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Tonnellate di rifiuti sull’Everest: opere d’arte vendute ad aste in Europa

© AP Photo / Niranjan ShresthaUccelli sopra l'Everest
Uccelli sopra l'Everest - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2021
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Un gruppo di attivisti in Nepal raccoglie già da 10 anni i rifiuti lasciati dai turisti sul monte Everest. Poi i rifiuti vengono trasformati in opere d’arte che, nell’intenzione degli attivisti, servono a portare l’attenzione del pubblico sui temi dell’inquinamento. Le installazioni saranno esposte in gallerie nepalesi.

Per esplorare il tema Sputnik ha intervistato per voi l’organizzatore del progetto, Tommy Gustafsson.

Com’è cominciato tutto

Nel 2017 Tommy Gustafsson con un gruppo di persone a lui affini per modo di pensare hanno avviato la costruzione di un centro per la trasformazione dei rifiuti sull’Everest nella regione del Khumbu all’interno del parco nazionale Sagarmatha. Il centro Sagarmathe Next a quota 3775 metri sul livello del mare è in fase di costruzione, ma accoglie già artisti e designer da tutto il mondo con l’intento di creare opere d’arte a partire dai rifiuti.

“Nel 2011 predisponemmo una nutrita spedizione finalizzata alla raccolta dei rifiuti nel Sagarmatha. Allora raccogliemmo circa 10 tonnellate di rifiuti”, racconta Tommy. “Tre tonnellate le demmo agli artisti locali. Organizzammo dei seminari di scultura. Furono esposte le opere e 8 sculture furono vendute in un’asta in Europa. Così capimmo che il concetto di creare opere a partire dai rifiuti aveva del potenziale”.

Le sfide di oggi

Secondo Tommy, negli ultimi 10 anni la situazione è migliorata in maniera significativa e tutto grazie alle numerose spedizioni degli attivisti e al sostegno delle autorità.

“Ma comunque le numerose spedizioni degli alpinisti negli ultimi 30-40 anni hanno lasciato dietro di sé grandi quantità di rifiuti. Alcuni sono rimasti congelati sotto il ghiaccio e la neve, mentre altri si riescono ad estrarre”, spiega Tommy.

Al netto di tutti questi sforzi, la situazione si complica se consideriamo che il numero di alpinisti che vogliono scalare l’Everest non diminuisce. Dunque, oltre ai rifiuti vecchi, se ne accumulano continuamente di nuovi.

© AP Photo / Rizza AleeScalatori sull'Everest
Tonnellate di rifiuti sull’Everest: opere d’arte vendute ad aste in Europa - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2021
Scalatori sull'Everest
“La nostra attività si estende sull’intera regione del Khumbu che è visitata ogni anno da circa 600-800 alpinisti. Oltre agli alpinisti bisogna considerare anche fino a 80.000 tra turisti, guide e collaboratori del parco. Essenzialmente arrivano fino al Campo base dell’Everest. Oltre ai vantaggi che i turisti apportano alla popolazione locale, necessitano anche di condizioni di permanenza adatte e di tutto il necessario. Dunque, le loro visite sono spesso fonte di enormi quantità di rifiuti”, spiega Tommy.

Purtroppo di tutti i rifiuti prodotti dall’attività turistica solo il 10% l’anno viene trasformato in sculture e opere d’arte. Il resto è portato a Katmandu dove viene riciclato.

“La difficoltà maggiore è portare via questi rifiuti. Per farlo abbiamo messo a punto un apposito sistema denominato Carry Me Back. In sostanza, riempiamo dei sacchi con plastica e metallo di 1 kg ciascuno e chiediamo ai visitatori o alle guide di portare con sé un sacco fino a Lukla (una cittadina nell’area del Khumbu) da dove partono i voli per Katmandu. Le compagnie aeree locali collaborano con il Comitato per il monitoraggio dell’inquinamento nel parco Sagarmatha e portano tutti i rifiuti a Katmandu”, spiega.

Esposizione di opere d’arte

A breve il centro Sagarmatha Next intende aprire le sue porte in modo da cominciare a lavorare anche all’aspetto espositivo. Questa volta alla sua creazione parteciperanno artisti provenienti da diversi Paesi. Chiunque lo desideri può candidarsi per partecipare.

In this Nov. 12, 2015, file photo, Mt. Everest is seen from the way to Kalapatthar in Nepal - Sputnik Italia, 1920, 05.05.2019
Everest ripulito da 3 tonnellate di rifiuti

L’ultimazione dell’esposizione dipenderà dagli artisti. I creatori del progetto intendono fare in modo che gli scultori e gli artisti locali comunichino tra di loro il più possibile.

 L’obiettivo ultimo del progetto è sensibilizzare al problema dell’inquinamento del parco, insegnare ai visitatori una modalità di turismo più sostenibile, invogliare chi lavora in queste strutture al riutilizzo e al riciclo.

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