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Migranti, per Croazia visita eurodeputati PD è stata una "provocazione"

© AP Photo / Darko BandicБеженец, идущий по лагерю в Боснии
Беженец, идущий по лагерю в Боснии - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
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I quattro europarlamentari, che si proponevano di verificare le condizioni di vita dei migranti nei campi profughi a Bihac, sono stati respinti prima del confine croato. Per il Ministro dell'Interno volevano solo screditare la reputazione del Paese ma i quattro replicano: "Ci aspettavamo scuse, non false accuse".

Per il Ministro degli Interni croato, Davor Bozinovic, la visita degli eurodeputati italiani del PD respinti al confine tra Bosnia e Croazia per verificare le condizioni di vita dei migranti nei campi profughi a Bihac "non era altro che una ennesima provocazione contro la polizia croata" e un "tentativo di screditare la reputazione della Croazia e di non rispettare le sue leggi". Lo riporta Rai News. 

Per la polizia croata inoltre i quattro europarlamentari avrebbero tentato di attraversare la frontiera in uno dei punti usati dai migranti per entrare in Europa attraverso la Croazia, non presentandosi regolarmente al confine. A tal proposito Bozinovic ha retoricamente chiesto: "A cosa servono i valichi di confine se ci sono persone che si permettono di entrare e uscire dagli Stati percorrendo boschi e fiumi?".

Ciò avrebbe fatto sì che i quattro politici fossero sprovvisti di permesso, "poiché non esiste la possibilità di rilasciare permessi per attraversare i confini in modo illegale".

La Croazia si rivolgerà all'Europarlamento e la polizia croata ha aperto anche un'inchiesta, poiché per Bozinovic gli eurodeputati hanno tentato semplicemente di "fare una performance al confine, dato che nelle stesse ore era stato notato anche uno spostamento di un gruppo di migranti verso il punto dove gli eurodeputati avrebbero voluto entrare in Bosnia".

"Siamo sorpresi dalle parole del ministro Bozinovic, ci aspettavamo delle scuse per averci impedito di fare il nostro lavoro, non delle false accuse. Possediamo foto, audio e video che provano che siamo stati fermati quando ancora lontani dal confine, per impedire la nostra ispezione. Abbiamo informato le autorità croate della nostra visita con adeguato anticipo e assicurando il rispetto delle regole vigenti", hanno dichiarato i diretti interessati, gli esponenti del PD Brando Benifei, Pietro Bartolo, Alessandra Moretti e Pierfrancesco Majorino.

Sempre nella stessa nota, i quattro hanno replicato chiarendo quali fossero le loro reali intenzioni. 

"Avevamo ricevuto conferma che saremmo potuti andare a vedere cosa succede alla frontiera, ovviamente senza attraversarla, cosa che non è mai stata nostra intenzione e cosa che abbiamo ribadito più volte anche alla polizia. Invece ci è stato impedito di raggiungerla, senza alcun valido motivo", hanno spiegato.

​Infine la dura replica a Bozinovic, da cui pretendono delle scuse. 

"Accusare qualcuno, ancor più accusare membri del Parlamento europeo, di cercare di commettere atti illegali senza alcuna prova, in qualunque paese democratico potrebbe essere materiale per un'azione penale per chi lo dice. È una vergogna che un rappresentante di un governo dell'Unione Europea abbia paura del lavoro dei parlamentari. Speriamo di ricevere delle scuse ufficiali e chiederemo certamente un'indagine sull'accaduto da parte delle autorità europee", hanno concluso. 
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