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Debito italiano al 160%, per Corte dei Conti neanche i fondi UE basteranno a farlo rientrare

© FotoCorte dei Conti Roma e regione Lazio
Corte dei Conti Roma e regione Lazio - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2021
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La Corte dei Conti avverte, col debito pubblico non si scherza. Abbiamo un rapporto deficit/PIL giunto al 160%, i soldi dell'Europa non saranno un regalo ma un prestito da restituire.

Rientrare dal 160% del debito pubblico nazionale “sarà compito arduo”, lo spiega il presidente della Corte dei Conti Guido Carlino durante l’audizione sul Recovery plan in commissione Bilancio della Camera.

Carlino infatti ricorda che una “parte delle rilevanti sovvenzioni (dell’Unione Europea, ndr) dovrà essere restituita” e se “i bassi tassi di interesse oggi favoriscono le condizioni di sostenibilità dell’indebitamento, l’assenza di tensioni inflazionistiche, anche prospettiche, farà venire meno uno dei fattori che nelle esperienze storiche hanno consentito di riassorbire, non senza effetti redistributivi, le grandi espansioni di debito pubblico”, ha detto come riportato da Il Sole 24 Ore.

Standard qualitativi elevati

Il presidente della Corte dei Conti, oltre a ricordare che quello dell’Europa è un prestito da restituire e che cioè, è debito che si aggiunge a debito, per ottenerlo bisognerà anche rispettare gli “elevati standard qualitativi” richiesti nella stesura del piano.

Euro - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2021
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Bisognerà cioè rendere “chiari gli interventi sui quali ci si intende impegnare”, ricorda Carlino.

Serve quindi un progetto capace di “creare condizioni durature di uno sviluppo economico e sociale maggiore, più inclusivo e sostenibile”.

Serve inoltre affidabilità e trasparenza nello stendere il Recovery plan, oltre a un adeguato grado di dettaglio e questo non solo per ottenere facilmente i fondi dall’Europa spiega, ma anche per “garantire un’efficace gestione delle risorse in fase attuativa”.

Tradotto, non si potrà sprecare nemmeno un centesimo, poiché abbiamo un debito giunto al 160% e se i fondi dell’Europa non saranno ben spesi ci ritroveremo come sistema Paese con un debito ben superiore da gestire.

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