini, quella spetta prima all’Ema. Quel che l’Aifa ha fatto è stato dare “un’apertura all’uso in via eccezionale e temporanea”, perché dagli studi clinici preliminari pubblicati il 21 gennaio e dai dati forniti dalle aziende farmaceutiche, è risultata una “riduzione dei ricoveri e delle visite di Pronto soccorso su un numero limitato di pazienti ma con un potenziale beneficio”.

Situazione vaccinazione in Italia

Secondo il report giornaliero dei vaccini Covid-19 in Italia, le somministrazioni effettuate sono 2.630.102, mentre i vaccinati con doppia dose sono 1.178.838.

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