Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

2020: anno nero del lavoro, le prime vittime donne e giovani

© flickr.comDisoccupazione
Disoccupazione - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
Seguici su
Il 2020 ha portato via 440 mila posti di lavoro in Italia, questo è il quadro preoccupante che rivela l’Istat. Le prime vittime della crisi sono le donne, i giovani e gli autonomi. Quali provvedimenti politici e quali cambiamenti culturali sono necessari per uscire dalla crisi aiutando le fasce più colpite?

Solo nel mese di dicembre in Italia hanno perso il lavoro 101 mila unità, di cui 99 mila sono donne. Il tasso di disoccupazione giovanile con la crisi post-Covid ha raggiunto il 30%, chi oggi ha 30 anni ha vissuto sulla sua pelle le due più grandi crisi economiche dalla seconda guerra mondiale.

Quali politiche sono necessarie per risolvere questa preoccupante situazione? Sputnik Italia ne ha parlato con Massimiliano Mascherini, responsabile delle ricerche sulle politiche sociali per Eurofound, agenzia dell’Unione Europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

© Foto : Facebook / EurofoundMassimiliano Mascherini
2020: anno nero del lavoro, le prime vittime donne e giovani - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
Massimiliano Mascherini

— La crisi post Coronavirus si è fatta sentire sul lavoro e sull’occupazione. Secondo i dati Istat abbiamo visto che in Italia nel 2020 sono stati persi 440 mila posti di lavoro. Massimiliano Mascherini, è una situazione preoccupante, ma anche negli altri paesi europei è questo il quadro?

— La crisi si è fatta sentire in tutti i Paesi europei ovviamente. Le misure adottate al fine di controllare il Coronavirus hanno avuto un impatto tremendo da un punto di vista economico e sociale. I lockdown in tutta Europa hanno causato la chiusura di interi settori, si tratta di una crisi comparsa dal giorno alla notte nel marzo 2020. L’impatto sull’occupazione è stato molto forte, ma è stato comunque sia attutito da strumenti di protezione sociale implementati dai governi e dall’Unione Europea.

economia grafico - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
Occupazione in Italia, -444 mila nel 2020 dice l’Istat

Se guardiamo i dati sulla disoccupazione per quanto riguarda gli adulti si è passati in Europa da un 6,6% a marzo 2020 ad un 7,5% nel dicembre dello stesso anno. La crisi ha colpito tutta Europa, ma ha colpito i Paesi in modo differente. I settori che hanno subito più chiusure sono i settori del turismo, quello dei viaggi, dell’industria, della ristorazione e degli hotel.

I Paesi che avevano il settore turistico più sviluppato come i Paesi del Sud Europa hanno sofferto sfortunatamente l’impatto occupazionale più forte. L’Italia ha incrementato la sua disoccupazione dall’8,5% di marzo 2020 al 9% nel dicembre 2020, la Spagna è passata dal 14,4% al 16,2%.

— Ci parli della vostra indagine statistica Living, Working and Covid 19?

— Abbiamo svolto questo studio ad aprile e a luglio al fine di catturare l’impatto economico sociale sulla vita degli europei. Faremo un terzo round la settimana prossima. Abbiamo visto che circa un 10% ha perso il lavoro purtroppo nei primi mesi della crisi a livello europeo. Se guardiamo l’impatto sull’occupazione negli Stati Uniti vediamo che la disoccupazione è passata dal 3 al 13% in alcuni momenti della pandemia. La ragione di questo sono gli strumenti messi a disposizione dai governi dell’Unione. In Italia per esempio si parla adesso del rinnovo del congelamento dei licenziamenti, l’Unione Europea ha implementato lo SURE.

— Parliamo delle fasce maggiormente colpite dalla crisi. Perché le donne e i giovani pagano il prezzo più salato?

