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Myanmar, donna fa sport mentre alle sue spalle si consuma il colpo di stato militare - Video

© Foto : Facebook/ Khing Hnin WaiKhing Hnin Wai fa aerobica mentre si consuma il colpo di stato militare in Myanmar
Khing Hnin Wai fa aerobica mentre si consuma il colpo di stato militare in Myanmar - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2021
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In un video diventato in breve tempo virale è possibile vedere una donna birmana fare sport come se nulla fosse mentre alle sue spalle si intensifica la presenza dei militari.

Nel giorno del golpe militare in Myanmar, una donna birmana di nome Khing Hnin Wai ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una sequenza filmata che la mostra nell'atto di fare sport per strada mentre alle sue spalle compaiono i convogli dell'esercito.

Nei circa tre minuti di durata del video la donna, che si definisce un'insegnante di educazione fisica, continua imperturbabile a svolgere gli esercizi nonostante il passaggio dei veicoli dei militari.

Molti utenti del web si sono interrogati sull'autenticità del video, con la stessa Khing Hnin Wai che ha però fugato ogni dubbio, pubblicando diversi video che testimoniano come anche in passato avesse fatto sport nel medesimo luogo.

Il golpe dell'esercito in Myanmar

La giornata di ieri, quella che in Myanmar avrebbe dovuto formalizzare i risultati delle elezioni dello scorso 8 novembre, quando la NLD di Aung San Suu Kyi aveva ottenuto l’83 per cento dei seggi disponibili, è sfociata in quello che è a tutti gli effetti definibile un colpo di stato militare.

Qualche giorno fa, dopo aver provato ad appellarsi alla Corte Suprema per contestare l'esito del voto, i militari avevano minacciato di passare all’azione, circondando il Parlamento con i soldati.

E così, dopo aver visto rifiutate le proprie istanze, l’esercito ha fermato i leader della NLD, tagliato le linee telefoniche ed internet, cancellato tutti i voli e proclamato un anno di stato d’emergenza. Una prerogativa, quest’ultima, riservata all’esercito dalla costituzione del 2008.

In un attimo il Paese, che dal 2011 aveva iniziato il proprio percorso di riforme democratiche è ripiombato nei suoi anni più bui. A finire dietro le sbarre, oltre ad Aung San Suu Kyi e al presidente U Win Myint, sono stati i principali ministri, gli oppositori politici, scrittori e attivisti, per un totale di circa 45 persone.

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