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La Nuova Zelanda sospende tutti i contatti politici di alto livello con il Myanmar

© AP Photo / Charles Platiau/Pool PhotoNew Zealand Prime Minister Jacinda Ardern gestures as she speaks during a media conference with French President Emmanuel Macron, at the at the Elysee Palace in Paris, Monday, April 16, 2018
New Zealand Prime Minister Jacinda Ardern gestures as she speaks during a media conference with French President Emmanuel Macron, at the at the Elysee Palace in Paris, Monday, April 16, 2018 - Sputnik Italia, 1920, 09.02.2021
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Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato lunedì che il Paese sospenderà tutti i contatti politici e militari di alto livello con il Myanmar, dopo il colpo di stato militare avvenuto nella nazione asiatica la scorsa settimana.

La scorsa settimana, l'esercito birmano ha rovesciato il Governo del Paese e ha dichiarato lo stato di emergenza per un anno, dopo aver accusato il partito al governo di frode elettorale.

La Nuova Zelanda imporrà divieti di viaggio ai leader militari del Myanmar nelle prossime settimane, limitando anche tutti i programmi di aiuto che vengono consegnati attraverso la Difesa o avvantaggiano le forze militari del Paese indocinese.

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"Il nostro messaggio forte e chiaro è che faremo il possibile da qui in Nuova Zelanda", ha detto Ardern, durante una conferenza stampa post-Gabinetto, aggiungendo che la Nuova Zelanda "si unirà ad altri paesi per chiedere una sessione speciale del Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani per sollevare preoccupazioni riguardo al colpo di Stato militare nel Myanmar e l'impatto di questo sui diritti umani”.

In una dichiarazione separata, il ministro degli Esteri Nanaia Mahuta ha affermato che la Nuova Zelanda non riconosce come legittimo il governo guidato dai militari del Myanmar e ha invitato i leader militari a rilasciare immediatamente i leader politici democraticamente eletti detenuti nel paese la scorsa settimana.

“Insieme ai nostri partner nella comunità internazionale, la Nuova Zelanda sta monitorando da vicino la situazione in Myanmar. Accogliamo con favore le dichiarazioni del G7 e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che condannano la presa del potere da parte dei militari", ha affermato Mahuta.

​Molte nazioni, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea, hanno espresso la loro condanna per il colpo di stato militare in Myanmar e hanno chiesto una sessione speciale delle Nazioni Unite sugli eventi. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato che terrà la sessione l'11 febbraio.

Dopo aver preso il potere in Myanmar la scorsa settimana, il leader militare del Paese, il generale Min Aung Hlaing, ha ribadito la sua posizione secondo cui il governo eletto è stato rovesciato a causa della "frode elettorale" e ha promesso che i suoi militari avrebbero formato una "democrazia vera e disciplinata".

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