— Sicuramente i giovani e le donne sono le prime vittime della crisi globale. La ragione in parte sta nella settorialità della crisi. La crisi tende a colpire i settori in cui la partecipazione dei giovani e delle donne è più probabile: commercio, ristoranti, hotel, compagnie aeree. Ci sono altre dinamiche in alcuni Stati membri, ad esempio i giovani e le donne hanno una partecipazione al mercato del lavoro più atipica, con contratti a tempo determinato o part time, che durante una crisi non vengono rinnovati. Un altro fattore sono i lavori che non permettono un passaggio al telelavoro e allo smartworking. I settori fondamentali, come quello dei trasporti, sono a prevalenza maschile.

Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 27.10.2020
Renzi: chiudendo ristoranti e luoghi della cultura aumenta solo la disoccupazione

Per i giovani si tratta di una vulnerabilità nel mercato del lavoro che si ripete dopo la grande crisi del 2008 con tassi esplosivi di disoccupazione e di neet. Questo mostra la loro vulnerabilità sul mercato del lavoro. Ragazzi di 30 anni si trovano ad aver vissuto le due più grosse crisi economiche dalla seconda guerra mondiale.

— Quali sono le politiche necessarie per uscire da questa situazione? Partiamo dalle donne nel mondo del lavoro.

— Il problema dell’impatto sulla partecipazione femminile nel mondo del lavoro si risolve non solo con le politiche, ma è necessario un cambiamento culturale. Il lockdown e la chiusura delle scuole hanno fatto sì che le donne occupate con il telelavoro si siano ritrovate a dover coprire le loro responsabilità lavorative, ma anche a fornire più tempo per dare assistenza ai loro figli o alle persone più anziane. Questo ha provocato una spirale viziosa in cui le donne hanno visto il loro tempo comprimersi fra supporto per didattica on line dei figli e il lavoro.

© flickr.com / Dunkan C"Datemi un lavoro migliore" - e` il desiderio di molti giovani italiani
2020: anno nero del lavoro, le prime vittime donne e giovani - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2021
"Datemi un lavoro migliore" - e` il desiderio di molti giovani italiani

Con la nostra indagine sul Covid e il lavoro abbiamo visto gli indicatori del conflitto fra la vita privata e il lavoro: le donne con i bambini di età inferiore ai 10 anni soffrivano questo conflitto tre volte di più degli uomini con gli stessi bambini di 10 anni. La maggior responsabilità nel gestire la famiglia è ricaduta ancora una volta più sulle donne che sugli uomini. Per risolvere questo è necessario un cambiamento culturale.

— Per i giovani su quali politiche bisognerebbe puntare?

— Per dare un futuro ai giovani bisogna facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro. C’è bisogno di un ammodernamento delle strutture educative del Paese che siano più vicine a fornire delle abilità in linea con la richiesta del mercato del lavoro corrente. Bisogna rompere la spirale di precarietà in cui un giovane passa da uno stage all’altro per poi arrivare nel mercato del lavoro con un contratto a tempo temporaneo. Questa precarietà non permette ai giovani di fare la transizione completa verso l’età adulta: si resta per molti anni con contratti a tempo determinato, l’accesso ad un mutuo per comprare casa è molto difficile.

La fiera Mobile World Congress 2019 - Sputnik Italia, 1920, 23.01.2021
Recovery Plan, Ferrieri: “si investa in giovani e innovazioni, per l’Italia ultimo treno”

Occorre fare delle politiche per aiutare i giovani nella transizione completa verso l’età adulta, per esempio con il supporto per la casa. Con gli stipendi di oggi andare a vivere da soli ad una certa età è molto difficile per molti giovani. Questo crea ritardi nel costruire una famiglia, sia nel raggiungere una propria indipendenza. Ritardi che poi andiamo a pagare.

Non dimentichiamoci anche che abbiamo una coorte di giovani che a livello universitario e di scuole superiori terminerà i propri studi dopo aver fatto circa due anni di scuola attraverso la didattica a distanza. Si tratta di una soluzione di emergenza, però il suo rischio è che incrementi le diseguaglianze fra i giovani, fra chi viene da un ambiente più privilegiato e chi ha avuto più fatica e quindi ha meno possibilità. Le diseguaglianze vanno prevenute.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала