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La scienza risponde: come faceva l’oracolo di Delfi a prevedere il futuro

CC BY-SA 3.0 / Laslovarga / (cropped image)Rovine del Tempio di Apollo a Delfi
Rovine del Tempio di Apollo a Delfi - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
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La scienza si arrovella sul grande mistero dell’oracolo di Delfi: come riuscivano i sacerdoti dell’antichità a prevedere il futuro? È più di 2000 anni che i ricercatori cercano di rispondere a questa domanda. E le recenti scoperte dimostrano che nel mitico santuario si faceva ricorso a metodi piuttosto ingegnosi.

“Un problema complesso”

In Grecia si è soliti definire questo luogo la “fonte della forza” anche se, oltre al paesaggio piacevole e ai resti antichi, non pare che ci sia nulla degno di nota. Tuttavia, Delfi è una delle cittadine più visitate del Paese.

E non solo nel XXI secolo. Questo luogo attira persona da oltre 3.500 anni. Un tempo Delfi era una delle più popolari destinazioni di pellegrinaggio. Qui si trovava il tempio dedicato ad Apollo, uno dei più antichi.

Il santuario divenne un luogo di devozione già negli anni 1.600 a.C. Tuttavia, la sua fama si diffuse in tutta l’Ellade soltanto un millennio dopo. Proprio a quell’epoca risalgono i noti tripodi di Delfi destinati a oracoli e sacerdoti che, secondo la leggenda, “esplicitavano la volontà degli dèi” su richiesta dei credenti.

Il rito, anch’esso definito “oracolo”, era talmente popolare che in tutta la Grecia, come riporta il “padre della storia” Erodoto, vi erano 80 santuari simili. In alcuni di questi la volontà degli dèi era letta a partire dal rumore prodotto della quercia sacra, in altri in base alle interiora di animali. I veggenti erano esclusivamente uomini, ma solo al di fuori di Delfi. Nella città sacra, infatti, quel ruolo era svolto da una donna. La sacerdotessa era chiamata Pizia (secondo il mito, la città di Delfi si chiamava anticamente Pizia, in onore del serpente Pitone ucciso in quei luoghi da Apollo).

© Foto : Public DomainPittura dell'artista John Collier "Pizia di Delfi"
La scienza risponde: come faceva l’oracolo di Delfi a prevedere il futuro - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2021
Pittura dell'artista John Collier "Pizia di Delfi"

Tra il VII e il VI secolo a.C. la Pizia di Delfi era in sostanza il principale consigliere di Stato. A lei si rivolgevano i reggenti di diversi territori in tutta la Grecia. Fra di loro, figurava anche il leggendario re di Sparta Licurgo o il politico ateniese Solone. Nonostante la grande popolarità di cui godeva il rito, gli scienziati ne sanno molto poco. Nello specifico, ad oggi non è totalmente chiaro come venisse effettuato. È noto soltanto che chi desiderava rivolgersi alla sacerdotessa doveva sottoporsi a un’apposita preparazione al rito.

“La procedura di divinazione a Delfi è un problema estremamente complesso, anzitutto per lo stato di tradizione scritta. Sebbene rivolgersi all’oracolo richiedesse determinati sforzi e spese (i richiedenti dovevano, infatti, sottoporsi a una serie di cerimonie purificatrici, effettuare un sacrificio, pagare una data somma, presentarsi in giornate predeterminate), l’accesso all’oracolo era piuttosto libero e il santuario era visitato da un’enorme quantità di pellegrini. Tuttavia, non disponiamo di fonti che descrivano nel dettaglio la procedura di divinazione a Delfi né durante il periodo classico né durante i periodi più antichi”, scrive nella sua opera sul tema la storica russa Oksana Kulishova.

Vista della penisola di Urla-nella parte occidentale della Turchia - Sputnik Italia, 1920, 08.01.2021
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Tuttavia, si sono conservate delle frasi che la Pizia diceva ai visitatori. Si tratta per la maggior parte di frasi enigmatiche, in alcuni casi in versi.

Un brand dell’antichità

L’ambiguità delle profezie viene spiegata dalla scienza in vari modi. Alcuni scienziati ritengono che l’oracolo di Delfi fosse diventato qualcosa di simile a un “brand”: dopotutto, non fu un caso se i greci smisero in tempo di combattere per i Giochi pitici. Era infatti la seconda competizione per importanza dopo i Giochi olimpici.

