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Ora basta! L’UE dice addio al dollaro

© Sputnik . Aleksey VitvitskiyBandiere dei paesi dell'UE di fronte all'edificio principale del Consiglio d'Europa a Strasburgo
Bandiere dei paesi dell'UE di fronte all'edificio principale del Consiglio d'Europa a Strasburgo - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
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L’Unione europea intende ridurre la propria dipendenza dalla valuta americana stipulando più contratti in euro e bloccando le acquisizioni di società europee da parte di gruppi stranieri.

Questo fenomeno, infatti, viene percepito al momento come una minaccia alla sicurezza nazionale. Sputnik vi spiega perché Bruxelles ha deciso di sbarazzarsi dei dollari e se questo priverà gli USA della loro supremazia.

Un alleato inaffidabile

Fu l’ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nel 2018 a includere per la prima volta nell’ordine del giorno comunitario l’iniziativa finalizzata al rafforzamento del ruolo dell’euro. Juncker dichiarò che per via delle guerre commerciali scatenate dal presidente USA Donald Trump l’UE stava perdendo miliardi. Pertanto, bisognava privare il dollaro dello status di principale valuta a livello globale.

Lo smantellamento dell’abituale sistema doveva cominciare con i petroldollari: Juncker constatò che l’80% delle importazioni di risorse energetiche venivano pagate dall’Europa in valuta americana. Analogamente assurdo, secondo Juncker, era il fatto che i velivoli europei in UE si acquistassero in dollari e non in euro. Washington ha più volte applicato sanzioni unilaterali che colpiscono le società europee, sosteneva Juncker.

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaIl Presidente della Comissione Europea Jean-Claude Juncker
Ora basta! L’UE dice addio al dollaro - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
Il Presidente della Comissione Europea Jean-Claude Juncker

La situazione si inasprì ulteriormente quando gli USA, sotto la guida di Trump, lasciarono l’accordo internazionale sul nucleare iraniano e rinnovarono le sanzioni che impedivano alle società europee di concludere accordi commerciali con la Repubblica Islamica. Se così non fosse stato, i contraenti degli ipotetici accordi con Teheran si sarebbero preclusi l’accesso al mercato americano.

L’UE dovette cercare una strada alternativa per dialogare commercialmente con l’Iran. Francia, Germania e Gran Bretagna crearono lo strumento INSTEX, un apposito meccanismo destinato a “semplificare le legittime transazioni commerciali tra player economici europei e l’Iran”. Il meccanismo divenne operativo all’inizio del 2019. In seguito adottarono lo strumento anche Belgio, Danimarca, Olanda, Norvegia, Finlandia e Svezia.

Problemi inutili

In sostanza, il meccanismo consente ai Paesi europei di commerciare con Teheran aggirando il sistema finanziario USA e non scatenando così la reazione di Washington. Per evitare la circolazione di denaro reale tra l’Iran e l’Europa (questo è il caso in cui Washington potrebbe giustificare la comminazione di sanzioni), INSTEX assegna dei crediti.

L’Iran utilizza questi crediti per l’acquisto di merci e paga le proprie forniture. Ma la realizzazione di questo meccanismo si è rivelata alquanto complessa.

Il primo ministro della Finlandia Pekka Haavisto (L) ed il ministro degli Esteri dell'Iran Mohammed Javad Zarif a Helsinki - Sputnik Italia, 1920, 29.11.2019
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Si voleva utilizzare INSTEX per il greggio iraniano, ma così non è stato. Infatti, il meccanismo viene impiegato soltanto per le transazioni di compravendita di medicinali, alimenti e altri prodotti umanitari.

L’ultima goccia

Alla fine gli USA hanno applicato le loro sanzioni a uno dei principali progetti infrastrutturali europei nel comparto energetico, North Stream 2. Per via delle minacce di Washington alcune società europee hanno preferito cessare le loro attività sul gasdotto.

Dopo l’abbandono della svizzera Allseas nel mese di dicembre del 2019, lasciò il progetto anche il gruppo internazionale dei club di mutua assicurazione armatoriale. A inizio gennaio 2020 lo stesso fece anche la società norvegese di controllo qualità Det Norske Veritas. Analogamente dichiararono la cessazione delle attività anche la società danese di ingegneristica Ramboll e la società tedesca di edilizia Bilfinger SE.

Washington ha un obiettivo preciso: aumentare le esportazioni di gas naturale liquefatto, garantendo al contempo il transito di carburante dai Paesi dell’Europa orientale che non utilizzano l’euro e che sono fedeli all’America.

© AP Photo / Lawrence JacksonNave cargo per il trasporto di gas naturale liquefatto
Ora basta! L’UE dice addio al dollaro - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
Nave cargo per il trasporto di gas naturale liquefatto
A conti fatti

Stando ai dati del Financial Times, per porre fine a tutto questo, la Commissione europea ha preparato un piano preliminare. Si propone di denominare in euro i contratti di fornitura di varie merci e di rivedere e, in caso di necessità, modificare le norme legate ai principali punti di riferimento finanziari.

Inoltre, agli enti regolatori sarà concesso il diritto di bloccare le acquisizioni di società europee ad opera di imprese estere. Gli accordi saranno attentamente verificati per evitare che in esito all’acquisizione l’impresa sia sottoposta a sanzioni extraterritoriali. Per farlo sarà implementato un nuovo sistema di monitoraggio degli investimenti stranieri diretti. Al momento le acquisizioni di questo tipo, infatti, sono considerate una minaccia alla sicurezza nazionale.

“L’applicazione extraterritoriale di sanzioni unilaterali ad opera di terze parti ha inciso in maniera assai significativa sulla capacità dell’UE di rispettare i trattati internazionali e di mantenere buone relazioni internazionali con i Paesi colpiti dalle sanzioni”, si legge nella bozza di documento. “Qualsivoglia operazione unilaterale posta in essere da Paesi terzi mette a repentaglio il legittimo commercio e gli investimenti delle imprese dell’UE”.

Un altro elemento importante riguarda l’indipendenza dalle banche straniere, anzitutto americane. “Durante la crisi finanziaria potrebbero ridurre la loro presenza in UE e concentrarsi sul mercato interno”, osservano i promotori del progetto.

Dollaro bruciato - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2021
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“Il rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro difende la nostra economia e il nostro sistema finanziario dalle oscillazioni valutarie, diminuisce la nostra dipendenza da altre valute e ci garantisce perdite transazionali e finanziarie meno onerose”, ha dichiarato Paolo Gentiloni, commissario europeo agli Affari economici.

Alternativa al dollaro

Stando ai dati della BCE, l’euro rimane la seconda valuta al mondo dopo il dollaro per diffusione.

Il suo appeal è garantito anche dal fondo europeo per il rilancio dopo la pandemia da 750 miliardi di euro. L’UE emetterà obbligazioni comunitarie in alternativa al dollaro americano in qualità di assicurazione contro il rischio. Gli europei scommettono in particolare sui cosiddetti green bond, ossia strumenti di debito impiegati per attirare investimenti in progetti sostenibili.

Dei 750 miliardi un terzo sarà destinato a questi progetti. Come si legge nel progetto, l’obiettivo è trasformare i mercati finanziari dell’UE in un centro globale dei “finanziamenti green”.
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L’euro si rafforzerà come valuta in cui vengono denominati di default i più solidi prodotti finanziari.

Un altro elemento che gioca a sfavore del dollaro è la volontà della BCE di creare un euro digitale per “rafforzare l’autonomia strategica dell’UE nell’ambito dei servizi finanziari, nonché la capacità di tutelare la propria stabilità finanziaria”.

Secondo i media americani, il piano degli europei non funzionerà. Da un punto di vista politico o legislativo l’UE non ne è in grado, ritiene Bloomberg. Si verranno, infatti, a creare controversie tra i governi degli Stati membri.

Tuttavia, secondo le stime di primarie banche di investimenti, lo status del dollaro non sarebbe poi così inviolabile. Gradualmente i bond europei potrebbero diventare un’alternativa ai treasuries, ipotizza JP Morgan. Questo contribuirebbe a diversificare le riserve valutarie mondiale nelle quali la quota di dollari potrebbe toccare i minimi storici dagli anni ’90.

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