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Challenge dell’assurdo via WhatsApp: ‘Gioca con me o mi suicido’

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaUna ragazza usa lo smartphone per girare un video
Una ragazza usa lo smartphone per girare un video - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
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Gioca con me alla challenge o mi suicido le dice su WhatsApp, ma lei confida tutto alla madre e fanno intervenire la Polizia di Stato che sventa il possibile suicidio di un 13enne.

Non è solo TikTok, le challenge online dell’assurdo sono anche sui servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, una preadolescente di Cuneo di 13 ha conosciuto un suo coetaneo della provincia di Varese su WhatsApp, probabilmente attraverso un gruppo.

Il ragazzo ha obbligato la ragazza a rispondere alle sue domande entro le ore 14 del giorno successivo o si sarebbe tolto la vita.

La ragazza ha confidato tutto alla madre e da qui la denuncia alla Polizia di Stato, la quale è intervenuta con gli specialisti informatici identificando anzitutto la madre del ragazzo, reale proprietaria dello smartphone e del numero (i minori non hanno numeri di cellulare intestati), e da qui sono giunti a casa del ragazzo.

I poliziotti hanno preso in custodia il ragazzo mentre la madre era a Milano per questioni di lavoro. Al suo rientro la donna ha confidato ai poliziotti che suo figlio stava vivendo un momento di disagio sociale.

Il giovane è già seguito dai servizi sociali, e secondo quanto appurato dagli agenti era realmente intenzionato a procurarsi del male con atti di autolesionismo, nei modi e nei tempi che aveva confidato alla ragazzina di cuneo che di fatto lo ha salvato confidando la vicenda a sua madre.

La Polizia di Stato ha segnalato il caso ancora una volta ai servizi sociali, ma anche alla Procura presso il Tribunale dei minori di Milano competente per la zona.

Le challenge mortali

Le challenge, ovvero le sfide sui social network o altri servizi di comunicazione, si sono moltiplicate negli ultimi anni.

E se la maggior parte di esse sono innocue, si sono insinuate anche sfide mortali come quella che a Palermo ha portato alla morte di una ragazzina di 10 anni.

Il Garante della privacy ha obbligato TikTok ad adottare tecnologie digitali in grado di vietare l’ingresso ai minori di 13 anni all’applicazione e di monitorare se preadolescenti accedono alla sua applicazione aggirando i divieti simulando una età anagrafica maggiore.

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