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Bosnia, quattro opere della street artist italiana Laika a sostegno dei migranti

Street artist Laika in Bosnia
Street artist Laika in Bosnia - Sputnik Italia, 1920, 05.02.2021
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Laika è stata questa settimana al confine tra Bosnia e Croazia, nelle località di Lipa, Bihac e Velika Kladusa, nel Cantone dell'Una Sana, per raccontare attraverso le sue opere le condizioni in cui versano i migranti nei campi profughi bosniaci.

Un uomo di spalle con la schiena sfregiata dalle botte della polizia di frontiera, le cui cicatrici formano le lettere EU; un bambino con le lacrime congelate; una donna che chiede aiuto alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, che però sembra non ascoltare; una bambina che salta una corda di filo spinato. Queste le quattro opere realizzate dalla street artist in alcuni luoghi simbolici che rappresentano la vita dei migranti: rifugi di fortuna nei quali abitano, i boschi di frontiera dove tentano il ‘game’, il campo di Lipa e nei pressi del campo Miral.

"Ho voluto vedere con i miei occhi quali fossero le condizioni di migliaia di persone bloccate alle porte dell’Europa. Freddo, scarsità di cibo e acqua e violenza da parte della polizia ogni volta che si prova ad entrare in Croazia: è questa la terribile routine dei migranti sulla rotta balcanica. Non c’è nulla di umano nel vivere così”, ha dichiarato l’artista.

“Persone incastrate in questo inferno da anni”

Laika ha raccontato di aver incontrato “persone incastrate in questo inferno da anni”.

“Come Ahmed che viene dal Pakistan ed è bloccato in Bosnia da cinque anni e sogna di lavorare in un hotel, o Brahim, un ragazzo berbero fuggito dall’Algeria, che racconta con rabbia l’esperienza dei pushback, i rimpatri illegali, a Trieste”.

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“Rimanendo in silenzio si diventa complici”

Le opere di Laika vogliono fungere da monito all'Unione Europea e chiedono poche cose ma nette: accogliere queste persone e garantire loro delle condizioni di vita umane, punire e fermare la violenza di quegli stati europei che si accaniscono sui corpi di queste persone e, soprattutto, stroncare la rete del traffico di esseri umani.

“Noi cittadini europei non possiamo accettare che questa violazione dei diritti umani accada deliberatamente. Lasciar che ciò accada significa essere complici di una violenza che non appartiene ai VALORI COMUNITARI. Una forte presa di posizione farebbe guarire quelle dolorose cicatrici. A rimanere in silenzio, invece, si diventa complici” ha concluso l’artista.

Migliaia di migranti senza un alloggio adeguato in Bosnia

Sono circa 2.000 i migranti senza un alloggio adeguato in Bosnia Erzegovina, in particolare nel cantone Una-Sana, secondo stime Onu. Quattro eurodeputati italiani hanno visitato il campo profughi di Lipa la scorsa settimana e sono stati bloccati al confine croato dalla polizia mentre erano in missione sulla rotta balcanica. 

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