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Shamil Tarpishev: grazie a Eltsin scampata la guerra civile

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaBoris Eltsin, il primo presidente della Federazione Russa.
Boris Eltsin, il primo presidente della Federazione Russa. - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
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Negli anni ’90 il tennis era considerato di diritto lo sport principale della Federazione Russa: il primo presidente del Paese Boris Eltsin, per quanto lo amava, lo definì persino “presidenziale”.

Shamil Tarpishev, membro del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e presidente della Federazione russa di tennis, ha rilasciato un’intervista a Sputnik in cui parla del suo rapporto con Eltsin, che persone Eltsin fosse e in che modo abbia influito sulla nazionale di tennis.

Lunedì 1° febbraio 2021 si celebra il novantesimo anniversario della nascita di Boris Eltsin che guidò la Federazione Russa tra il 10 luglio 1991 e il 31 dicembre 1999.

© Sputnik . Vladimir Astapkovich / Vai alla galleria fotograficaShamil Tarpishev, membro del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e presidente della Federazione russa di tennis
Shamil Tarpishev: grazie a Eltsin scampata la guerra civile - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
Shamil Tarpishev, membro del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e presidente della Federazione russa di tennis
— Boris Eltsin oggi compirebbe 90 anni. L’ha introdotto Lei al tennis oppure già prima di incontrarla era amante di questo sport?

— Eltsin cominciò a giocare prima di incontrarmi. Il primo incontro ravvicinato con Eltsin avvenne casualmente in un sanatorio a Yurmala, sul Golfo di Riga. Sulla spiaggia giocavamo a calcio, la palla si allontanò e così ci incontrammo. Proposi a Eltsin di giocare a tennis e lui rispose: “Non sono molto bravo, ho cominciato da poco”. Allora gli ho proposto un doppio. Eltsin risposte: “Il doppio non l’ho mai provato”. Lo convinsi a provare e giocammo un doppio.

© Sputnik . Dmitry Donskoy / Vai alla galleria fotograficaBoris Eltsin (a destra) e Shamil Tarpishev (a sinistra) dopo aver giocato a tennis.
Shamil Tarpishev: grazie a Eltsin scampata la guerra civile - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
Boris Eltsin (a destra) e Shamil Tarpishev (a sinistra) dopo aver giocato a tennis.

— Che tipo di tennista era Eltsin?

— Considerava il tennis come uno strumento per rilassarsi dopo una giornata difficile. Mi diceva che mentre giocava a tennis la sua testa si sconnetteva e si riposava completamente. Giocava per mantenersi recettivo alle emozioni e pronto a lavorare. Per lui era un’avventura dopo la giornata di lavoro. Eltsin aveva un passato da pallavolista. Chiaramente riuscì a trasferire facilmente al tennis le competenze che già aveva. Giocavamo soprattutto in coppia e ci veniva piuttosto naturale. Io sono un professionista, mentre lui era alle sue prime esperienze: quindi, era difficile che perdessi contro di lui.

Quanto invece ai set giocati da singolo, in quel caso lo sforzo è maggiore perché bisogna muoversi di più. Pertanto, la maggior parte dei tornei VIP continua anche oggi ad essere giocata in modalità doppio.

— Quando vi furono importanti vittorie o sconfitte alla Coppa Davis, Eltsin riuscì in qualche modo a esprimere il suo scontento o al contrario a congratularsi con la nazionale?

— Naturalmente Eltsin ha assistito a tutte le partite della Coppa Davis. Quando vincemmo per la prima volta, Eltsin sedeva a fianco di Jacques Chirac e si sporse persino dalla balconata per congratularsi con i giocatori russi sul campo. Se ne intendeva di tennis. Al tempo molti VIP giocavano a tennis, ma con Eltsin non perdevamo.

© Sputnik . Vladimir Rodionov / Vai alla galleria fotograficaDa sinistra a destra: il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il presidente russo Boris Eltsin, il presidente francese Jacques Chirac dopo la firma dell'Atto istitutivo Russia-NATO.
Shamil Tarpishev: grazie a Eltsin scampata la guerra civile - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
Da sinistra a destra: il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il presidente russo Boris Eltsin, il presidente francese Jacques Chirac dopo la firma dell'Atto istitutivo Russia-NATO.

— Allo Stadio Olimpico di Mosca a Eltsin era riservata una tribuna speciale, vero?

— Ma quale tribuna! Noi sedevamo sulla stessa tribuna che veniva sorvegliata. Con noi c’era anche la moglie di Eltsin, Naina. A vedere il tennis c’era sempre moltissima gente, quindi non si poteva riservare una tribuna speciale per Eltsin.

— Come incideva sui giocatori la presenza del presidente?

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— Ogni volta che presenziava Eltsin era per i tennisti un motivo di movimento. Eltsin parlava con i tennisti, c’era un rapporto di amicizia. Ha più volte invitato i giocatori a casa sua. I rapporti erano davvero stretti.

— A cosa si dovette la vittoria ad opera della Russia dell’oro olimpico nel 1994?

— Nel 1992 la squadra dei Paesi della CIS, chiamata la Squadra unita, fu la migliore alle Olimpiadi di Barcellona. Allora avevamo 45 medaglie d’oro in palmarès. Due anni dopo alle Olimpiadi di Lillehammer la Russia conquistò 11 medaglie d’oro. Nel 1998 ad Atlanta la nazionale russa si posizionò seconda con 26 medaglie d’oro. Al tempo, dunque, la Russia godeva di grande prestigio. Ricordo che in un solo anno Eltsin ricevette per ben 3 volte Juan Antonio Samaranch (il capo del CIO), mentre prima Samaranch non era mai stato invitato. Molti si aspettavano che la Russia fallisse ai Giochi del 1994, mentre arrivammo primi per numero di medaglie. Allora conquistare 11 medagli d’oro era un numero impressionante. Superammo la Norvegia che ne guadagnò 10. Dopo il secondo posizionamento ad Atlanta fu chiaro che la Russia non solo non aveva fallito, ma anzi aveva dimostrato al mondo intero la propria forza.

