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Vaccino contro il COVID-19: scelta difficile per milioni di credenti

© Sputnik . Serkan DemirtaşUna siringa con il vaccino anti-Covid
Una siringa con il vaccino anti-Covid  - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
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La campagna vaccinale di massa contro il coronavirus si è dovuta scontrare con la resistenza di alcuni gruppi di credenti i quali sostengono che i vaccini siano realizzati a partire da “componenti vietati” come le cellule di embrione umano.

Al contrario, i leader religiosi di diverse professioni di fede si vaccinano pubblicamente e invitano a seguire il loro esempio. Sputnik cerca di capire per voi come si può risolvere questa contraddizione.

Insurrezione ultraortodossa

Israele è in subbuglio: a scendere in piazza sono gli haredim, gli ebrei ultraortodossi che vivono essenzialmente a Gerusalemme. Già sin dalla primavera i loro quartieri sono stati dichiarati zona rossa. Il che non sorprende dato che famiglie da 10-15 persone l’una vivono a stretto contatto in aree molto ristrette della città e dato che, nonostante i divieti imposti dalle autorità, celebrano riti collettivi.

“Di recente hanno sepolto un noto rabbino e per la cerimonia sono giunte migliaia di persone. La polizia non ha agito perché temeva che la celebrazione sfociasse in violenza”, racconta Andrey Glotser, un abitante di Gerusalemme. E questo sullo sfondo dell’ennesima impennata di contagi da COVID-19 nel Paese. Alcuni politici hanno già dichiarato che simili comportamenti da parte degli ultraortodossi mettono a repentaglio la campagna vaccinale, nonostante Israele sia in testa per numero di cittadini vaccinati.

“Ho sentito che molti sono preoccupati, ma questo è perché non conoscono l’efficacia dei vaccini. Gradualmente la situazione sta migliorando, sempre più persone sono informate. Io stesso mi sono vaccinato di recente”, sostiene Glotser.

Tuttavia, tra i credenti si diffondono molte fake news sul vaccino. Di recente il rabbino ultraortodosso Daniel Asor ha scosso i fedeli sostenendo che il vaccino “potrebbe far diventare omosessuali”.

E sebbene i leader israeliani abbiano condannato le parole di Asor e abbiano esortato pubblicamente a vaccinarsi, i comuni fedeli continuano ad avere dubbi. Ad esempio, alcuni cittadini sono preoccupati per il fatto che le iniezioni possano non essere kosher: infatti, alcuni comuni vaccini contengono la gelatina di maiale, un ingrediente vietato dall’ortodossia ebraica.

È halal?

Simili preoccupazioni scuotono i musulmani. Ad esempio, a inizio gennaio in Indonesia è arrivata una fornitura del vaccino cinese Sinovac. Il fatto che il vaccino sia o meno halal è una questione importante dato che il Paese è il primo al mondo per numero di fedeli di questa professione (202 milioni). I fedeli infatti si sono chiesti se il vaccino contenesse ingredienti proibiti.

© Sputnik . Alexander Vilf / Vai alla galleria fotograficaMusulmani durante la prega il giorno dell'Id al-fitr, la moschea-cattedrale di Mosca.
Vaccino contro il COVID-19: scelta difficile per milioni di credenti - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
Musulmani durante la prega il giorno dell'Id al-fitr, la moschea-cattedrale di Mosca.

 

Infatti, l’islam prevede che gli alimenti si dividano in halal (concessi) o haram (proibiti). In realtà, si tratta non solo di cibo, ma di qualsiasi cosa entri nell’organismo umano, inclusi cosmetici e farmaci. Pertanto, su richiesta dei fedeli, gli alimenti destinati a questi consumatori vengono segnalati con apposito marchio.

L’Indonesia è il primo Paese in cui è stato assegnato al vaccino il certificato di halal. I teologi l’hanno dichiarato “sacro per i credenti” e hanno così approvato la campagna vaccinale, sebbene per legge questa competenza sarebbe in capo al Ministero della Salute.

Il secondo Paese al mondo per presenza di musulmani è l’India. Qui le cose sono andate diversamente. Il Consiglio degli ulema (saggi dell’Islam) di Mumbai ha esortato le autorità ad astenersi dall’acquistare il vaccino contro il COVID il quale conterrebbe gelatina di maiale. Secondo i teologi, a contenerla sono anzitutto farmaci prodotti in Cina.

AstraZeneca logo - Sputnik Italia, 1920, 05.02.2021
Vaccini, Arcuri: parte martedì in Italia la somministrazione a under 55

Dello scandalo hanno tratto vantaggio le case farmaceutiche occidentali, anch’esse interessate a vendere il farmaco alla popolazione musulmana che conta 201 milioni di persone. Le società Pfizer, Moderna e AstraZeneca hanno assicurato di non utilizzare ingredienti di origine suina.

Probabilmente, questa dichiarazione sarebbe stata decisiva per l’India se il Consiglio degli ulema degli UAE, in base alle dichiarazioni del quale si orientano i musulmani di molti Paesi, non avesse affermato che qualsivoglia vaccino contro il COVID-19 è considerato halal indipendentemente dalla sua composizione.

Non vi sono alternative

In Russia invece non vi sono state richieste di massa alla Direzione spirituale musulmana in merito alla caratteristica di halal dei vaccini disponibili nel Paese, quelli prodotti dal Centro Gamaleya e da Vektor. Tuttavia, la questione rimane importante per una comunità che conta ben 20 milioni di persone. Infatti, la settimana scorsa i muftiati del Tatarstan e di Mosca hanno chiesto ai centri produttori del vaccino di rivelare la composizione dello Sputnik V e di EpiVacCorona. “Vorremmo aiutare la nostra comunità ad acquistare il prodotto più adatto. Dopotutto, la caratteristica di halal interessa non soltanto i musulmani. Se sono presenti ingredienti proibiti, sarà necessario convocare il Consiglio degli ulema che assumerà una decisione in merito al vaccino”, spiega Irek Ziganshin, direttore del centro Halal in seno alla Direzione spirituale dei musulmani del Tatarstan.

Come appurato dalla stampa, i centri russi produttori del vaccino hanno già dato seguito alla richiesta.

Secondo il mufti di Mosca Ildar Alyautdinov, i farmaci non contengono ingredienti di origine suina.

“I farmaci non contengono nemmeno linee cellulari”, aggiunge. “Porremo ulteriori questioni per formulare la relativa fatwā in merito ai vaccini”.

La Umma comunque sottolinea che la vita è il bene più prezioso. Pertanto, se un dato farmaco viene riconosciuto come l’unica alternativa, allora la religione islamica ne concederà l’uso.

“Lo stesso principio vale, ad esempio, per i farmaci che contengono alcol. E con il vaccino contro il coronavirus varrà lo stesso: per ora non abbiamo avuto riscontri diversi sul modo in cui arrestare la pandemia”, osserva il primo vicedirettore della Direzione spirituale musulmana di Russia, il mufti Damir Mukhetdinov.

Ragionamento analogo è anche quello della comunità ebraica. Il presidente del Consiglio dei rabbini europei, nonché rabbino di Mosca, Pinchas Goldschmidt osserva che per salvarsi la vita l’uomo “può violare praticamente tutte le leggi della Torah”.

I buddhisti invece (che i Russia sono più di 2 milioni) non presentano particolari restrizioni di natura alimentare e lo stesso vale per i vaccini.

© Sputnik . Kirill Braga / Vai alla galleria fotograficaTempi buddhisti della città di Elista, Russia
Vaccino contro il COVID-19: scelta difficile per milioni di credenti - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
Tempi buddhisti della città di Elista, Russia

 

“Se il vaccino è sicuro, ne raccomando personalmente l’inoculazione perché ritengo che sia di straordinaria importanza prevenire eventuali morti e interrompere la crisi sanitaria globale”, osserva il lama supremo della Calmucchia Telo Tulku Rinopche.

Cellule “immorali”

Nemmeno nel cristianesimo esistono particolari restrizioni di natura alimentare. Tuttavia, sono proprio i cristiani in tutti il mondo ad essere maggiormente preoccupati per il vaccino contro il coronavirus.

Già in primavera negli USA si sono tenute manifestazioni in cui i credenti si oppongono all’utilizzo della linea cellulare HEK 293 per la preparazione dei vaccini. Infatti, questa linea cellulare fu estratta nel 1973 da un embrione abortito. In sostanza, si tratta di un dilemma di natura etico-morale: è possibile inoculare un vaccino ottenuto sacrificando una vita umana? Quest’ultima, infatti, secondo il cristianesimo, si viene a creare nel momento del concepimento. Proprio per questo i cristiani in generale si oppongono all’aborto e alla fecondazione assistita.

Negli ultimi anni il tema è stato discusso a più riprese. E le parti non sono riuscite a trovare un punto d’incontro. Alla fine dello scorso anno Washington ha tentato di tranquillizzare i credenti.

“Se i cittadini non hanno altra scelta vaccinale se non quella ottenuta in maniera amorale, allora questa diventerà accettabile dal punto di vista morale”, si sosteneva del documento indirizzato al Papa di Roma.

Ma questo non ha sortito alcun effetto: il documento si è solo aggiunto alla pletora di argomenti dei detrattori di Papa Francesco che continuano a criticarlo per il suo approccio “troppo liberale” alla fede e alla violazione dei dogmi. Continuano a diffondersi voci riguardo al presunto “utilizzo di carne umana” nei vaccini.

© SputnikLa benedizione di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco
Vaccino contro il COVID-19: scelta difficile per milioni di credenti - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
La benedizione di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco

Hanno fatto sentire la loro voce anche gli ortodossi russi. Le preoccupazioni in merito all’impiego della HEK 293 si ritrovano in più fonti, anche televisive.

Al momento in cui viene pubblicato questo materiale il Centro Gamaleya non si è espresso in merito all’utilizzo della linea cellulare HEK 293. Tuttavia, nella descrizione di cui al brevetto del vaccino si legge che la linea è stata impiegata nel processo di creazione dello Sputnik V, ma non è presente nel farmaco finale. A loro volta i produttori di EpiVacCorona hanno assicurato che “le linee cellulari non sono state utilizzate e non saranno utilizzate”.

Una contrapposizione complessa

Il divieto ai farmaci ottenuti in “maniera immorale” è sancito in uno dei principali documenti della Chiesa ortodossa russa sul tema delle moderne tecnologie intitolato Principi di concezione sociale.

“Interpretando l’aborto come peccato mortale, la Chiesa non può trovarvi giustificazione nemmeno nel caso in cui dalla distruzione di una vita umana già concepita qualche eventualmente possa trarne vantaggio per la propria salute”, si legge nel documento.

Tuttavia, rappresentanti di alto profilo della Chiesa ortodossa russa sostengono la necessità di sottoporsi alla vaccinazione. Ad esempio, in tal senso si è espresso il metropolita Volokolamsky Ilarion, direttore del dipartimento delle relazioni esterne della Chiesa, il quale si è vaccinato. Il metropolita non si è però espresso in merito alla presenza di contrapposizioni tra la morale e le necessità di ordine sanitario. Nemmeno l’Ufficio sinodale del Patriarcato di Mosca per le relazioni della Chiesa con la società e i media si è espresso in merito.

Possibile un compromesso?

Per la Chiesa la questione è effettivamente molto complessa, ammette il sacerdote Roman Tarabrin che partecipa all’elaborazione dei documenti religiosi relativi all’utilizzo delle biotecnologie. Nemmeno all’interno della Chiesa ortodossa russa esiste una opinione unica sul tema.

Polizia statunitense - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2021
USA, un uomo ruba auto contenente vaccini contro il COVID-19

Ma questo, a suo avviso, non significa che i credenti non debbano vaccinarsi. Al contrario, esiste anche un precedente in tal senso: nel 2009 sulla scorta delle controversie relative al vaccino contro il morbillo il sito ufficiale del Patriarcato di Mosca pubblicò una dichiarazione della Comunità dei medici ortodossi.

Questi, da un lato, ammettevano la “tragicità e la contraddizione della situazione venutasi a creare”. Dall’altro, davano il via libera all’inoculazione di vaccini contenenti HEK 293. Per una sola ragione.

“Le azioni peccaminose in esito alle quali si ricevono cellule diploidi umane utilizzate in questo caso per la produzione dei vaccini furono poste in essere alcune decine di anni fa e non denotano un intento di perseveranza. Ad ogni modo vale la pena osservare che non fu posta in essere una distruzione intenzionale del feto finalizzata all’ottenimento di cellule diploidi. L’impiego di vaccini ottenuti a partire da cellule diploidi ha salvato la vita e ha evitato la comparsa di malformazioni per molte migliaia di persone”, sottolineano gli autori della dichiarazione.

Secondo Tarabrin, quest’approccio semplifica enormemente il problema per i credenti. Sebbene si sia costretti comunque a scegliere “il minore dei mali”.

A sua volta una fonte nel Patriarcato moscovita che preferisce rimanere anonima sostiene che tutte le opinioni sul tema siano personali. Infatti, la Chiesa ortodossa russa anche da affidamento a Principi di concezione sociale.

© Sputnik . Sergey Pyatakov / Vai alla galleria fotograficaPatriarcha Kirill durante la messa di Natale
Vaccino contro il COVID-19: scelta difficile per milioni di credenti - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
Patriarcha Kirill durante la messa di Natale
“Qualsivoglia utilizzo di tessuti abortivi, anche per la produzione di vaccini, non può trovare giustificazione da un punto di vista morale”, osserva la fonte. “Chi definisce questo atto una donazione deve capire che la donazione, così come qualsiasi altro sacrificio, dev’essere volontaria in una comunità che rispetti sani principi morali”.

Ad ogni modo i credenti dovranno sempre operare una scelta quando si parla di vaccinazioni. La Chiesa mette in guardia dalla necessità di non discriminare chi non si vaccina per motivazioni personali.

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