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Mikhail Lebedev: tra 5-10 anni i chip sostituiranno le pillole

© Foto : PixabayLe tre scimmie sagge
Le tre scimmie sagge - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
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Elon Musk spiega che gli esperti della sua società sono riusciti a impiantare un chip nel cervello di una scimmia che ora è in grado di giocare ai videogiochi. L’imprenditore ha promesso di presentare un video della scimmia con l’impianto.

Che valenza ha questo evento ai fini scientifici? Riuscirà Mask a produrre questo video? L’impianto di chip è una minaccia per l’umanità? A queste domande ha risposto per Sputnik Mikhail Lebedev, docente dell’Istituto Skolkovo di Scienza e Tecnologia.

— Perché appare interessante l’esperimento di Musk di attivazione del chip nel cervello di una scimmia?

— Per quanto ne so, hanno fatto alle scimmie lo stesso che fecero sui maiali (nell’agosto del 2020 Elon Musk dimostrò al pubblico il maiale di nome Gertrude nel cui cervello era stato impiantato un chip). In questo caso nella scimmia sono stati impiantati diversi elettrodi e un dispositivo wireless per la comunicazione con i computer esterni. La scimmia appare del tutto normale. L’obiettivo principale è rendere il più piccolo possibile il sistema di elettrodi che già avevamo dimostrato su topi e maiali. Hanno conseguito un buon risultato dal punto di vista tecnologico.

— Come si è svolta l’operazione?

— È molto probabile che il chip sia stato installato nella corteccia motoria della scimmia, forse nell’area preposta al controllo sensoriale degli arti superiori. Gli addetti hanno praticato un foro nel cranio dell’animale al cui interno un robot ha disposto gli elettrodi. Dagli elettrodi poi i cavi dipartono verso l’amplificatore. Dove hanno disposto l’amplificatore si scoprirà in un secondo momento. Poi hanno coperto questa struttura con una qualche soluzione fissante, hanno richiuso la pelle e cucito. Il dispositivo è dotato di una batteria che viene ricaricata per induzione, ossia bisogna far avvicinare la scimmia a una ricarica induttiva, ricaricare la batteria per un certo periodo di tempo ad oggi ancora ignoto. Si potrebbe trattare di 10 minuti come di un’ora.

Elon Musk - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
Elon Musk: impiantato chip nel cervello di una scimmia e insegnato a giocare ai videogiochi

— Ma come fa la scimmia a giocare? E cosa significa nella pratica?

— Se il chip è impiantato nell’area degli arti superiori, ogni volta che la scimmia muove il braccio, riceve una scarica di neuroni nel cervello. La scimmia non è stupida e, se viene premiata ad esempio per seguire il cursore sullo schermo o per giocare a ping pong, è molto probabile che col tempo impari a giocare.

Musk ha promesso che in futuro le scimmie riusciranno a giocare a ping pong in gruppo? Quanto è realistica questa previsione?

— Uno studio simile è già stato condotto in passato, ma in generale le scimmie non sono animali molto cooperativi. Se si mettono delle scimmie in una stanza e si dà ad ognuna una racchetta, non le vedrete mettersi a giocare a ping pong. Infatti, è più probabile che ogni scimmia si metta a sedere di fronte al proprio schermo che mostra per ogni giocare un puntino. Possiamo ipotizzare che la scimmia guardi la scherma, veda delle figure e possa in qualche modo interagire con le altre scimmie come se stesse giocando.

© AFP 2021 / Frederic J. BrownElon Musk
Mikhail Lebedev: tra 5-10 anni i chip sostituiranno le pillole - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
Elon Musk

— Chip, scimmie e ping pong: si percepisce subito lo stile che Musk solitamente adotta nel riferire informazioni. Ma cosa c’è dietro dal punto di vista scientifico? Quale problema si risolve?

— È il tema delle neuroprotesi. Se in un essere umano il cervello ha qualche problema, noi potremmo essere in grado di sistemarlo. Ad esempio, se un umano ha subito un trauma al midollo spinale, potremmo divergere i segnali inviati dal midollo al cervello verso i muscoli degli arti superiori oppure verso uno stimolatore. In questo modo il braccio paralizzato tornerebbe a muoversi. Un altro obiettivo ambizioso è il seguente. Ipotizziamo che sia stata danneggiata l’area cerebrale A la quale è preposta alla trasmissione del segnale dall’area B all’area C. Creiamo una protesi dell’area A e la impiantiamo nel cervello sostituendola funzionalmente a quella esistente. Al momento questo non è possibile, ma in futuro sì.

Ma com’è possibile far divergere i segnali provenienti dai neuroni cerebrali? Vi sono essenzialmente due approcci. Il primo non è invasivo e consiste nel calcolo del segnale con l’ausilio di un elettroencefalogramma. Tuttavia, questo approccio non è ottimale per via di difficoltà nell’analisi del segnale. Il secondo metodo invece prevede l’impianto nel cervello di elettrodi. Questo metodo non è testato sugli uomini.

Si usano, infatti, le scimmie il cui cervello è molto simile a quello umano. Musk ha messo a punto un impianto in miniatura in modo da non creare traumi all’animale. Prima si applicava una procedura non ottimale per l’animale: la scimmia veniva bloccata su un’apposita poltrona, poi venivano connessi fili e connettori. Il nuovo metodo fortunatamente è ben recepito dalle scimmie e si spera che sarà lo stesso anche per l’uomo.

— Ma qual è la criticità bloccante che ci impedisce di andare in giro con dei chip impiantati nel cervello?

— La criticità più rilevante riguarda la biocompatibilità. Qualunque cosa metteremo nel nostro cervello, il nostro organismo cercherà di rigettarla. Abbiamo inserito elettrodi nel cervello. Questi sono circondati de cellule della glia. Poi potrebbe venire “soffocato” dal tessuto connettivo, il che peggiorerebbe la qualità di trasmissione del segnale. Una volta risolto il problema della biocompatibilità, tutti questi piani quasi fantascientifici diventeranno realtà.

— Musk tra un mese intende veramente mostrare un video di scimmie che giocano a ping pong?

— È assolutamente realistico e nemmeno poi così innovativo. Ho pubblicato anche io studi simili, così come hanno fatto anche altri. Le scimmie sono riuscite ad eseguire i più disparati compiti: inseguire qualcosa sullo schermo di un computer, girare per la stanza su un carrello guidato dalla forza del pensiero. Nelle scimmie è stato impiantato un sistema simile a quello di Musk, ma non si trattava di un impianto in miniatura, ma di un copricapo in cui era integrata la nostra componentistica elettronica.

È probabile che nel video di Musk verrà mostrata una scimmia seduta senza alcun tipo di cavo attorno alla testa e intenta a comandare un qualche oggetto sullo schermo.

Robotics - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2020
“Chip installato nel cervello”: soldati-cyborg negli USA

— Quando si parla di chip nella testa delle scimmie, viene in mente che anche l’uomo può essere portatore di chip. Qual è la differenza tra noi e le scimmie? Esiste una qualche reale minaccia?

—  Nelle scimmie sono stati impiantati chip ben prima che lo facesse Musk. In Unione Sovietica sono state persino inviate nello spazio delle scimmie con chip impiantati ed erano scimmie felici. L’unica differenza è che erano stati impiantati molti meno elettrodi. Invece veniamo alla domanda “In che modo Musk impianterà chip negli umani?”. Al momento la questione è ferma alla fase delle applicazioni sanitarie e non si prevede un impianto di chip di massa. Ma se si cominciasse ad applicare questa pratica su larga scala in ambito umano, potrebbero sorgere determinati problemi.

In particolare, se questi impianti creano degli stimoli. È possibile stimolare l’area preposta alla soddisfazione e alla motivazione. Immaginiamoci persone con chip impiantati che soltanto premendo un bottone si possono sentire soddisfatti. Un impianto del genere finalizzato all’autosoddisfacimento può essere prodotto anche oggi poiché da un punto di vista tecnico non presenta criticità. È sì molto più complesso di una pillola, ma è fattibile.

— Sembra terribile. Vigono per caso alcune norme etiche in tal senso?

— I filosofi si sono interrogati sui possibili esiti di questa tecnologia. A livello statale, perlomeno in Russia, non ho sentito riflessioni sull’argomento. Non è stata introdotta alcuna norma.

© Ruptly . Screenshot Tavole imbandite per le scimmie in occasione del Monkey Buffet Festival
Mikhail Lebedev: tra 5-10 anni i chip sostituiranno le pillole - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
Tavole imbandite per le scimmie in occasione del Monkey Buffet Festival

— È probabile che Musk e i suoi scienziati ricevano il Premio Nobel per aver messo a punto questa tecnologia?

— Come ho già osservato, Musk ha presentato un trasmettitore in miniatura, ma si tratta di un sistema di funzionamento che è operativo da molto tempo. A mio avviso, sono due le figure centrali: Miguel Nicolelis e Andrew Schwarz. Questi scienziati hanno ideato per primi il sistema di interfaccia “cervello-macchina”, ma negli ultimi anni a loro si sono aggiunti molti altri esperti. Idealmente sarebbe giunto il momento di assegnare un Premio Nobel, ma non è chiaro a chi. Solitamente il Nobel si dà quando c’è un risultato ben visibile. In questo caso c’è stata una promessa del fatto che sarà installato un impianto su un uomo e quest’ultimo sarà così in grado di muoversi grazie a una protesi. Sono stati sì raggiunti risultati in laboratorio, ma nessun traguardo è stato conseguito a livello clinico.

— A Suo avviso, quando vi saranno applicazioni cliniche di questa tecnologia?

— Qualcosa è già stato fatto. Il numero dei lavori in questo senso è in aumento. Penso che a breve le case farmaceutiche cominceranno a concorrere tra di loro in questa direzione. Invece delle pillole, il malato riceverà dei piccolissimi impianti da applicare in una determinata area o dato organo.

— Quando comincerà questa competizione tra aziende?

— Penso tra 5-10 anni, saremo spinti dal progresso e non ci saranno punti morti.

— In che misura risulta utile agli scienziati la creazione di Musk?

— Non so quanto possa costare, ma vorrei chiaramente utilizzarla. Idealmente, vorremmo già avere questo sistema a disposizione in laboratorio.

— Quale ruolo svolge la Russia nell’elaborazione di simili soluzioni?

— Quanto a soluzioni di neurochirurgia la Russia non è affatto indietro. Disponiamo di ottimi neurochirurghi che sono in grado di impiantare qualsivoglia sistema. Siamo leggermente indietro lato tecnologico. Quando invece agli esperimenti sugli animali, l’Europa si è tirata indietro su questo fronte perché ha vietato queste sperimentazioni. Penso che leader in tal senso sarà la Cina dove tutto è concesso e c’è un numero sufficiente di scimmie. In Russia non vigono divieti sulle ricerche, pertanto anche qui si aprono diverse possibilità. Per il momento non ci sono molti studi russi sul tema, ma intendiamo colmare questo divario.

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