Nessuno oggi se lo ricorda, ma le Olimpiadi non si vincono per caso. Ricordo che Samaranch disse di voler vedere una Russia forte negli sport. Eltsin mi chiese: “Secondo te come ci posizioneremo a Lillerhammer?”. Io risposi: “Secondo le mie stime terzi. Saremo primi solo se la situazione giocherà a nostro favore”. A questo Eltsin rispose: “No, dobbiamo essere per forza primi”. E il presidente fece tutto quello che poté dal punto di vista della preparazione perché la Russia potesse posizionarsi prima dopo l’abbandono delle repubbliche sovietiche.

— L’immagine che i russi hanno di Eltsin corrisponde alla realtà oppure no?

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— Credo che Eltsin in quanto persona fosse ai più sconosciuto al tempo. Ricordo di avergli persino detto: “Eltsin, dovrebbero scrivere un libro su di Lei come persona. È una buona prospettiva che non viene mai trattata e sarebbe del tutto appropriata”. Eltsin mi guardò e disse: “Vuoi forse che scriva una autobiografia?”. Eltsin godeva di una salute di ferro prima del primo infarto. Il 6 marzo stavamo giocando a tennis presso la sua residenza. Eltsin dice: “Domani compirai gli anni. Dobbiamo ricordarcelo”. La mattina dopo mi chiama e dice: “Andiamo a fare il bagno”. L’acqua era a 7,4°C, dal cielo scendeva pioggia mista a neve, a filo d’acqua si era formata una poltiglia di neve. Ma noi andammo comunque a fare il bagno. Mi tuffai in acqua e con Korzhakov (la guardia del corpo di Eltsin) ci immergemmo. Eltsin a piedi nudi sui ciottoli mentre si asciugava ci disse: “Allora facciamo un secondo tuffo?”.

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Eltsin recuperava facilmente il fiato. Riusciva a resistere sott’acqua, anche a quelle temperature, fino a 2 minuti.

E aggiungo anche che aveva una lingua molto tagliente e veniva difficilmente battuto in conversazione: quando invitava qualcuno, poneva domande perspicaci di natura psicologica. Si sentiva quanto fosse forte internamente. Ho avuto modo di assistere a diverse situazioni in cui le persone invitate arrivavano con una convinzione e uscivano con quella opposta. Eltsin aveva un’aura molto forte.

Vi ricordate che abbiamo detto che nello sport è bravo chi gioca meglio sotto stress? Ecco, questo vale anche per la vita. I politici più forti anche nelle situazioni più difficili si esprimono con chiarezza e agiscono. Questo era Eltsin. Qualcuno dice che in alcune occasioni Eltsin abbia preso decisioni ambigue.

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Questo è perché al tempo nessuno si prendeva responsabilità. Eltsin leggeva tutte le scartoffie, aveva una memoria da elefante. E si consideri che queste carte dovevano essere lette per intero e siglate. Doveva fare tutti lui, era un lavoro incredibile. Eltsin preferiva andare a dormire presto per avere la mattina da dedicare alle scartoffie. Ma comunque due volte a settimana andavano a giocare a tennis alle 7, prima del lavoro. Era un gran lavoratore.

Ci sono stati casi di match importanti in cui Eltsin colpiva la pallina con il bordo della racchetta, la pallina colpiva la rete e finiva dal lato dell’avversario. È come se la forza di Eltsin guidasse la pallina! E questo accadeva spesso.

— Le persone si accorgevano dell’aura speciale di Eltsin quando lo incontravano?

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— C’erano casi in cui incontrava la gente e toglieva da loro ogni preoccupazione. Durante il suo mandato non vi fu alcuna guerra civile anche se il petrolio si vendeva a 10 dollari al barile. Non capiamo più nulla quando un barile costa 30 dollari, mentre al tempo costava 3 volte meno. La gente finì in quella situazione, ma grazie a Eltsin si riuscì a evitare la guerra civile. Sono convinto che scriveranno ancora di noi quando si capirà cos’è stato fatto in quel periodo. Vi sono persone che, ignare del contesto, dicono sciocchezza di quel periodo. È inutile parlare con quelle persone.

© Sputnik . Vladimir Fedorenko / Vai alla galleria fotograficaIl primo presidente della Russia Boris Eltsin con sua moglie Naina - durante la Coppa Davis.
Shamil Tarpishev: grazie a Eltsin scampata la guerra civile - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
Il primo presidente della Russia Boris Eltsin con sua moglie Naina - durante la Coppa Davis.

Vanno dette assolutamente alcune parole riguardo la famiglia di Eltsin. Boris era un ottimo padre di famiglia. Naina è una persona comprensiva e molto affidabile. Vivevano in totale sintonia e lo stesso vale anche per i loro figli. È difficile immaginarsi un forte leader senza un sostegno forte come quello familiare. La moglie Naina frequenta anche oggi i match, è una grande tifosa, si interessa di tennis. E la Fondazione Eltsin eroga sovvenzioni per 3 diverse fasce d’età. Naina Eltsin invita i bambini alla dacia, cucina i biscotti e le ciambelle, prepara il tè. È in grado di creare una vera atmosfera familiare. Tutti i nostri più forti tennisti sono passati dalla Fondazione. E tutti ricordano con affetto questi aspetti perché sono parte integrante della nostra ricca storia russa. Sono elementi che i nostri figli devono ricordare per tutta la vita. 

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