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Gli immuni al coronavirus, l’Università di Tor Vergata li studia

© flickr.com / Wellcome ImagesScientists are hailing a breakthrough in cancer treatment they hope will usher in a "new era" for those battling the disease by using the body's own immune system to attack cancerous cells.
Scientists are hailing a breakthrough in cancer treatment they hope will usher in a new era for those battling the disease by using the body's own immune system to attack cancerous cells.  - Sputnik Italia, 1920, 09.02.2021
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Immune al virus Sars-CoV-2, ovvero persona che non ha bisogno di fare il vaccino contro il coronavirus perché geneticamente dotato degli scudi protettivi. Non è un film e a Tor Vergata si studiano i casi.

Scene da 'War Z' e da 'Contagion', film in cui alcune persone non vengono colpite dal virus che fa strage di persone nel mondo perché loro sono "misteriosamente" immuni. Scene apocalittiche che da un anno viviamo dal vivo in uno scenario drammaticamente reale e non inscenato.

Così capita che per davvero si riscontrino persone che sono immuni al coronavirus Sars-CoV-2, si tratta di persone che pur entrando a stretto contatto con persone malate non si contagiano, come se fossero impermeabili al virus.

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L’Università di Tor Vergata, l’ex rettore il professore Giuseppe Novelli, genetista, studia i resistenti al virus insieme alla sua equipe scientifica.

A Fanpage racconta che al momento sono in una fase di scambio e di raccolta dei dati con i centri di ricerca di tutto il mondo.

L’obiettivo è arrivare a capire come reagisce il sistema immunitario di queste persone al Sars-CoV-2 e come fanno ad essere già immuni anche se non hanno mai incontrato prima nella loro vita il nuovo virus.

“Abbiamo fatto una selezione di criteri che chiamiamo di inclusione e scelto di cercare persone che sono state certamente esposte al virus”, racconta lo scienziato italiano a Fanpage.

Novelli sottolinea che sono alla ricerca di persone che sono rimaste a contatto con persone malate non per 10 minuti, ma per ore e per giorni e non hanno contratto la malattia.

Quello che si sta facendo all’Università Tor Vergata e in altri centri di ricerca mondiale è leggere il dna di queste persone “per cercare di capire se hanno qualcosa in comune di speciale.

Questo è molto importante per scoprire poi farmaci precisi contro il virus. Diciamo che ci sono una ventina di fattori genetici scoperti in giro per il mondo, tra cui il gruppo sanguigno, che però pesa poco”, spiega a Fanpage.

Si cercano quindi fattori comuni tra queste persone immuni al coronavirus per capire come innescare gli stessi meccanismi, se possibile, anche nelle altre persone o quantomeno studiare dei farmaci in grado di contrastare Sars-CoV-2.

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