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Scienziati confrontano il ritmo dell'invecchiamento in Russia e in Europa

Uomo anziano - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2021
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La ricerca ha visto coinvolti due gruppi di volontari rappresentanti la categoria professionale dei ricercatori scientifici rispettivamente residenti in Russia e nell'Unione europea.

In un recente studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Investigation in Health, Psychology and Education, gli scienziati dell'Università statale psico-pedagogica di Mosca (MSUPE) hanno messo a confronto le peculiarità dell'invecchiamento in soggetti impiegati in professioni intellettuali in Russia e nell'Unione europea.

Stando a quanto riportato nell'indagine, il ritmo di invecchiamento biologico e psicologico di coloro che risiedono in Europa subisce un rallentamento intorno alla mezza età, per poi riavvicinarsi a quello dei cittadini russi una volta superati i 65 anni.

Oggi sono sempre di più in tutto il mondo i Paesi che decidono di innalzare l'età pensionabile, un fatto in parte spiegabile per l'appunto con il rallentare dell'invecchiamento individuale, l'allungamento dell'aspettativa di vita media alla nascita, l'incremento della loro attività a livello fisico e intellettuale.

Secondo gli esperti, l'invecchiamento è un processo che è influenzato da fattori quali l'età psicologica e altre dinamiche legate all'età biologica dell'organismo.

Lo studio

Partendo da tale presupposto, gli scienziati hanno valutato l'andamento degli indicatori relativi all'età psicologica e biologica di due gruppi di cittadini russi di età compresa tra i 32 e i 70 anni rappresentanti di professioni attive nel mondo della ricerca.

Il primo di tali gruppi era composto da uomini e donne residenti nel proprio Paese di origine, mentre il secondo da russi emigrati nell'Unione europea.

All'indagine hanno preso parte in qualità di volontari ricercatori, professori universitari, impiegati di centri idi ricerca e specialisti di professioni affini.

I dati raccolti sulla base dell'indagine permettono di affermare che coloro che svolgono una professione di tipo intellettuale vivono in media più a lungo e sono meno esposti al rischio di una morte prematura:

"Sull'invecchiamento individuale influiscono il Paese di residenza e l'attività professionale. L'invecchiamento psicologico soggettivo dipende in misura maggiore dal Paese di provenienza, mentre quello biologico dalla professione e da altri fattori obiettivi", ha riferito a tal merito Tatyana Berezina, professoressa presso la cattedra di Fondamenti scientifici di Psicologia Estrema della Facoltà di Psicologia estrema della MSUPE.

Invecchiamento biologico e psicologico

Gli esperti, durante il loro lavoro, hanno preso in considerazione tanto le componenti soggettive quanto quelle oggettive dell'età biologica dell'individuo, fatto questo che ha portato all'insorgenza del fattore di massima divergenza nel confronto tra russi ed europei.

"In qualità di fattore oggettivo è stata considerata la valutazione dello stato di salute individuale, mentre per quanto riguarda il fattore oggettivo è stato tenuto in conto del tempo di mantenimento dell'equilibrio statico [con la gamba destra piegata verso il ginocchio e le mani collocate lungo il busto. Ad esempio, a 40 anni la norma per il mantenimento dell'equilibrio è di 20 secondi, ndr]. L'indagine non ha evidenziato fattori oggettivi di differenziazione per quanto riguarda lo stato di salute di cittadini russi ed emigrati, mentre per quanto concerne il giudizio soggettivo sullo stato di salute è stato rilevato il maggior dislivello, con i cittadini 'europei' che tendono a ritenersi mediamente più sani. Tale fatto è inoltre confermato dalla percezione dell'età psicologica soggettiva", ha rilevato la Berezina.

La professoressa ha quindi sottolineato come le modifiche alla situazione psicologica, l'orientamento verso un ambiente circostante diverso da quello della Russia porta i ricercatori emigrati a ritenersi più giovani, a prendersi cura maggiormente della propria salute e a considerarla maggiormente. Tutto ciò a dispetto del fatto che i fattori oggettivi dello stato di salute possono essere non altrettanto positivi rispetto a quelli degli europei propriamente detti e di una probabilità più bassa di vedere la propria aspettativa di vita allungarsi.

"Inoltre, nei russi si osserva un certo stress da pensione: sia gli uomini che le donne, nella fascia compresa tra i 51 e i 65 anni presentano un peggioramento delle caratteristiche biologiche della salute, fatto questo che conduce ad un'accelerazione del processo di invecchiamento dell'organismo, peraltro assente sia nel periodo immediatamente precedente che in quello successivo.  Nei russi emigrati in Paesi dell'Ue non è stato individuato alcuno stress da pensione che possa influire sull'invecchiamento individuale dell'organismo", ha proseguito la scienziata.

Secondo la Berezina, differenziazioni più importanti sono invece state osservate quanto riguarda la dinamica di invecchiamento psicologico. I russi fino ai 65 anni giudicano la propria età soggettiva sostanzialmente equivalente all'età anagrafica, mentre gli emigrati hanno la tendenza a considerare la propria età inferiore rispetto ad essa.

Nelle donne nella categoria tra i 51 e i 65 anni si parla di una differenza di circa 10 anni, mentre per quanto riguarda gli uomini si arriva addirittura ai 20 anni.

Tra le tendenze generali, i ricercatori hanno poi rilevato che gli uomini presentano un invecchiamento più rapido tanto a livello psicologico quanto biologico sia in Russia che in Europa.

Inoltre, sia le donne che gli uomini prima dei 35 anni tendono a sopravvalutare la propria età psicologica rispetto a quella anagrafica, mentre dopo i 65 anni avviene l'esatto contrario.

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Metodo di ricerca e risultati

Per il proprio studio gli autori hanno utilizzato dei metodi di valutazione dell'età biologica basati su fattori relativi alla salute, sull'età psicologica soggettiva e diversi altri.

I risultati della ricerca, condotta con il supporto del Fondo scientifico russo, permettono di presupporre che la differenziazione nelle dinamiche di invecchiamento relativo in soggetti rappresentanti la categoria professionale dei ricercatori residenti in Russia e in Ue è da individuarsi non tanto a livello biologico, quanto psicologico.

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