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Giornata di consultazioni: Draghi chiude con il Movimento 5 Stelle

© Foto : foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della RepubblicaLa delegazione dei gruppi parlamentari "Movimento 5 Stelle", in occasione delle consultazioni
La delegazione dei gruppi parlamentari Movimento 5 Stelle, in occasione delle consultazioni - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
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Il Movimento 5 Stelle fa retromarcia, e dopo le parole iniziali di Crimi che a caldo aveva detto "mai con Draghi al governo", dopo la "correzione" di Grillo dice che è necessario “preservare il lavoro fatto”.

Si chiude con l’incontro tra Mario Draghi e il Movimento 5 Stelle la giornata di consultazioni alla ricerca di una maggioranza per un nuovo governo a trazione Draghi.

Il sì sembra ormai scontato dopo avere incassato la disponibilità anche di Matteo Salvini.

Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
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E Vito Crimi, per il M5S, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato afferma che “nel Movimento 5 Stelle c’è piena consapevolezza della necessità di un governo. Abbiamo detto a Draghi che in questo ultimo anno e mezzo alcune forze politiche di maggioranza hanno lavorato insieme e ottenuto risultati importanti.”

Se si formerà un governo, ha proseguito Crimi, dovrà avvenire “su questa base” e cioè partire da quanto si è fatto.

Vito Crimi dice di aver sottolineato l’importanza di “preservare il lavoro fatto” dal governo Conte bis in questo anno e mezzo. Inoltre i grillini hanno anche chiesto che sarebbe opportuno far nascere un esecutivo con “una maggioranza politica, una maggioranza politica solida, che possa sostenere un governo solido”.

Grillini e il prevertice con Grillo, Casaleggio e Conte

Prima di incontrare Draghi, il Mowimento 5 Stelle si è riunito a Montecitorio in una edizione unica che nemmeno durante gli Stati generali di novembre si era vista.

Erano presenti infatti Beppe Grillo e anche Davide Casaleggio, quest’ultimo in qualità di presidente dell’associazione Rousseau.

Presente inoltre il presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte, il quale un paio di giorni fa aveva confermato ai pentastellati la sua disponibilità nel presente e nel futuro della politica italiana.

Un incontro per fare cosa? Per stabilire cosa dire a Draghi e per serrare i ranghi, e anche per far digerire Mario Draghi a chi in seno al Movimento la pensa come Alessandro Di Battista (non presente).

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