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Zarif: Usa devono tornare all'accordo sul nucleare per evitare futuri “fallimenti”

© Sputnik . Miguel FernándezMohamad Yavad Zarif, ministro degli esteri Iran
Mohamad Yavad Zarif, ministro degli esteri Iran - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2021
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Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha affermato che gli Stati Uniti devono rimuovere le sanzioni imposte all'Iran e tornare all'accordo sul nucleare se davvero vogliono cambiare le politiche dell'ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

"Sono stati gli Stati Uniti a lasciare l'accordo, sono stati loro a violarlo, e sono stati loro a punire qualsiasi paese che era rimasto rispettoso di quell’accordo. Quindi spetta agli Stati Uniti tornare all’accordo, per adempiere ai suoi obblighi", ha detto Zarif all’inviato Fareed Zakaria della CNN domenica.

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto domenica che non ha intenzione di revocare le sanzioni contro l'Iran per riportare la Repubblica islamica al tavolo dei negoziati. Parlando in un'intervista con la CBS alla domanda se si aspettava che l'Iran smettesse di arricchire l'uranio oltre i limiti fissati nell'accordo nucleare del 2015, Biden ha semplicemente annuito.

"L'Iran ha ridotto alcuni dei suoi impegni rispetto alla linea dell’accordo. Il modo per tornare alla piena conformità è che siano gli Stati Uniti, che hanno abbandonato completamente l'accordo, tornino sui loro passi", ha detto Zarif alla CNN, aggiungendo che "tutte le azioni dell'Iran sono reversibili", ma gli Stati Uniti devono affrettarsi a prendere una decisione.

In this picture released by the official website of the office of the Iranian supreme leader, Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei delivers a speech during a meeting in Tehran, Wednesday, Sept. 9, 2015 - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
Iran, Ayatollah Ali Khamenei: ritorno ad accordo nucleare se Usa per primi revocano sanzioni
Zarif ha sottolineato che l'amministrazione di Biden deve decidere se gli Stati Uniti vogliono voltare le spalle alle politiche di Donald Trump, o basarsi sui "fallimenti" di questi, il che non potrà che portare a ulteriori fallimenti da parte di Washington.

Il leader supremo dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha confermato domenica che il suo Paese tornerà ai suoi impegni solo se le sanzioni statunitensi verranno abolite.

Il ministro degli Esteri iraniano ha anche sottolineato che a fine febbraio Teheran avrebbe ridotto la presenza degli ispettori Onu nel Paese, ma "questo non significa che la finestra sia completamente chiusa".

A dicembre, i membri del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA, l'accordo nucleare iraniano) hanno espresso la loro disponibilità a sostenere il potenziale ritorno degli Stati Uniti all'accordo, qualcosa che era considerato molto probabile dopo l'inaugurazione di Joe Biden, vicepresidente all'epoca in cui fu negoziato l'accordo nucleare.

L'accordo sul nucleare iraniano

Nel 2015, l'Iran ha firmato il JCPOA con il gruppo di paesi P5 + 1 (Stati Uniti, Cina, Francia, Russia, Regno Unito - più Germania) e l'Unione europea. L’accordo richiedeva all'Iran di ridimensionare il suo programma nucleare e di ridurre drasticamente le sue riserve di uranio in cambio della riduzione delle sanzioni, compresa la revoca dell'embargo sulle armi cinque anni dopo l'adozione dell'accordo.

© AP Photo / ISNA, Hamid Foroutan, FileCentrale nucleare in Iran
Zarif: Usa devono tornare all'accordo sul nucleare per evitare futuri “fallimenti” - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2021
Centrale nucleare in Iran

Nel 2018, gli Stati Uniti hanno abbandonato la loro posizione conciliante sull'Iran, ritirandosi dall’accordo e implementando politiche intransigenti contro Teheran, spingendo l'Iran ad abbandonare in gran parte i suoi obblighi ai sensi dell'accordo.

A dicembre, l'Iran ha approvato una legge per aumentare l'arricchimento dell'uranio e interrompere le ispezioni delle Nazioni Unite nei suoi siti in risposta all'uccisione del fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh. All'inizio di gennaio, l'organizzazione iraniana per l'energia atomica ha annunciato che il paese era riuscito ad arricchire l'uranio al 20% presso l'impianto di Fordow.

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