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Biden nomina ufficialmente l'ex ambasciatore in Russia Burns come nuovo capo della CIA

© Sputnik . POOL / Vai alla galleria fotograficaUS Ambassador Extraordinary and Plenipotentiary to Russia William Burns (left) presented his credentials to Russian President Vladimir Putin in the Kremlin.
US Ambassador Extraordinary and Plenipotentiary to Russia William Burns (left) presented his credentials to Russian President Vladimir Putin in the Kremlin. - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2021
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Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ufficialmente nominato l'ex vice segretario di Stato ed ex ambasciatore americano a Mosca William Burns, come nuovo capo della CIA.

Dopo i primi rapporti sulla scelta sorprendente del diplomatico per l'ufficio a gennaio, la vicepresidente Kamala Harris ha detto che Burns è il candidato perfetto per essere un capo "apolitico" dell'agenzia di spionaggio.

"Candidature inviate al Senato: William Joseph Burns (…) come direttore della Central Intelligence Agency", si legge in una dichiarazione della Casa Bianca.

Ora spetta al Senato approvare il candidato dopo un'audizione.

La scelta era stata originariamente annunciata l'11 gennaio ed era arrivata inaspettatamente, poiché Burns è destinato a essere il primo diplomatico di carriera a essere mai stato a capo della CIA.

© AP Photo / Saurabh DasL'allora vice segretario di Stato William Burns a New Delhi (2014)
Biden nomina ufficialmente l'ex ambasciatore in Russia Burns come nuovo capo della CIA - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2021
L'allora vice segretario di Stato William Burns a New Delhi (2014)

Burns è stato Direttore senior per gli affari del Vicino Oriente e dell'Asia meridionale presso il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti tra il 2001 e il 2005 ed è stato tra i funzionari che avevano messo in guardia il Presidente George W. Bush dal rovesciare il governo iracheno nel 2002.

Nel 2005 è diventato inviato degli Stati Uniti in Russia, ha lavorato a Mosca fino al 2008, dopodiché ha servito come vice segretario di stato dal 2011 al 2014. Secondo quanto riferito, il diplomatico era "al posto di guida" dei negoziati statunitensi con Teheran, riguardanti il programma nucleare iraniano. È stato anche uno dei fautori attivi della politica di "ripristino" del 2009, cercando di frenare le crescenti tensioni tra Mosca e Washington.

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