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Mutilazioni genitali femminili, l'orrore anche in Italia: "80mila ragazze coinvolte"

© REUTERS / Goran TomasevicDonna dopo attentato Garissa
Donna dopo attentato Garissa - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
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Nella Giornata internazionale della tolleranza zero per le mutilazioni femminile, Amref Healt Africa lancia un progetto per “prevenire e contrastare la violenza di genere rappresentata dalle Fgm” nelle principali città italiane.

Ragazzine adolescenti, ma anche bambine piccolissime. Sono 200 milioni nel mondo le giovani donne costrette a subire le mutilazioni genitali femminili. Una pratica a dir poco barbara. Papa Francesco nei giorni scorsi l’ha definita “una vigliaccheria e un degrado per gli uomini e per tutta l’umanità”.

Si tratta, come ricorda l’Amref in un comunicato stampa, di 44 milioni di bambine fino a 14 anni e di 3,9 milioni di ragazze. I racconti di chi è stata sottoposta a questa pratica fanno venire i brividi. Nei villaggi dell’Africa le ragazzine vengono immobilizzate e senza anestesia viene loro asportata parte dei genitali, spesso con mezzi di fortuna, come lamette o addirittura pezzi di vetro.  

600mila donne coinvolte in Europa

Un’atrocità che coinvolge centinaia di migliaia di ragazze anche in Italia ed in Europa. Sono 600mila le vittime di questa forma di violenza nel Vecchio Continente e 80mila nel nostro Paese.

Sono molte, infatti, le famiglie straniere che non vogliono rinunciare a questa tradizione e che, per aggirare le leggi italiane, sottopongono le ragazzine all’operazione nel proprio Paese d’origine, anche se sono sempre di più i Paesi africani che hanno iniziato a vietare la pratica.

Nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale della tolleranza zero per le Mutilazioni Genitali Femminili (FGM), le associazioni che si occupano di diritti umani denunciano come la pandemia abbia provocato un aumento di questa pratica nei Paesi più poveri, così come quella dei matrimoni forzati.

L'impatto negativo del Covid

Si parla di ulteriori “due milioni di casi nel prossimo decennio che sarebbero stati altrimenti evitati, e la riduzione di un terzo dei progressi finora ottenuti”. “La ragione più comune presentata – si legge  in un report di Amref - è stata la chiusura delle scuole (50%) e la conseguente permanenza a casa”.

Ad essere ridimensionati a causa della pandemia anche il sostegno alle vittime e i programmi di prevenzione.

L’obiettivo dell’associazione, comunque, resta quello di “porre fine alla pratica entro il 2030”.

La sfida di Amref in Italia

Per questo Amref Health Africa, è impegnata anche sul territorio nazionale, a Milano, Torino, Padova e Roma, per “prevenire e contrastare la violenza di genere rappresentata dalle mutilazioni genitali femminili (Fgm)”.

“In Italia, oggi, facciamo ciò che in Africa portiamo avanti da oltre vent’anni, mossi dall’inconfutabile consapevolezza che ogni donna ha il diritto di essere libera”, spiega Paola Magni, referente per i progetti di contrasto alle Fgm di Amref Health Africa.

“Siamo felici – ha aggiunto - che gli elementi che come Amref difendiamo, siano condivisi dall’Unione Europea ed inclusi nelle nuove ‘Linee guida sull’Uguaglianza di Genere e Empowerment di Donne, Ragazze e Bambine (2020-2024)’, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo”.

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