Inoltre, uno dei principi fondamentali del diritto internazionale dell’epoca era l’intoccabilità del santuario di Delfi. Nessuna nazione poteva conquistare il santuario e chi vi prestava servizio, tantomeno la Pizia.

A sua volta, la Pizia non aveva possibilità d’errore. Da qui l’enigmaticità delle sue profezie.

Ad esempio, la Pizia rispondeva così agli abitanti dell’isola di Sifanto che le chiedevano quanto sarebbe durato ancora la loro prosperità: “Soltanto finché il candore del pritaneo (edificio pubblico del primo magistrato, NdR) brillerà su Sifanto. E quando una bianca recinzione coprirà il mercato, allora state in guardia dal messaggero scarlatto”.

Nonostante l’immaginario comune, alla Pizia si chiedevano spesso consigli sul presente piuttosto che sul futuro. Nelle Storie di Erodoto solo 6 dei 60 pellegrini pongono domande sul futuro. Come appurato dagli storici, su 585 profezie se ne avverarono più di 300.

Ragioni geologiche

Verso la metà del V secolo a.C. Delfi perse la popolarità di un tempo. Proprio a quel periodo risalgono le rare descrizioni del rito. Una di esse ha dato ai ricercatori un indizio.

Lo scrittore antico Senofonte riferisce che la Pizia si preparava a lungo per l’oracolo. Ad esempio, si bagnava alla fonte Castalia (sul monte Parnaso), poi si recava nel tempio di Apollo per effettuare una serie di “rituali di purificazione”. La Pizia faceva profezie seduta su un tripode “circondata da crepe nel terreno da cui uscivano vapori inebrianti”.
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Per lungo tempo si pensò che per la Pizia si preparasse un apposito elisir che provocava allucinazioni. Si pensava lo stesso di un altro noto rito dell’antichità, i misteri eleusini. A Eleusi nell’elisir si usavano principalmente le foglie di alloro.

Tuttavia, nel caso di Delfi la faccenda si complica. Recenti scavi hanno dimostrato che i greci definivano questo luogo “l’ombelico del mondo”.

“Le testimonianze antiche confermano i ritrovamenti geologici. L’analisi chimica delle acque al di sotto del santuario dimostrano la presenza di accumuli di metano, etano ed etilene. Respirare etilene dà effetti paragonabili a quelli descritti nelle scritture antiche”, si legge nello studio scientifico condotto dal gruppo di chimici e geologi Henry Spiller, John Hale, Jelle De Boer.

Secondo gli scienziati, l’etilene provoca forti allucinazioni. Pertanto le enigmatiche profezie della Pizia possono essere dovute all’azione di questa sostanza. Inoltre, Delfi, come appurato dai ricercatori, si trova a cavallo di 3 diverse placche tettoniche. Pertanto nell’antichità vi furono di frequente terremoti. E dopo ognuno di questi si creavano delle crepe nel terreno da cui uscivano i gas tossici. “Probabilmente questo spiega perché il rito venisse effettuato in momenti ben precisi e perché di fatto Delfi smise di essere un luogo di pellegrinaggio nel II secolo d.C. durante l’impero di Adriano. Infatti in quel periodo l’attività sismica si ridusse”, ipotizzano gli scienziati.

Diverse Pizie

La scoperta ha indotto la comunità scientifica a chiedersi: e se anche gli altri oracoli divinassero in maniera analoga? Dopotutto, gli archeologi hanno rinvenuto sulla costa del mar Egeo santuari del tutto identici a quello di Delfi.

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Tutti i santuari sono legati al dio Apollo. Nel mese di ottobre 2020 è stato rinvenuto un sacrificio in suo onore nella città turca di Patara, un tempo una ricca polis. Dalle fonti è emerso che anche qui vi era un oracolo.

Come riportano i ricercatori, è altamente probabile che questo santuario fosse collocato su una frattura di origine tettonica. I dati sismologici confermano la presenza di frequenti scosse nell’area.

“Sul sacrificio da noi rinvenuto erano stati posti doni per placare gli dèi”, riporta il direttore degli scavi di Patara Mustafa Kocak.

Tuttavia, non ci resta che indagare ancora più a fondo la questione. Secondo fonti greche antiche, infatti, profezie e divinazioni analoghe a quelle di Delfi venivano effettuate in altri 6 santuari nel territorio dell’antica Grecia.

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